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Süd Tiroler Sekt in degustazione oggi a Milano

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Appuntamento imperdibile dalle 18 alle 21 al Westin Palace Hotel

Sono da una vita, diciamo dal 1982, anno in cui vi salii per la prima volta, un appassionato di quella bellissima “terra di vino e di mele” che è l’Alto Adige – Süd Tirol.

Non si può, se si ha un minimo di senso della bellezza e dell’armonia, non amare questo angolo di paradiso collocato, geograficamente e amministrativamente parlando, in territorio italiano, ma culturalmente, e linguisticamente ça va sans dire, tirolese. Ed evito accuratamente di scrivere austriaco o tedesco.

In Alto Adige ho imparato ad amare le vallate e le montagne, dove compiere lunghissime passeggiate, il senso civico e l’educazione degli abitanti, la straordinaria bontà della cucina e ovviamente dei vini.

Tutti noi che amiamo Bacco ed i suoi frutti quando diciamo Süd Tirol pensiamo immediatamente ai Blauburgunder, la migliore espressione del Pinot nero (non me ne vogliano gli amici oltrepadani) in terra italiana. E poi i Gewürztraminer, gli eleganti Pinot bianco, il Lagrein, che io prediligo Kretzer, ovvero nella versione rosato.

Spesso ci si dimentica però, anche se la produzione è piccola cosa (direi nemmeno 150 mila bottiglie) ed i suoi protagonisti poco più delle dita di una mano, che in Süd Tirol, grazie a microclimi meravigliosi e alla ricchezza di carattere delle uve utilizzate, Chardonnay, Pinot nero, ma anche Pinot bianco, si producono ottimi e spesso sorprendenti metodo classico, prodotti con la tecnica della rifermentazione in bottiglia.

Pertanto, se vivete in Lombardia, e avete la possibilità di scendere in quel di Milano, stasera, dalle 18 alle 21, presso il Westin Palace Hotel di Piazza della Repubblica, avete a disposizione un’occasione rara per conoscere meglio queste bollicine “di montagna”. In collaborazione con la vivacissima delegazione di Milano dell’A.I.S. si terrà un banco d’assaggio cui parteciperanno storici e nuovi protagonisti del Süd Tiroler Sekt, come loro loro amano chiamarlo.

Troverete i vini del più grande (100 mila bottiglie circa) produttore altoatesino, l’antico amico Joseph “Sepp” Reiterer, ovvero Arunda – Vivaldi, quindi il bravissimo Lorenz Martini, la cantina Kettmeir di Caldaro, la Cantina di San Paolo, alias Praeclarus, e, sono tremendamente curioso di assaggiare le sue bollicine, la Cantina di Caldaro.

Io non mi perderò assolutamente questa wein probe, e voi?

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Giovanni G.

    03/02/2017 at 18:32

    Buonasera Ziliani. Io amo particolarmente il metodo classico dell’Alto Adige, ma conosco soltanto Haderburg e Arunda. Mi consiglia anche altro? Fra l’altro ben tornato.

    • redazione

      04/02/2017 at 01:44

      grazie per il ben tornato 🙂
      Le consiglio senza alcuna esitazione Lorenz Martini ed il suo Comitissa. Per me, anche se sono amico da una vita di Sepp Reiterer, alias Arunda – Vivaldi, il miglior metodo classico altoatesino. Ma tutti i metodo classico targati Süd Tirol meritano grandi attenzioni, mi creda

  2. Giovanni G.

    11/02/2017 at 11:25

    Grazie a lei per il consiglio. Arunda appunto lo conosco e lo trovo molto buono, così come Haderburg. Purtroppo Lorenz Martini a Parma non l’ho mai incrociato, proverò a vedere la prossima volta che torno a Bolzano. Attendo qualche sua nota di degustazione su Trento e Bolzano, che sono da sempre le mie zone preferite… [io, lo devo ammettere, bevo poco Champagne…]

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