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La vicenda La Versa – Terre d’Oltrepò – Cavit vs. Cantina di Soave approda in Parlamento

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Un’interrogazione al Ministro Martina presentata dal Senatore Gian Marco Centinaio

Ricordate (ha fatto molto rumore, nel senso che è stato letto e discusso e non solo a Pavia, Oltrepò, Zenevredo, Santa Giuletta, Casteggio e dintorni, ovvero persino a Voghera, dalla mitica casalinga e dalle sue amiche…) il mio articolo del 5 dicembre, questo, dove trattavo del “rilancio” al rallentatore e in sordina della Cantina La Versa e della strana vicenda dell’assegnazione, dietro presentazione di offerta al curatore fallimentare, della stessa.

Al tempo si contrapponevano due soluzioni possibili: la cordata CavitTerre d’Oltrepò e la soluzione Cantina di Soave. In febbraio, dopo essere stata ad un passo dall’aggiudicarsi il controllo di La Versa, la cantina veneta, che a mio avviso rappresentava, anche se “straniera”, la miglior soluzione per rilanciare veramente La Versa, rinunciò a presentare una nuova offerta. Di fatto lasciando mano libera ai competitors oltrepadan-trentini.

Ricordando che nei giorni caldi precedenti alla rinuncia, forzata, di Cantina di Soave, ci fu un incontro del Ministro delle Politiche Agricole con i vertici di Terre d’Oltrepò, nel mio articolo riportavo, tra virgolette, riferendo testualmente parola per parola, quanto mi aveva dichiarato Bruno Trentini, direttore generale di Cantina di Soave: “purtroppo secondo me interessi esterni e contrari al territorio Oltrepò con l’operazione La Versa hanno messo una grossa pietra sulla possibilità di rinascita della zona. Ci vuole poco a capire chi ha interesse a continuare ad approvvigionarsi a basso costo. Broni si è prestata”. E infine: “la politica e Martina ci hanno messo del loro”.

Ovviamente Il / la Martina cui faceva riferimento Bruno Trentini non era la splendida Martina Colombari, già testimonial del lancio di una “prestigiosa” cuvée di una delle più note aziende della zona spumantistica bresciana, bensì l’attuale Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, l’uomo più vicino all’attuale segretario del PD Matteo Renzi.

Il mio articolo, che aveva come sottotitolo “Una domanda a Terre d’Oltrepò e Cavit: quanto vi ha favorito la politica?”, terminava con queste precise parole: “qualcuno vuole chiarire perché e come “la politica e Martina ci hanno messo del loro” nella vicenda dell’aggiudicazione della Cantina La Versa alla strana accoppiata Terre d’Oltrepò – Cavit?”

Ovviamente, né dalla Cantinona di Casteggio, né dalla mega – cantina di Ravina di Trento nessuna risposta. E tantomeno da parte del Ministro delle Politiche Agricole, che so per certo aver avuto notizia del mio articolo. Però ora il ministro Martina dovrà dare una risposta. Scritta. Non a me, ma ad un rappresentante del popolo italiano in Parlamento.

Perché è successo che il mio articolo sia stato letto non solo da appassionati di vino (se qualcuno li chiama ancora wine lovers giuro che afferro il bazooka), produttori, enotecari, rappresentanti, ristoratori, importatori, distributori, sommelier, ma anche da personaggi, di rilievo, del mondo politico.
Quel mondo con il quale il sottoscritto non ha mai avuto contatti e che non mai cercato, a differenza di qualche collega, che ci va a braccetto, traendone vantaggi economici, di tenersi buono o arruffianarsi.

A leggere il mio articolo sull’affaire Martina – La Versa – Terre d’Oltrepò, è stato un parlamentare italiano, il pavese, classe 1971, Gian Marco Centinaio, già Vicesindaco del Comune di Pavia e Assessore alla Cultura dal 2009 al 2014 nella Giunta di centrodestra guidata dal Sindaco del PdL Alessandro Cattaneo. Eletto senatore in Lombardia il 25 febbraio 2013, iscrivendosi al gruppo parlamentare Grandi Autonomie e Libertà e dopo un giorno a quello della Lega Nord. L’8 luglio 2014 è eletto Presidente del Gruppo Lega Nord e Autonomie al Senato della Repubblica. Un parlamentare che nella XVII legislatura vanta una scheda di attività di tutto rispetto.

Cosa ha fatto il capogruppo della Lega Nord al Senato? Semplicemente il proprio dovere di politico che si interessa e cura gli interessi dei cittadini che l’hanno eletto, della zona dove è nato, di cui dovrebbe esprimere le istanze, i desiderata, i problemi in Parlamento.

Così, come ho appreso con qualche stupore oggi, ieri il Senatore Gian Marco Centinaio ho presentato questa interrogazione a risposta scritta al rivolta al Ministro delle Politiche Agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina. Una interrogazione, “Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n°4-08794 Atto n°4-08794 Pubblicato il 21 dicembre 2017, nella seduta n. 920”, il cui testo pubblico qui di seguito:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Sen. Centinaio – Al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali

Per sapere, premesso che:

la cantina “La Versa” di Santa Maria della Versa (Pavia), storica realtà vitivinicola dell’Oltrepò Pavese, fondata nel 1905 e simbolo dell’enologia lombarda, a febbraio 2017 è stata acquisita, con un’asta telematica, dopo varie ed animate vicende, per un valore di 4,2 milioni di euro, dalla cordata composta da Terre d’Oltrepò e Cavit;

formalmente la Cantina La Versa se l’è aggiudicata la società “Valle della Versa” – newco partecipata da Terre d’Oltrepò e da Cavit con una quota di minoranza – associazione di imprese creata con lo scopo di rilanciare un brand del patrimonio vitivinicolo italiano. Terre D’Oltrepò è una cantina vitivinicola cooperativata dell’Oltrepò Pavese mentre Cavit è  una nota cooperativa trentina che come è noto agli operatori oltrepadani controlla commercialmente Terre d’ Oltrepò essendo il maggiore acquirenti di vini e mosti sfusi;

all’acquisizione de La Versa era interessata anche la Cantina Soave, importante realtà veronese, che, già nei primi giorni di gennaio, aveva presentato un’offerta irrevocabile di acquisto del valore di 4,150 milioni di euro, dopo che il primo bando era andato deserto. Questa offerta avrebbe consentito alla cantina veronese di aggiudicarsi la cantina La Versa se non si fossero presentati altri contendenti;

successivamente all’offerta della Cantina Soave, infatti, si è fatto avanti il gruppo Terre d’Oltrepò e Cavit. Su queste due offerte, si erano create due correnti di pensiero coloro che consideravano positivo l’arrivo di più offerte per l’acquisizione della Cantina La Versa, dopo la delusione della prima asta che era andata deserta, e coloro che, invece, vedevano nella “riservatezza” con cui veniva condotta l’operazione come un rischio di speculazione ai danni della Cantina stessa;

ad offuscare la vicenda sembra, come anche riportato da notizie stampa, che si siano verificate delle pressioni durante l’asta di vendita dell’azienda vinicola “La Versa” fatte dal gruppo Terre di Oltrepò, in associazione con il gruppo Cavit, sul curatore fallimentare e sui vertici della cantina sociale di Soave altro competitor che poi al momento dell’asta ha deciso di non rilanciare, lasciando campo libero alla cordata lombardo-trentina;

da un articolo di stampa si possono leggere delle dichiarazioni del direttore Generale di Cantina di Soave che ha dichiarato sulla vicenda “purtroppo secondo me interessi esterni e contrari al territorio Oltrepò con l’operazione La Versa hanno messo una grossa pietra sulla possibilità di rinascita della zona. Ci vuole poco a capire chi ha interesse a continuare ad approvvigionarsi a basso costo. Broni si è prestata”. e infine aggiunge “la politica e Martina ci hanno messo del loro”;

da un’intervista al Ministro Martina rilasciata durante una visita al Canneto Pavese – pubblicata su un articolo di stampa locale il 30 agosto 2016 – si evince l’idea programmatica dello stesso sull’Oltrepò. Secondo il Ministro “Terre d’Oltrepò ha una forza incredibile che va sfruttata al meglio. Il compito del Ministero, nei limiti delle sue responsabilità, è quello di aiutare la cantina a superare questo momento difficile.” Diverso è il discorso per la cantina “La Versa”, alla ricerca di una nuova leadership, infatti, sempre secondo il Ministro “La leadership non dovrà essere extraterritoriale, ma deve esserci una maturazione della classe dirigente in casa”;

Sembra, infatti, sempre come riportato da organi di stampa, che nei giorni precedenti alla rinuncia “forzata” di Cantina Soave vi fu un incontro tra il Ministro Martina e i vertici di Terre d’Oltrepò oltre che un incontro tra il mondo della cooperazione oltrepadana e nazionale con esponenti del partito democratico per trovare una soluzione territoriale della vicenda e che La Versa, quindi, rimanesse nella loro sfera di influenza e questo, sembra aver portato, alla discesa in campo della cordata Terre-Cavit, frenando le ambizioni della cantina veronese di Soave, alla quale un consistente numero di ex soci conferitori La Versa, distribuiti nella valle omonima, avevano fatto recapitare una raccolta di firme per sostenere l’acquisto e dare fiducia all’azienda veronese;

per il territorio dell’Oltrepò pavese è strategico che l’impianto della Cantina La Versa riparta, indipendentemente da chi abbia vinto la competizione. La Cantina La Versa è l’incarnazione di una filosofia che punta a far sì che il mercato del vino concentri maggiormente l’attenzione verso produzioni di alto valore, in quanto si ha bisogno di valore e non di quantità e che le uve vengano remunerate in modo adeguato. Dal rilancio della Cantina “La Versa” ci si aspetta un rilancio generale dell’area e del territorio;

si chiede

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non intenda chiarire con la massima urgenza la sua posizione in merito al ruolo assunto nella vicenda e il reale svolgimento dei fatti che hanno visto la Cantina Soave fare una prima offerta per aggiudicarsi la Cantina La Versa, successivamente non rilanciata, così permettendone l’acquisizione da parte dell’altro concorrente.

Sen. Centinaio

Questa l’interrogazione del Senatore Centinaio. Chiudo con una domanda: questa volta, grazie alla risposta scritta che dovrebbe arrivare dal Ministro Martina, riusciremo ad avere le idee più chiare sulla vicenda La Versa e sapere se davvero la politica, locale e nazionale, abbia avuto un’influenza nelle vicende che hanno portato alla aggiudicazione di questa azienda e marchio storico alla cordata formata dalla trentina Cavit e dall’oltrepadana Terre d’Oltrepò, una soluzione che anche secondo la “Pravda”, pardon la Provincia pavese, era stata appoggiata “da una parte delle associazioni agricole e l’area di riferimento del Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina”?

 Attenzione!:

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Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

e Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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11 Commenti

11 Commenti

  1. Simone Castelli

    22/12/2017 at 10:32

    Siam tutte orecchie mINISTRO (a scanso di equivoci la m minuscola è voluta…).

  2. Andrea Rovetta

    22/12/2017 at 15:52

    Credo che la rivoluzione a Terre d’Oltrepò tanto decantata sia una rivoluzione da Gattopardo. “Bisognava che tutto cambiasse perché tutto rimanesse come prima”. E’ la legge del più forte. Ziliani, lei è l’unico che non guarda in faccia a nessuno e che scrive liberamente ciò che accade e ciò che andrebbe chiarito. Ho visto che nell’ultimo periodo la Cantina sta facendo molta pubblicità sul quotidiano locale… meno male che esistono i blog e il pensiero libero…

  3. silvaner

    22/12/2017 at 18:02

    A leggere e ascoltare e navigare(in rete), da alcuni anni a questa parte in Italia ti accorgi che le imprese che non hanno delocalizzato e la miriade di quelle che, come è normale, lavorano con le banche, sono nelle mani dell’affarismo internazionale (e alcune volte – poche – italiano).
    Le banche sono come i battitori nei racconti infantili di caccia grossa: chiudono il credito e sospingono (qualche volta al suicidio) verso gli agguati della finanza o comunque di interessi non proprio della collettività o del rilancio di marchi italiani.
    Ma vi siete accorti che il made in Italy è in agonia? Io spero che questa storia – quella di cui dà conto questo post – si concluda al meglio per il prodotto, il marchio, la terra, i lavoratori e gli azionisti … certo che la tortuosità di certe decisioni lascia perplessi.
    Non si può non avere l’impressione che le “pressioni” siano all’ordine del giorno.
    Ma la politica non dovrebbe indirizzare? E non dovrebbe stare alla larga dal mondo degli affari? Poi non ci si stupisca – qua e là a sinistra – della rimonta delle destre; anche se sappiamo che chi “sale” in politica, indipendentemente o quasi dalla casacca “scende” a trafficare.

  4. Luigi Gatti

    23/12/2017 at 01:03

    Sinceramente io mi sono sempre chiesto come abbia fatto el cantinun a non essere mai finito in mano alla politica fino a qualche anno fa. Comunque è gente pericolosa, se ti metti contro di loro hanno il potere di trascinarti all’inferno e rovinarti. Forse è anche per questo che tanta gente non si espone e lascia andare le cose come vanno.

    • redazione

      23/12/2017 at 10:21

      caro Gatti, io non ho interessi in ballo, se non quello di raccontare le cose come sono realmente andate. Poi, a decidere se ci siano stati comportamenti non conformi alla legge provvederà la Magistratura. Intanto qualcuno deve prepararsi ad incontrarmi finalmente. In Tribunale…

  5. Emanuele B.

    23/12/2017 at 14:19

    Bravo Ziliani, ennesima dimostrazione della sua non appartenenza alla casta. Da oltrepadano sarei felice che facessero chiarezza come nel caso del cantinun di Broni. Ma si sa o si lavora per passione o si lavora per il denaro, solamente…

  6. Cesare

    26/12/2017 at 15:08

    Caro Ziliani,finalmente qualcuno ascolta l’urlo d’aiuto “oltrepadano” anche grazie a Lei…vediamo dove arriverà e quali effetti avrà. Visto il commento di “Emanuele B.” vorrei chiamare in causa anche il Consorzio Tutela Vini Oltrepò (creato dall’eterno Duca) che NOI AGRICOLTORI SOVVENZIONIAMO ma che raramente fa i nostri interessi (vedi le ultime modifiche al disciplinare e come si sono svolte le votazioni di pochi giorni fà: vorrei tanto un suo bell’articolo sulla vicenda) in questa strana vicenda.
    Sembrerebbero esserci tutti i presupposti per una “turbativa d’asta”…??? o per lo meno un disegno da parte dei “Consorzi” per creare territori a “chiusura stagna” a discapito degli agricoltori.

  7. Franco Ziliani

    26/12/2017 at 16:09

    Grazie Cesare, ma é sicuro che quell’urlo effettivamente sia stato emesso e con sufficiente forza perché possa essere percepito anche all’esterno?
    Siamo certi che cambierà qualcosa anche dopo l’interrogazione del Senatore Centinaio, dei miei articoli, dello spazio che è stata costretta obtorto collo la Pravda a dedicare a questa vicenda?
    Io temo che l’Oltrepò resterà una terra bellissima inespressa, con un decimo del proprio potenziale valorizzato, un muro di gomma dove anche urli, ti incazzi, denunci, le parole rimbalzano e non cambia un tubo… Spero di sbagliarmi…

  8. Andrea

    10/01/2018 at 11:29

    Ma il sig.ministro ha perso la parola.stiamo ancora tutti aspettando la sua risposta.

    • redazione

      10/01/2018 at 11:50

      ma lei crede che i bambini nascano sotto i cavoli o che li porti la cicogna?
      Con la fine della legislatura e le elezioni a marzo che incombono la possibilità che il ministro Martina, vice segretario PD e uomo di fiducia di Renzi, risponda, sono pari alla possibilità che un arbitraggio di una partita della Juventus sia regolare e non favorisca in qualche modo la squadra torinese…

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