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La Versa riparte: entusiasmi e belle parole, però…

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Una domanda a Terre d’Oltrepo e Cavit: quanto vi ha favorito la politica?

Ho letto con grande piacere, sulla “Pravda”, pardon, la Provincia Pavese, il quotidiano locale di Pavia e dintorni, le cronache relative alla riapertura, avvenuta domenica, a Santa Maria La Versa, del “wine point” della storica Cantina La Versa, finita, dopo varie e animate vicende, nella disponibilità e nel controllo del due cooperativo formato da Terre d’Oltrepo e Cavit.

A distanza e a posteriori, mi sono commosso anch’io leggendo delle lacrime di commozione del Sindaco di Santa Maria La Versa, secondo il quale «Il nuovo wine point di La Versa rilancia Santa Maria e non solo la Cantina». E penso anch’io, come lui, che “eravamo orfani della Bottega del vino e oggi finalmente è stata piantata una nuova bandiera. E’ il momento di dire basta con il passato, di girare pagina”.

Però, prima di fare del trionfalismo, con le parate politiche e le parole di circostanza, buone per ogni occasione dei vari politici, onorevoli PD, compresi, “Questo non è solo un punto vendita ma un luogo simbolo del coraggio e della determinazione di un territorio che non ha eguali al mondo”, occorre ricordare alcune evidenze.

Non prima di aver ricordato la singolare politica di “comunicazione”, diciamo così, di Terra d’Oltrepò, il cui presidente, Andrea Giorgi, dichiara “Le iniziative in cantiere sono tante e d’ora in poi a fare la differenza saranno la caparbietà e l’entusiasmo che metteremo nel nostro operato, restando aperti al dialogo con chiunque, ma senza rinunciare alle nostre idee”, ma poi, in occasione della presentazione alla stampa e agli esperti di settore dei prodotti che saranno destinati alla vendita nelle catene della Gdo, ha pensato bene di non invitare chi, ad esempio il sottoscritto, su La Versa ha espresso punti di vista non in linea con la ideologia ufficiale.

Sui programmi commerciali e sul rilancio di La Versa, almeno secondo le linee annunciate dal direttore commerciale Marco Stenico e riferite dalla stampa, mi riservo di tornare con altro articolo.

Ora a me interessa far tesoro delle parole pronunciate domenica non da un pirla qualsiasi, ma dall’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava, a mio pare uno dei migliori Assessori all’agricoltura che la Regione Lombardia abbia avuto.

Cosa ha detto Fava? Riflettiamo insieme su queste precise parole: “Non dovete avere paura dello “straniero”, soprattutto se è bravo e capace. La sfida lanciata da Terre d’Oltrepo e Cavit è fondamentale per il territorio». E ancora: «Quando si evita il confronto con quelli bravi si paga uno scotto che qui mi sembra sia già stato pagato a sufficienza. Non siamo di fronte ad un saccheggio, ma ad una valorizzazione, il saccheggio semmai c’è stato in passato».

Sottoscrivo in pieno il punto di vista di Fava. E prendo atto delle parole dell’ottimo direttore generale di Cavit Enrico Zanoni, secondo il quale “abbiamo deciso di aderire ad un’operazione di valorizzazione del territorio per fare rete tra imprese. Stiamo portando il nostro know-how e il nostro supporto alla Cantina senza presunzione, ma nella consapevolezza che il marchio ha ancora un valore e che, con pazienza si potrà arrivare alla valorizzazione dei prodotti e del territorio”.

Mi chiedo però, e ritorno su un tema lanciato in un momento non particolarmente felice come i primi di agosto (la gente pensava al ferragosto e non certo ai problemi e alle strategie di La Versa) in questo articolo, perché questa apertura senza preconcetti allo “stranieri” debba giustamente aver valore oggi che Cavit, insieme a Terre d’Oltrepò, si è aggiudicata il controllo di La Versa, e non abbia avuto valore nei mesi scorsi, nella strana vicenda dell’assegnazione, dietro presentazione di offerta al curatore fallimentare, della celebre Cantina La Versa.

Al tempo si contrapponevano due soluzioni possibili: la cordata Cavit – Terre d’Oltrepò e la soluzione Cantina di Soave. In febbraio, dopo essere stata ad un passo dall’aggiudicarsi il controllo di La Versa, la cantina veneta, che a mio avviso rappresentava, anche se “straniera”, la miglior soluzione per rilanciare veramente La Versa, rinunciò a presentare una nuova offerta. Di fatto lasciando mano libera ai competitors oltrepadan-trentini.

Perché questo accadde non è mai stato completamente chiarito, ma oggi posso pubblicare un virgolettato del direttore generale di Cantina di Soave, che tempo fa mi ha dichiarato: “purtroppo secondo me interessi esterni e contrari al territorio Oltrepò con l’operazione La Versa hanno messo una grossa pietra sulla possibilità di rinascita della zona. Ci vuole poco a capire chi ha interesse a continuare ad approvvigionarsi a basso costo. Broni si è prestata”. E infine: “la politica e Martina ci hanno messo del loro”.

Il / la Martina cui fa riferimento Bruno Trentini non è la splendida Martina Colombari, già testimonial del lancio di una “prestigiosa” cuvée di una delle più note aziende della zona spumantistica bresciana, bensì l’attuale Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, l’uomo più vicino all’attuale segretario del PD Matteo Renzi.

Va ricordato che nei giorni caldi precedenti alla rinuncia, forzata, di Cantina di Soave, ci fu un incontro del Ministro con i vertici di Terre d’Oltrepò.

Visto e considerato che Bruno Trentini, manager di indubbio valore e dai grandi risultati raggiunti, non è un mitomane o un pazzo in cerca di visibilità, qualcuno vuole chiarire perché e come “la politica e Martina ci hanno messo del loro” nella vicenda dell’aggiudicazione della Cantina La Versa alla strana accoppiata Terre d’Oltrepò – Cavit?

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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