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My Wine Notes

Degustazioni

Franciacorta DOCG Extra Brut “EBB” 2010 Il Mosnel

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
8.5


MosnelExtraBrut
Un’azienda e un vino di sicuro riferimento 

Devo tornare, e lo farò più e più volte nel corso di questa estate, sulle risultanze emerse dalla mia assai interessante maxi degustazione di Franciacorta Docg, delle tipologie Extra Brut e Dosage Zero (Pas Dosé, Nature, Non Dosato, vedete voi come chiamarla…) fatta recentemente in quel di Erbusco grazie alla fattiva collaborazione del Consorzio Franciacorta.

Come ho già scritto ho trovato tanti vini buoni, molti eccellenti, alcuni sorprendenti, poi una serie di vini corretti e niente più, altri clamorosamente presuntuosi, della serie vorrebbero essere importanti e non lo saranno mai: non si fanno bere nemmeno sotto tortura, e altri inoffensivi. Puoi berli tranquillamente che male non ti faranno di certo, ma non esiste un motivo razionale, dal punto di vista di noi “golosi di bollicine”, per berli. E per spendere dei bei soldini per acquistarli.

Ho trovato, come ho già scritto, piacevolissime novità, e tra le conferme, la stessa cosa che mi è accaduta martedì scorso in Oltrepò Pavese degustando i loro metodo classico parimenti Docg, quando Monsupello si è imposto su tutti gli altri, con una costanza impressionante, alcuni nomi di riferimento. Dei classici, dei caposaldi, delle certezze.

Uno di questi ‘point de repère franciacortisti è un’azienda di Camignone di Passirano che conosco da una vita e mezza, con la quale ho sempre avuto, oggi magari un po’ meno, ottimi rapporti, un’azienda che ammiro e che di nome fa Il Mosnel e su cui ho scritto decine di articoli.

Al timone del Mosnel è stata per anni una donna straordinaria e indimenticabile, una vera Signora (e non solo del vino) Emanuela Barzanò Barboglio, e siedono oggi i suoi figli, l’elegante discreto, very british nello stile, Giulio, che si occupa della parte viticola ed enologica e la dinamica, impegnatissima, mediatica sorella Lucia, 46 anni, di recente rieletta Presidente della Strada del Franciacorta, ovvero, così ha scritto l’Ansa, “un percorso di 80 km che ha lo scopo di promuovere e sviluppare le potenzialità turistiche, in particolar modo legate al turismo enogastronomico, della Franciacorta. Vi fanno parte tutte le cantine associate al Consorzio. Attualmente i suoi soci sono 202”. Rieletta dopo essere già stata Presidente della Strada dal 2003 al 2006.

MosnelLogo

Bene, quale vino del Mosnel mi ha colpito al punto da sentirmi di proporvelo come un caposaldo, come un Franciacorta da non perdere? Elementare Watson, un vino di cui ho più volte scritto, e sulle cui caratteristiche vi invito a leggere questo articolo dedicato al millesimo 2007, mentre oggi ad avermi conquistato è il 2010.

Il vino, un Blanc de Blanc, uno Chardonnay in purezza proposto per la prima volta nel 2003, è l’Extra Brut EBB, ovvero Emanuela Barzanò Barboglio, una meritatissima dedica voluta dai figli alla loro Grande Mamma, ottenuto da vignetim Dosso, Limbo, Larga, Mosnel e Roccolo, nel Comune di Passirano, pede collina di Monterotondo e Fantecolo con esposizione Est – Sud – Est. 80 quintali di uva per ettaro ovvero 52 ettolitri per ettaro, vendemmia manuale in piccole casse dal 23 al 31 agosto 2010, solo il mosto fiore (la prima frazione del 50% di succo) è stato destinato al vino, fermentazione primaria è avvenuta in piccole botti di rovere (da 225 lt), che hanno ospitato il vino per cinque mesi, fino alla primavera successiva. L’affinamento sui lieviti è di 36 mesi. La sboccatura del campione che ho degustato è del gennaio 2015 e la produzione dell’annata 2010 è dio 8.740 bottiglie – 500 Magnum – 70 Jeroboam. Un ottimo lavoro, targato Giulio Barzanò.

GiulioBarzanò

Perché mi piace questo Franciacorta Extra Brut EBB 2010, perché vi invito a sceglierlo, a non limitarvi a degustarlo ma a berlo? Semplice, perché è vero, perché è buono, perché è autentico, perché non se la tira, perché è quello che mi aspetto da un Franciacorta serio e di lunga esperienza e storia, un vino di sicura qualità che racconta la verità di un territorio che non è l’Eldorado del vino, che ha le sue luci, tante, e le sue ombre e contraddizioni, ma che piaccia o meno rappresenta innegabilmente una delle zone a più alta vocazione in Italia per la produzione di metodo classico di qualità.

Colore molto intenso, oro antico brillante, perlage vivo, continuo, esuberante nel bicchiere, naso maturom complesso, mediterraneo, con agrumi e frutta esotica in evidenza, miele e mandorle tostate e un filo di spezie. Bocca ampia, ricca, salda, ben costruita, potente di grande estrazione, con gusto diretto, secco e nervoso, con buona freschezza e persistenza lunga. Un bel Franciacorta Docg, di fronte al quale, ricordando quella Gran Signora di Emanuela Barzanò Barboglio, e brindando al suo ricordo, togliersi tanto di cappello…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Roberto Gatti

    20/07/2015 at 22:21

    Degustato a giugno 2015 devo riconfermare quanto scritto qui :http://www.winetaste.it/il-mosnel-la-franciacorta-nel-bicchiere/

    Un gran bel prodotto

    • redazione

      20/07/2015 at 22:24

      ma non è uno “spumante”, ma un Franciacorta!

      • roberto gatti

        21/07/2015 at 16:06

        Mi ricordo la tua battaglia sulla terminologia, comunque è spumante tutto ciò che fa spuma :

        “Vino bianco o rosato che, stappato e servito, produce una spuma abbondante e leggera per il contenuto, naturale o aggiunto, di anidride carbonica; si ottiene con un processo di doppia fermentazione, la seconda in bottiglia col metodo ‘classico’ ( champenois ) o in autoclave (metodo charmat ). “

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