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My Wine Notes

Champagne che passione!

Champagne Extra Brut Grand Cru Rive Droite Rive Gauche 2010 Hebrart

Pubblicato

il

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Chardonnay
Fascia di prezzo: più di 50 €

Giudizio:
9.5


E’ stato davvero fantastico dal punto di vista degli assaggi di Champagne questo inizio 2018. Non solo conferme da parte di cuvées di Maison che già conosco, ma scoperte anche di piccoli vignerons, récoltant manipulants, che rendono l’universo Champagne sempre fonte di sorprese fantastiche.

Devo ringraziare di questa vera e propria trouvaille, come dicono i francesi, l’amica Marta Valentini, figlia del grande Francesco Valentini, dell’enoteca La mia cantina di Padova, che per cinque province venete ha l’esclusiva di una serie di aziende francesi, di cui quattro Maison de Champagne.

Tra queste l’artefice della bottiglia, spettacolare, che vi consiglio, anche se temo che il millésime 2010 in oggetto sia finito sostituito dal 2011 o 2012, ovvero Marc Hebrart, di cui sul sito de La mia cantina si legge: “Propriètaires – manipulants, gli Hebrart sono una realtà abbastanza giovane. Producono solo dal 1963, dopo l’acquisto da parte di Marc Hebrart di una parte dei vigneti di proprietà dell’azienda Lanson. Dal 1997 il figlio Jean Paul gli succede alla conduzione e da allora ad oggi le cuvées proposte si sono arricchite dell’esperienza acquisita strutturandosi in vini dal carattere forte e dalla spiccata personalità.

Attualmente l’azienda consta di 14 ettari di vigne indicativamente di 30 anni d’età, suddivisi in 65 parcelle e dislocati in diversi villaggi, 4 di questi sono classificati Prèmièr cru, Mareuil-sur-Aÿ, Avenay, Val d’Or e Bisseuil e gli altri tre, Aÿ, Chouilly and Oiry, nella Côte des Blancs, Grand cru. La frammentazione delle parcelle è motivata dal fatto che i vigneti sono stati acquisiti un po’ alla volta considerato l’alto costo dei terreni, e manifesta l’intenzione del giovane Jean Paul di accrescere ulteriormente, a poco a poco, il valore territoriale dei possedimenti di famiglia”.

Ho poi indagato a mia volta sulla Maison, che mi dispiace molto non appaia sulla nuova edizione, la quarta, della guida fondamentale Grandi Champagne curata da Alberto Lupetti, avendo tra i collaboratori due nasi splendidi, (soprattutto quello di lei e non parlo solo delle doti di degustatrice..), come quelli di Vania Valentini e Alessandro Scorsone, e ho scoperto che gli Hebrart sono una famiglia di vignerons e che si sono insediati a Mareuil-Sur-Aÿ, ai bordi della Marne dal 1960, e sono membri dello Special Club Trésors de Champagne, club molto rigoroso nei suoi criteri, creato nel 1971 e composto da 28 artisans vignerons che danno particolare importanza al lavoro in vigna, dal 1985.
La produzione si aggira intorno alle 120 mila bottiglie, e la vocazione export della Maison è testimoniata dal fatto che arriva a ben l’80% (Regno Unito, Belgio, Giappone, Italia, Germania, Canada, Stati Uniti, Hong Kong, Giappone, ecc.) contro una quota di solo il 20% destinata al mercato francese.

Il 30% delle vigne sono impiantate a Chardonnay ed il 70% a Pinot noir, e sono situate su terreni dalla geologia differenziata: « craie du Campanien, calcaire du Lutétien, calcaire du Bartonien, sables du Thanétien, sables du Cuisien (Vallée de la Marne), argiles du Sparnacien, marnes du Lutétien, limons (Vallée de la Marne), calcaires durs épais, graviers de craie e craie à Bélemnites (Côte des Blancs) », il che rende gli Champagne particolarmente complessi. Ogni parcella viene vinificata separatamente per preservarne le caratteristiche, e in vigna vengono attuate la lotta guidata e la confusione sessuale, metodo naturale per evitare l’uso di insetticidi.

Le vinificazioni vengono effettuate in acciaio o in vasche smaltate e per alcune cuvée, in annate particolarmente buone “sous-bois dans des fûts de chêne”. Viene applicata la fermentazione malolattica, per diminuire l’acidità, sui vini bianchi.

La Cuvée che ho degustato, e trovato strepitosa, è l’ultima nata in casa Hebrart, la prima con la quale, nel 2002, sia stata attuata la vinificazione in legno, una cuvée prodotta in 3500 esemplari, frutto di un assemblaggio di uve provenienti da quattro cru speciali, Oiry (lieu dit La Justice), Chouilly (lieu dit Montaigu), Avize (lieu dit Les Robarts) tre terroirs della Côte des Blancs classificati Grand Cru dove si coltiva lo Chardonnay, posti sulla riva sinistra della Marne et Aÿ Grand Cru coltivato a Pinot Noir sulla riva destra (da lieux dit denominati Pruche,’ ‘Cheuzelles,’ ‘Longchamp,’ ‘Chauffour). Da qui il nome della cuvée di Rive Gauche Rive Droite, 50% a Pinot noir, 50% a Chardonnay.

I vini hanno avuto la loro vinificazione in legno in fûts de chêne di quarto passaggio, non ha avuto filtrazione, si è affinato 60 mesi sui lieviti ed è stato dosato leggermente, intorno ai 4,5 grammi, ad Extra Brut. Il dégorgement del campione da me bevuto era del 2017.

Come ho trovato questo Champagne bipartisan, visto che sembrerebbe mettere d’accordo e portare ad armonia destra e sinistra (parlo di terreni sulle rive della Seine, ovviamente)? Assolutamente strepitoso, di grande personalità, di classe indiscutibile.

Colore paglierino oro carico, perlage finissimo e continuo nel mio consueto bicchiere (il calice Etoilé Sparkle Italesse disegnato da Luca Bini), il naso si propone inizialmente con leggere e piacevoli note ossidative, aprendosi progressivamente su note di frutta secca (noce brasiliana in particolare), ananas, mango, frutti rossi di bosco, albicocca, e poi note petrose, intensamente sapide, a comporre un insieme compatto, ricco, complesso, spettacolare per intensità ed insieme eleganza.

Bocca larga, energica, ampia, saldamente strutturata, con un attacco vigoroso, con spalla larga e sostenuta, incisivo e sapido sul palato, dotato di una certa cremosità, con la struttura di un rosso, succoso, pieno, con una presenza di frutta rossa importante. Uno Champagne decisamente gastronomico, con una gamma di abbinamenti molto ampia, da una quiche lorraine, a crostini con fegatini, consommé con crema di funghi, e persino un piccione.

Se volete invece trovare ancora maggiori indicazioni, beh, allora vi consiglio di consultare, sull’esaustivo, dettagliato sito Internet Vin vigne Guide des vins et vignes de France, ben un’intera pagina dedicata agli “accord mets vins” a questo Champagne Extra Brut Grand Cru Rive Droite Rive Gauche 2010 Hebrart.
Una ricca gamma di suggerimenti che vanno dalla Tarte au Chaource alle Escargot de Bernon fino ai Filets de tourbot sauce au Champagne, senza dimenticare suggerimenti intriganti come la Soupe à l’oignon d’Avize, Fricassée d’écrevisses, Gratiné de poisson au Champagne. E se, come a me, anche a voi leggendo è venuto un formidabile appetito, come stupirsi?

Attenzione!:

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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