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My Wine Notes

Punzecchiature

A Carnevale ogni scherzo vale…

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Carnevale
… e un sondaggio celebra lo stretto legame con il Prosecco

Ricevo e testualmente pubblico, con una sola precisazione e senza alcun commento.
Anche se i festeggiamenti che si sono protratti in questo periodo chiamerebbero in causa il celebre motto secondo il quale “a Carnevale ogni scherzo vale”, ci tengo a sottolineare che il testo che segue non è uno scherzo, ma costituisce, parola per parola, il comunicato stampa, diffuso oggi, vigilia di martedì grasso, dal Consorzio della più importante denominazione prosecchista attiva in Italia.

In attesa di ricevere un analogo comunicato, adattato per l’occasione, a Pasqua o il prossimo ferragosto, auguro a tutti buona lettura.

“Il Carnevale si sposa bene con un bicchiere di Prosecco. Sono milioni gli italiani che affermano di associare lo storico vino bianco frizzante con il giorno della festa, delle maschere, dei coriandoli.

È quanto emerge dalla nuova ricerca di gennaio di Prosecco Lab, il nuovo osservatorio sul Prosecco, voluto dal Consorzio di tutela e affidato ad SWG Spa, con l’obiettivo di analizzare la relazione tra il consumatore contemporaneo e il vino.

Il Prosecco non si berrà solo a Venezia o in Veneto, ma anche in tutti gli altri luoghi in cui si festeggia il Carnevale. Da Viareggio, a Ivrea (con la sua battaglia delle arance); da Verrès in Valle D’Aosta a Palù del Fersina, in Trentino;  da Sauris di Sopra in Friuli Venezia Giulia a Persiceto, cittadina in provincia di Bologna; senza dimenticare Putignano in Puglia o Muggia in Provincia di Trieste: piccoli torrenti di Prosecco scivoleranno in gola, insieme alle risa e al divertimento carnevalesco.

Carnevale2

La festa di Carnevale e il Prosecco sono un binomio non casuale. Un incontro determinato da uno dei peculiari aspetti del Prosecco: l’essere un vino che genera piacere, gioia, divertimento. Un vino che, per gli italiani, è divertente e simpatico (24%), fresco e giovane (22%), dinamico e gioviale (18%). Insomma un vero amicone, aperto e giocherellone (16%) che favorisce lo stare con gli altri, lo scherzo e il divertimento.

Il Prosecco è un vino versatile, che sa assumere il vestito giusto al momento giusto. Che rende ogni occasione differente e sa farsi apprezzare per le sue molteplici doti.

Così a Carnevale piace il suo essere un vino allegro e spumeggiante al punto giusto (40%). Uno spumante che associa la capacità di creare un clima vero, caldo, simpatico, con la sua forza di collante tra le persone, di generatore di condivisione (33%). Un vino che sa stare al suo posto, senza appesantire il momento, senza renderlo greve, ma lasciando un alone di piacevole leggerezza (34%).

Il Prosecco sa cementare l’amicizia (31%), sa rendere ogni momento gradevole e, con la sua voglia di sorriso (16%) e gioia (12%), diventa, in modo naturale, il vino del Carnevale”.

P.S.

Nota metodologica

Indagine realizzata da SWG Spa per conto del Consorzio del Prosecco. Campione: 1200 cittadini italiani maggiorenni, segmentati in base alla distribuzione socio-demografica del Paese. Data di realizzazione tra il 7 e il 14 gennaio 2016. Indagine effettuata con tecnica mista Cati-Cawi.

I metodi utilizzati per l’individuazione delle unità finali sono di tipo casuale, come per i campioni probabilistici. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall’ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di zona, sesso, età e livello scolare. Il margine d’errore statistico dei dati riportati è del 2,5% a un intervallo di confidenza del 95%.”

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Renato

    10/02/2016 at 13:51

    Ricordando quanto pubblicato in merito alla Franciacorta più conosciuta dello Champagne, mi viene da dire che i vari consorzi delle bollicine farebbero bene e evitare indagini statistiche, se le vogliono fare passare come cose serie. Trattasi di mera pubblicità. Darle valore realistico, è ridicolo.
    Il problema è che non si può commissionare un sondaggio su di te a uno che riceve soldi da te. Ovvio che il risultato sarà sempre positivo. Se no addio fatturato, il prossimo anno! Mi pare lapalissiano.

  2. Nicola

    10/02/2016 at 15:39

    Ho notato la stranissima cosa per cui i sondaggi sono sempre oltremodo favorevoli a chi li commissiona.

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