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“Bollicine tricolori” record nei brindisi di Capodanno nel mondo

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Le stime di Giampietro Comolli e dell’Osservatorio statistico economico Ovse

Non sono d’accordo quasi su nulla non sui numeri ma sulla “filosofia” di questo comunicato, che mette insieme capre e cavoli, metodo classico e Charmat/Martinotti nel nome della logica, rapido consumo, degli “spumanti”, o degli “spumanti italiani” o “spumante italiano” come lo si preferisca chiamare. Come se fosse una sola cosa sola e non, invece, un vago contenitore di cose tra loro profondamente diverse, che hanno in comune una cosa sola, le bollicine.

Però, in nome dell’antichissima (si diventa vecchi, caro Ninetto!) consuetudine e amicizia con Giampietro Comolli, primo e insuperato direttore del Consorzio Franciacorta, quando la zona spumantistica bresciana era un sogno e una cosa seria, uomo di larghissima esperienza e capacità nel mondo del vino (quasi vent’anni fa lo soprannominai Richelieu del Consorzio Franciacorta) e attuale direttore di Bubble’s, non posso non pubblicare questo lancio Ansa che riprende una stima elaborata dall’Osservatorio statistico economico Ovse su mercati e consumi vini spumanti e dal Ceves, centro studi ricerca vite-vini alla Cattolica di Piacenza, organismi che vedono l’amico Comolli tra i responsabili ed ispiratori.

Io sono molto, ma molto più scettico di lui, che ha collaborato anche con Altamarca Treviso, mantenendo sempre indipendenza di giudizio, circa il “Prosecco System” e guardo con sgomento agli oltre tre milioni di bottiglie delle bollicine veneto-furlane che l’Ovse stima possano essere stappate in Francia (in Francia???!!!! Non ci sono più i francesi di una volta…). Mi permetto solo contestare un’affermazione contenuta nel comunicato.
Va bene, concordo in toto, l’”aver centrato il gusto del consumatore e il prezzo”, ma se “spumanti italiani” deve essere letto come sinonimo di Prosecco (Doc o Docg poco conta) allora parlare di “alta qualità raggiunta” mi sembra quanto meno un eufemismo… Per me “alta qualità” significa ben altro… Buona lettura!

“Nelle Feste di fine anno i vini spumanti italiani fanno segnare un nuovo record sui mercati mondiali: si stimano 179 milioni di bottiglie stappate, per una crescita del 18% rispetto al 2016 e un boom di fatturato al consumo di 2,1 miliardi di euro. E’ quanto stima all’ANSA Giampietro Comolli, a capo dell’Osservatorio statistico economico Ovse su mercati e consumi vini spumanti e del Ceves, centro studi ricerca vite-vini alla Cattolica di Piacenza. Solo a New York si stapperanno 12 milioni di bottiglie a Capodanno, di più a Londra, poco meno a Berlino. Sono 111 i Paesi dove si brinderà con una bottiglia di bollicine tricolori.

Grande successo in Francia dove salteranno 3,2 milioni di bottiglie per i soli brindisi di fine anno. Il ‘Prosecco System’ – aggiunge Ovse-Ceves – supera alla grande due fenomeni come Champagne e Cava.
“L’alta qualità raggiunta, aver centrato il gusto del consumatore, il prezzo e la notorietà, la facilità di abbinamento – dice Comolli – è il mix vincente delle bollicine italiane. Vincenti nel fuori casa, ma ora presenti anche nei consumi domestici. Agli inglesi spettano tutti i record. Solo Tokio stravince per il prezzo a bottiglia”.

Per gli spumanti italiani il trend di acquisti all’estero è in crescita oramai dal 2005, soprattutto si segnala la scalata del Prosecco: in 12 anni si è passati da circa 100 a 179 milioni di bottiglie stappate durante le Feste. Ogni 10 tappi italiani – conclude Ovse-Ceves – 6 sono di Prosecco, 2 di Asti, 1,5 di altri spumanti, molto bene il quasi ‘mezzo-tappo’ conquistato da Franciacorta e Trentodoc. (ANSA)”.

Attenzione! 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Simone

    29/12/2017 at 12:18

    “…molto bene il quasi ‘mezzo-tappo’ conquistato da Franciacorta e Trentodoc….”
    Sembra quasi una presa per il cu…sedere!
    Ce ne sono tanti che bevono male al mondo…non solo i miei colleghi veneti ultrà del prosecco e…basta!

  2. benux

    31/12/2017 at 15:28

    E per la notte di San Silvestro Cuvee Prestige a go go, per una notte fashion !!!!!!!!!!!!!!!!

    Ma anche no

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