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Per la precisione...

Ferrari, dal punto di vista del marketing, chapeau, mette in fila tutti gli altri

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E qualcuno, a Brescia e dintorni, dovrebbe andare a scuola dai Lunelli…

Lo so già che ci sarà qualche imbecille (ma chiamiamolo con il suo nome!) che dopo questo post mi darà del traditore, del voltagabbana, del venduto, come se il sottoscritto, che è e resta un giornalista libero e indipendente, e non porta le insegne di nessuno se non del vino di qualità e dei produttori autentici e sinceri, non potesse esprimere le proprie idee senza venire per questo etichettato.

Ma io, fregandomene di essere tacciato di “imbecille”, da chi veramente minus habens è, vado avanti per la mia strada e dico la mia.

Mi diano pure del “trasformista” o peggio ad Erbusco e dintorni, ma io, così come ho già fatto complimentandomi con loro quando Frau Wolkswagen Merkel in visita all’Expo grazie ad una perfetta organizzazione e ad una vera abilità nel difficile gioco delle pubbliche relazioni e del marketing non ha brindato e pranzato bevendo l’Official Sparkling wine della manifestazione bensì un Trento Doc Ferrari, devo complimentarmi con i Lunelli di Trento, che finalmente, per inciso, hanno eliminato dalla facciata dell’azienda bordo autostrada l’orribile parola “spumante”, come suggerivo loro da illo tempore, per un nuovo exploit in termini di comunicazione e marketing.

TrentoDoc2015 009

Leggo difatti e qui ho visto, potete farlo anche voi, le immagini, che un Trento Doc targato Ferrari è stato scelto per le star della televisione e del cinema americano, in occasione della 67ma edizione degli Emmy Awards, tenutasi il 20 settembre a Los Angeles.

Cosa siano gli Emmy Awards è presto detto: “sono gli Oscar della televisione e rappresentano, per lo star system americano e internazionale, un appuntamento importantissimo che ogni anno viene seguito in diretta da 20 milioni di persone”.

FerrariEmmy2

E così il “Ferrari Brut Trentodoc è stato servito a tutti gli ospiti che, dopo la premiazione, hanno proseguito la serata all’esclusivo Emmy Awards Governors Ball, il più grande gala dinner d’America: circa 4.000 persone sedute in una cena orchestrata dallo chef Wolfgang Puck, dove si è brindato ai vincitori, fra cui Peter Dinklage (Game of Thrones), Jon Hamm (Mad Men), Viola Davis (How to Get Away With Murder – Le regole del delitto perfetto) e Bill Murray (Olive Kitteridge)”.

Non voglio esagerare e sposare in toto il trionfalismo dei Lunelli, che sono stati appena proclamati “Produttore dell’Anno” da The Champagne & Sparkling Wine World Championships (la grande degustazione di bollicine coordinata dal wine writer britannico Tom Stevenson), e “tornano sotto i riflettori dello showbiz internazionale e si conferma ambasciatore dell’Arte di Vivere Italiana nel mondo”, e le dichiarazioni entusiastiche del giovane ambizioso presidente dell’azienda trentina, secondo il quale “Siamo davvero orgogliosi di aver portato un tocco di italianità in questo fantastico evento”. “È un grande onore vedere tante star internazionali brindare ai loro successi con il nostro Ferrari Brut”. Matteo e Alessandro Lunelli hanno partecipato alla serata e hanno brindato con i vincitori al Governors Ball”.

Dico solo che qualche altra zona spumantistica che detiene la leadership quantitativa nel panorama del metodo classico italiano e pure in quanto a qualità ha ottenuto risultati importanti e innegabili (ma che oggi sembra perdere qualche colpo e che non è immune da problematiche e contraddizioni, come ho più volte scritto), dovrebbe, a mio modesto avviso, andare a scuola di marketing e di comunicazione dalla Ferrari e dai Lunelli – recentemente, Bergamo, 18 settembre 2015, definiti “industriali che non hanno fatto crescere qualitativamente la denominazione Trento Doc e hanno pensato solo a se stessi” dal Presidente del Consorzio Franciacorta, nell’ambito della rassegna Domus Bergamo Wine.

Così facendo, si otterrebbero migliori risultati e si spenderebbero molto meglio i tanti soldi che l’operazione “Official Sparkling Wine di Expo Milano 2015” è costata, con risultati tutti da dimostrare, agli associati.

E magari lo stesso Presidente del Consorzio potrebbe imparare, dai Lunelli, e se vuole anche da me, in cosa consista la difficile ars del far corrispondere alle parole i fatti, perché non si fa una figura grandiosa criticando in pubblico, come ha fatto venerdì 18 a Bergamo (io ero presente e prendevo debita nota delle sue affermazioni…), la Champagne accusandola di “usare la leva del marketing prima che del prodotto”, e poi criticare la stessa zona vinicola francese perché fa la pubblicità con Charlize Teron (in verità io ricordo un’altra attrice, Scarlett Johansson, testimonial di Moet & Chandon).

Maurizio_Zanella_proprietario_Ca_del_Bosco__Colombari__piramide_Cuvee_Prestige

Perché così facendo rischia che qualcuno, nella fattispecie il sottoscritto, possa ricordargli che anni fa, per il lancio della Cuvée Prestige a Milano, convocò un demi monde di politici e personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui l’attrice ed ex Miss Italia Martina Colombari, e che il Consorzio di cui lui è ancora per qualche mese Presidente, expo-sto in prima persona a difesa della manifestazione milanese, risulta, come si può leggere qui e poi ancora qui, essere partner e sponsor – “The Consortium cooperates with automakers Maserati, Porsche and Mercedes and has an important partnership with the National Chamber of Italian Fashion. Franciacorta, in fact, will be the official wine at the man and woman fashion shows in Milan for the next three years” – della Camera Nazionale della Moda Italiana.

Calma e gesso

Quindi calma e gesso prima di criticare quello Champagne, degustazioni comparative con il quale, con raro provincialismo, il suo Consorzio organizza nello stand consortile al Vinitaly. Perché quegli stessi metodi che la Champagne usa, con grandi risultati, e che lui critica, l’azienda di cui è simbolo ed il Consorzio che presiede utilizzano a loro volta. Con risultati non sempre così esaltanti…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org!

 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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