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Degustazioni

Franciacorta Dosaggio Zero DiZeta 2009 La Rotonda

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Questa sì che è la Franciacorta che mi piace! Lo dico, lo ripeto e mi expo…ngo!

Allegria bella gente, buone notizie dalla Franciacorta! Da quella Franciacorta che mi piace tanto, quella più vera, quella che non cerca notorietà ed exposizione mediatica, pagata a caro prezzo (ma il gioco, alla fine, sarà valso la candela?) in mega rassegne stile Olimpiadi di Berlino del 1936, ma che si ricorda della propria origine autentica, contadina, viticola,. quella che mantiene il rapporto saldo con la terra, quella che le peculiarità di questa terra esalta e traduce in vini assolutamente unici e personali. Che solo dei provinciali potrebbero pensare di paragonare – sfidando il senso del ridicolo – all’inimitabile Champagne.
Lunedì scorso, 29 giugno, come ho raccontato qui, ho degustato, grazie alla perfetta collaborazione del Consorzio, che torno a ringraziare, una novantina di Franciacorta Extra Brut e Dosage Zero e come ho già detto, ho, enoicamente parlando, goduto come un riccio

Tante, ma tante bottiglie buone, cinque me le sono fatte tappare con sottotappi bidule e tappo corona dalla brava Silvia Filisetti e me le sono portate via (per riassaggiarle… balle, per berle e farle bere a persone a me care… mica posso far bere loro Prosecco e Trento Doc…) e una di queste cinque, che ho poi bevuto con il mio Amore, ricevendo la sua totale e competente approvazione, è stata la bottiglia, un Dosage Zero millesimato, di cui vi sto per parlare.

Non temete, anche se parlo di Dosage Zero non mi riferisco al solito Dosage Zéro che tutti abbiamo in mente quando parliamo di Franciacorta, il Dosage Zéro di riferimento (tale lo era anche nella mia degustazione del millesimo 2010: standing ovation e bottiglia avanzata destinata alla mia ex moglie… ) di una nota Maison, pardon, Cà di Erbu(o)sco, ma al vino di un’azienda di cui confesso non conoscevo l’esistenza (sono oltre già 110 gli imbottigliatori franciacortini, potrà sfuggirne qualcuna anche ad un franciacortista come me?), prima di questo assaggio.
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L’azienda, sita in quel di Calino, frazione di Cazzago San Martino, si chiama La Rotonda e, incredibile ma vero (ma dove sono stato in tutti questi anni e perché i cosiddetti wine talent scout franciacortini non me ne hanno mai parlato? Erano forse troppo impegnati nel provare ad erigere un culto narciso di se stessi?) , come mi ha raccontato l’enologo Giulio Salti “produce Franciacorta dal 1992. Per 20 anni la politica commerciale, se così si può definire, è stata quella di vendere il prodotto direttamente in cantina, precludendo così la possibilità di essere presenti sul mercato nazionale e di conseguenza di essere conosciuti.
Nel 2013 c’è stato un grosso cambio generazionale, è subentrato, per la gestione amministrativa e commerciale Alessandro, nipote dei soci fondatori ed io sono succeduto al precedente responsabile di produzione. Ora siamo una realtà molto giovane (abbiamo tutti circa 30 anni), ma supervisionata ancora dai fratelli Zanetti, ottantenni presentissimi in azienda”.

Ed è ancora Salti – e io prestissimo farò un salto in azienda…. – a raccontarmi tutto il resto, visto che il sito Internet aziendale è work in progress.

Ovvero che “la tenuta si trova a Calino, frazione di Cazzago San Martino, esattamente sulla sommità di una delle colline che delimitano il tanto decantato “anfiteatro morenico” della Franciacorta; l’area di proprietà è di 30 ettari dei quali circa 13 coltivati a vigneto. I più interessanti sono ovviamente i 9 ettari destinati alla produzione di Franciacorta, i restanti 4 sono a bacca rossa (Cabernet Sauvignon, Merlot, Barbera e Nebbiolo) e 1 ettaro di questi ultimi è stato estirpato in inverno per un cambio varietale.
I nove ettari destinati a Franciacorta Docg sono così suddivisi:
Pinot Bianco – Ha 2,31 – impianto del 1990 – sistema di conduzione Cordone Speronato Alto – si trova in una piana da circa 5 ettari a nord della cantina, rivolto verso il Lago d’Iseo.
Pinot Nero – Ha 1,20 – impianto del 1990 originariamente a Cabernet Sauvignon successivamente sovrainnestato con Pinot Nero – esposto a Nord e piantato in direzione Nord-Sud, con sistema di conduzione a Guyot.

Chardonnay – Ha 5,50 divisi in 8 appezzamenti, due esposti a Nord, due a Nord-Est, due a Sud-Est e due a Sud – 0,68 Ha sono di un recente impianto del 2011 condotto a Guyot, 2 Ha gestiti a Guyot piantati nel 2003, 1 Ha a Guyot Alto del 1990 e i restanti gestiti a Cordone speronato Alto sono impianti del 1991 In cantina abbiamo cercato di dare nuova vita ad una serie di prodotti avuti in eredità al nostro arrivo e il primo risultato è stato appunto il DiZeta 2009 che lei ha assaggiato”.

Franciacorta2015ExtraBrut 116

Ma che assaggiato, ho dapprima degustato, poi Lei ed io abbiamo “seccato”, un vino, il DiZeta 2009, con i controfiocchi, con sboccatura maggio 2014, una cuvée composta per l’80% da Chardonnay e per il 20% da Pinot bianco, da vigneti di 20 anni in quel di Calino di Cazzago, con le uve dei singoli appezzamenti singolarmente raccolte e vinificate. Un Franciacorta Dosage Zero affinato 50 mesi sui lieviti con fermentazione dei vini in acciaio e parzialmente in barrique.
Le mie note di degustazione del 29 giugno dicono: bellissima vivacità e integrità di colore, un paglierino oro senza eccessi, con perlage fine sottile e continuo, naso frescom floreale, cremoso, con un leggero tocco di burro e pasticceria, una vena di frutta secca leggermente tostata sfumature di agrumi freschi e ananas e una buona vena salata e minerale. Attacco in bocca ben secco, deciso, incisivo, il vino ha continuità, nerbo acido preciso e ben bilanciato, bella freschezza, lunghezza e pienezza di sapore, bolla croccante e persistenza lunga.

E questo sarebbe un’esordiente o poco di più? Ma questo dà la “birra” a tanti di quei Franciacorta che sembra un veterano!

La Rotonda Franciacorta
Via Boschi, 1
25046 Calino di Cazzago San Martino – BS
Tel e Fax 030 7750909
e-mail info@larotondafranciacorta.it
www.larotondafranciacorta.it

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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