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La bocca della verità

Il Prosecco è un vino mediocre: perché non dirlo?

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Omaggio alla capacità di vendere un vinello figlio di questi mala tempora

Hanno suscitato un qualche scandalo (ma cosa dice?, non è vero!, è un ottimo vino, c’è Prosecco e Prosecco”, lei è pagato dalla Franciacorta, si vergogni, lei è servo della Champagne, Ziliani a libro paga del Trento Doc, ecc…) queste banalissime considerazioni, ovviamente non enologicamente e politicamente corrette, che ho pubblicato domenica sulla mia pagina Facebook.

Ho deciso di riprenderle anche su Lemillebolleblog. Una domanda: ma cosa ho detto di tanto strano? Che anche se come fenomeno imprenditoriale quello del Prosecco (mi riferisco più al Doc che al più rispettabile Docg) è un caso da togliersi tanto di cappello, una vera case history, se i vignaioli del Prosecco, non quelli che ottengono rese da Lambrusco o da tendoni Puglia foggiana, ma quelli seri, che non mancano, meritano totale rispetto, il Prosecco, come vino in sé, è un vino mediocre?


Perché scandalizzarsi per un’evidenza tanto lapalissiana? Perché non è forse il vino mediocre, perfetto per i mala tempora, anni senza dignità, senza idea di bellezza, senza armonia, anni volgari, che ci tocca vivere?

Leggete e ora attaccatemi pure, tanto io, me ne frego!

Ora come due anni fa: massimo rispetto per il fenomeno IMPRENDITORIALE Prosecco, per una capacità quasi diabolica di vendere, di fare impresa a qualsiasi costo. Ma totale disistima e lontananza dal modo e dallo “stile” di fare questo, di rendere un vino modesto e di limitassimi pregi, quasi nulli, il cosiddetto simbolo del vino italiano all’estero.

Quando a Londra e Parigi recentemente fior di inglesi e di francesi che sanno di vino, che producono grandi vini, che sanno discernere tra grandezza e mediocrità, mica dei pirla, sapendomi italiano mi magnificano el prosechin, io non sono orgoglioso, ma mi vergogno.

Sono ben altri i vini italiani che fanno la nostra nobilitate, non questo frizzantino spumantino senza pretese che s’impone, in questo mondo straccione e volgare non perché sia buono, ma perché costa poco, ha un nome che si ricorda, ed é mediocre e inoffensivo, banale come la stragrande maggioranza delle persone che lo bevono e lo trovano buono.
Un vino mediocre per tempi grigi e mediocri: mala tempora e mala vini currunt
Perché non ricordarlo? Per rispettare le logiche ipocrite del politicamente ed enologicamente e giornalisticamente corretto?
Ma mi faccia il piacere!

Attenzione!:

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Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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