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Cara la mia Auchan, comunicazione erronea: il Franciacorta non è rosso…

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FranciacortaRosso

Al punto vendita di Bergamo un cartellone strillo da correggere

Qualcuno mi accuserà di essere capzioso e rompicoglioni (lo sono) pubblicando questo post, ma cosa volete, sono fatto così, prendere o lasciare…

Notperfect-ridotto

Lo so bene che quelli della GDO, anche quelli più bravi, hanno le loro logiche, che si riassumono in una sola parola e mission, ovvero vendere, e che per farlo non devono fare poesia, o indulgere in forme di comunicazione accademica. E devono catturare l’attenzione del potenziale acquirente, noi clienti che entriamo magari per comprare due cose e poi usciamo con dieci, con metodi semplici ed efficaci. Con messaggi che colgano nel segno in breve tempo e inducano a mettere roba nel carrello. E andare alle casse e lasciare un po’ di soldini, sacrificando all’altare del rito moderno dell’acquisto, compulsivo, istintuale o consapevole.
GrilloOttoventi

Le so bene queste cose, non sono mica nato ieri, però quando ieri sera, verso le 20, dopo aver salutato la mia Lei, aver fatto il nostro happy our un po’ anticipato, bevendo il sempre piacevole Grillo di Ottoventi, in un posto che noi adoriamo e che vi consiglio, ovvero l’H20 Café di via Scotti a Bergamo, (laterale a sinistra subito dietro al Coin) e mangiando un po’ di gustose cose che le ragazze del café, troppo simpatiche, ti portano al tavolo (e che tu spazzoli via allegramente guardandola negli occhi e dicendole ed essendone profondamente persuaso che l’ami…), ho fatto un salto all’Auchan, o meglio, all’Auchan di via Carducci ho avuto un veloce, immediato giramento di scatole. E, grazie al mio fedele smartphone ho documentato, guardate la foto, l’eno-misfatto.

Errata-corrige

Nell’ambito dell’operazione sottocosto in vigore dal 26 febbraio al 7 marzo ampio spazio, in questo punto vendita bergamasco, è concesso a prodotti agroalimentari e vini lombardi. E non solo, perché in offerta viene via a poco prezzo anche il vino, un improbabile ma tipico, per la Toscana moderna, uvaggio Cabernet – Sangiovese prodotto da una nota azienda americana. Nientemeno in quel posto sacro che é Montalcino.

E tra oltrepadani da battaglia e cose varie cosa ti viene proposto ad euro 3,29? Nientemeno che un “Franciacorta rosso Montorfano”.

clearCommunication

Bene, si fa per dire, lo sanno anche gli asini che il Franciacorta, che è una Docg (e ce ne sono diverse, anche buone, a prezzi corretti, disponibili sugli scaffali di questo punto vendita che ha fatto la storia dei supermercati bergamaschi) è solo bianco e ha le “bollicine”.

Lo sanno anche i somari che un Franciacorta rosso non esiste. Perché in Franciacorta, parlo della zona vinicola, oltre ai migliori metodo classico italiani (mais oui!) si producono anche vini fermi, vini tranquilli. Ma non si chiamano Franciacorta, nome riservato alle “bollicine”, bensì, la Doc è del 2008 e ha preso il posto della precedente denominazione chiamata Terre di Franciacorta e prima ancora Franciacorta rosso, Curtefranca.

Curtefranca-Franciacorta

Ed in effetti, guardate l’altra foto da me scattata, a 3,29 euro venivano proposti i Curtefranca, rosso e bianco, di un’azienda di Coccaglio, Montorfano De Filippo, già oggetto di un mio precedente post, del dicembre 2012. Un’azienda che fa le proprie scelte, che ha una propria politica dei prezzi che, ovviamente, visto anche quello che ho scritto recentissimamente, e prima ancora sotto Natale, con molto rumore, non posso certo apprezzare. E alla quale non batterò mai le mani.

Franciacorta-sitorinnovato

Una politica, colgo l’occasione per sottolinearlo, di cui non è assolutamente colpevole il Consorzio Franciacorta, che non può impedire a nessun associato e tantomeno ai non associati, ma Montorfano De Filippo risulta esserlo dal rinnovato sito Internet consortile (opera degli amici di NtNext Evolving Communication) di (s)vendere al prezzo basso che vuole.

I-Am-Sorry

Un Consorzio che tante volte ho scritto mi piacerebbe dicesse la sua in merito, che ho cercato di chiamare in causa, ma sbagliando, perché la policy del Consorzio è quella, che io e voi possiamo anche discutere, ma che è quella (una policy che viene adottata da tante aziende importanti nel mondo), che prescrive che non si intervenga, anche se chiamati in causa, nelle discussioni che si sviluppano su un sito Internet o un blog, non questo, ma uno qualsiasi.

Una politica di comunicazione, mi ha spiegato lunedì sera l’amico Maurizio Zanella, presidente in carica del Consorzio ancora per qualche mese (e che se fosse per me io nominerei presidente a vita… a meno che non decida di passare il testimone a me, che sarei un fantasmagorico presidente, assolutamente super partes… J ) che ha una sua logica e corrisponde a ben precise regole, dettate dai grandi esperti di comunicazione e marketing. E alla quale il Consorzio ed i suoi responsabili, in primis Presidente e Amministratore delegato, si attengono.

don-chisciotte

Un’evidenza che io devo mettermi bene in zucca di accettare e non andarle contro come un Don Chisciotte contro i mulini a vento. E che devo rispettare, anche se non la capisco (ecco perché non potrei mai essere non dico Presidente, ma nemmeno bidello, di qualsivoglia Consorzio…).

Ciò detto mi chiedo: perché mai Auchan, i responsabili del punto vendita di Bergamo, i banconisti, coloro che hanno preparato quel cartellone strillo, si ostinano a scriverci sopra in bella vista (ho scritto bella vista, in minuscolo e staccato…), Franciacorta rosso Montorfano, quando correttezza dell’informazione vorrebbe che la dicitura corretta fosse Curtefranca Rosso Montorfano? Forse che il nome Curtefranca non attira, non cattura l’attenzione del potenziale acquirente come il nome Franciacorta?

errare-humanum-est

Ai responsabili di Auchan, se vorranno darla, una risposta. Ovviamente non su questo blog, anche loro non parlano con la stampa (in verità con l’ex responsabile acquisti vino Italia, che era un mio lettore, un paio di volte al telefono ho parlato…) ma nel punto vendita di via Carducci a Bergamo, modificando da oggi stesso (io non potrò verificare se ciò accadrà perché nel primo pomeriggio partirò alla volta di Bozen, per la Bozner Weinkost e poi venerdì 6 mi sposterò a Lazise per l’Anteprima Bardolino Chiaretto) quel cartellone strillo che non comunica correttamente. Che racconta qualcosa che non corrisponde alla realtà e che credo il Consorzio Franciacorta, che informo en passant come “persona informata sui fatti”, immagino non gradisca.

Personainformata

Perché così come diciamo Il n’y a de Champagne que dans la Champagne, ça va sans dire!, evidenza chiara a tutti, tranne a qualche disinformato pasticcione programmista Rai, ovvero il fatto per cui “non è Champagne se non è della Champagne”, lo sanno anche i muri, e dovrebbero saperlo anche ad Auchan, che Franciacorta sono solo le “bollicine” metodo classico Docg prodotte in Franciacorta. E non i vini fermi che sono Doc e si chiamano Curtefranca. Elementare Watson, o no?

nonéchampagne

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org e il Cucchiaio d’argento!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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