Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Degustazioni

Champagne Extra Brut Rosé de Saignée Les Maillons Ulysse Collin

Pubblicato

il

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir
Fascia di prezzo: più di 50 €

Giudizio:
9.5


2015-09-23 19.07.04
Gira che ti rigira, a ogni Rosé, Champagne, o metodo classico italiano che si tratti, il suo colore. Sarebbe bello disporre della tavolozza di un grande artista, di tutte le sfumature che la sua creatività sa inventare, per poter mostrare, a colpi di pennellate accennate su una grande tela, quale siano le infine possibilità del Rosé.

Questo di cui vi voglio parlare, opera di Olivier Collin, (la Maison porta il nome Ulysse) un piccolissimo giovane négociant manipulant situato a Congy, località che per pochi chilometri non fa parte della Côte des Blancs, e tende verso la Cote de Sezanne ha un colore che definirei quasi indescrivibile, che dimostra meglio di qualsiasi parola non solo che si tratti di uno Champagne ottenuto da Pinot noir in purezza, ma che la tecnica di vinificazione utilizzata è quella del Rosé de Saignée.

In poche parole si tratta di lasciare macerare brevemente, per qualche ora, i mosti a contatto con le bucce e saranno i pigmenti naturali qui contenuti a colorare il succo e ad arricchirlo in componenti aromatici. E dopo la macerazione si procede alla “saignée”, ovvero alla separazione delle bucce dai mosti. Questa tecnica conferisce ai vini maggiore vinosità e colore.

La storia della famiglia Collin con la viticoltura a Congy è plurisecolare (risale ai primi del Settecento) ed è legata anche all’assoluta particolarità del terroir, che presenta all’interno del gesso una vena di silicio che conferisce un carattere speciale ai vini, una peculiare profondità.

Come si può leggere sul sito Internet dell’importatore italiano di questa piccola maison, la Moon Import di Pepi Mongiardino, Olivier Collin ha fatto uno stage da Anselme Selosse nel 2002, ma già l’anno successivo ha potuto recuperare da un négociant alcune vigne di cui la sua famiglia si era occupato. La gelata del 2003 non gli ha consentito di produrre e fu solo dal 2004 che poté raccogliere e vinificare le piccole quantità dei suoi due Blanc de Blanc Extra Brut vinificati in legno, ottenuti da due parcelle distinte, una delle quali qualificata come Vieilles Vignes.

Il sistema di lavoro è essenziale, niente diserbanti e vigne giunte alla piena maturità che assicurano bassissime rese come la vigna di Pinot noir, Les Maillons, che venne piantata dal nonno quasi cinquant’anni orsono a Barbonne-Fayel a sud di Sezanne ed è a sua volta una selezione massale. Collin si è lungamente interrogato su queste vigne, se utilizzarle per un Blanc de Noir, come ha fatto inizialmente, o addirittura per un vino fermo, scegliendo alla fine la soluzione del Rosé come la più giusta, potendo abbinare struttura e mineralità. E calibrando col tempo, quindi riducendolo, il contributo del legno dove il vino continua a fermentare e affinarsi. E arrivando, come gli era del resto già congeniale, alla tipologia dell’Extra Brut. Con un affinamento sui lieviti variante dai 30 ai 36 mesi, seguiti da almeno altri sei mesi di riposo in bottiglia.

Il risultato, strepitoso, è un Rosé de Saignée assolutamente gastronomico, da accostare e gustare su anatra all’arancia, o laccata alla cinese, pernice, capriolo o cervo o anche solo un roast beef, dal colore melograno, succo di lampone, dalle sfumature di ribes, mandorla fresca, pera, accenni di rosa e liquirizia nera, un ricordo, che fa tanto vecchie drogherie d’antan, di ratafià, chinotto e rabarbaro.

Ben secco l’attacco, gusto intensamente fruttato e vinoso, il perlage, avevo dimenticato di ricordarlo, finissimo e croccante sul palato, un vino con una grande sostanza, una bella spinta, avvolgente, setoso, largo e ricco di soddisfazione, eppure perfettamente equilibrato, piacevolissimo.

Un piccolo capolavoro, di quelli che nascono in Francia, in quella terra magica chiamata Champagne.

Attenzione! Non dimenticate di leggere anche:

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
1 Commento

1 Commento

  1. stefania

    02/12/2015 at 13:57

    sarebbe la tecnica che in italia si chiama “salasso” ? che differenze c’è con i rosè tradizionali?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy