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My Wine Notes

Champagne che passione!

Champagne Blanc de Blancs 2010 Yann Alexandre

Pubblicato

il

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
9


Per praticità, per non ripetermi, vi dico subito che per le notizie su questo vigneron de Champagne posto in quel di Courmas (piccolo comune ad una decina di chilometri a sud ovest di Reims, posto nel Parc Naturel Régional de la Montagne de Reims) le cui cuvées ho avuto modo di conoscere per la prima volta nel corso dell’imperdibile esperienza di Modena Champagne Expérience vi rimando al mio articolo, entusiasta, su un’altra cuvéé, Extra Brut Blanc de Noirs Sous-les-Roses, della piccola Maison (6,5 ettari distribuiti su 9 comuni diverse per un totale di 30 parcelle, con un éncepagement che prevede a maggioranza, 60%, il Pinot Meunier, un 30% di Chardonnay e un 10% di Pinot noir. La produzione è intorno alle 25.000 bottiglie) Yann Alexandre.
Questa volta cambia l’importatore che non é la piccola società Atelier vini e cultura ma MillesBulles di Gabriele Bressan.

La storia di questa piccola Maison è molto semplice, e come ho già scritto inizia nel 1999 quando dopo aver svolto studi di agronomia viticoltura ed enologia, in larga parte a Beaune, e un periodo di formazione in Champagne a Rilly la Montagne, nel Bordelais e in Svizzera, nel 1995 incontra Séverine, che sarebbe diventata sua moglie e si affianca a lui nella conduzione del domaine nel 2009.

Anche se la produzione è limitata, Yann e Séverine hanno suddiviso la loro produzione in tre linee. I classici, ovvero un Brut noir, caratterizzato da un 50% di Pinot Meunier, con 15% Pinot noir e 35% di Chardonnay, ovvero un Brut s.a. affinato per 5 anni, quindi Brut Nature Roche mère, 40% Pinot Meunier, 40% Chardonnay, 20% Pinot noir, un Brut senza annata affinato sei anni, e poi ancora un Grand reserve Brut Premier cru, con prevalenza, 40% ognuno di Pinot noir e Chardonnay, e un 20% di Pinot Meunier, ancora senza annata e affinato 7 anni, e infine un Brut noir version sucré, un démi-sec con cinque anni di invecchiamento.

Troviamo poi una linea di tre cuvées denominata Les Rares, comprendente un Blanc de Blanc millesimato 100% Chardonnay con parziale fermentazione in fusti di legno, poi un Brut Rosé che si chiama Blanches Terres Brut Rosé Premier Cru, un rosé d’assemblage con solo un 8% di Pinot noir, e un Extra Brut Premier Cru millésimé, con prevalenza, 50%, di Chardonnay, 40% di Pinot noir e un 10% di Pinot Meunier affinato in fusti di rovere.

L’ultima serie, denominata Les ephemères, riguarda Champagne poco più che virtuali. Il primo, Vinothèque, è un assemblaggio di 32 millesimati dal 1966 al 2009 a maggioranza Chardonnay, un terzo di Pinot Meunieur ed il resto Pinot noir, con una dose altissima, 75%, di vins de réserve e un dosaggio minimo.

Abbiamo poi, Terre de Clos, un Coteaux Champenois 100% Pinot Noir, dall’unica parcella denominata Marfaux, annata 2016. E infine, la cuvée espressione di una sola parcella, a Courmas, poeticamente denominata Sous les roses, l’Extra Brut Blanc de Noirs dal nome omonimo, da uve della vendemmia 2012, per il 60% Pinot noir ed il 40% Pinot Meunier. Una produzione di solo 1000 bottiglie.

Anche lo Champagne di cui voglio parlarvi oggi, che fa parte della gamma Les rare, il Blanc de Blancs millesimato 2010 100% Chardonnay con parziale fermentazione in fusti di legno, è un vino di non facile reperibilità, 2554 bottiglie e 103 magnum, ma vale la pena provare a procurarselo.

Prima di raccontarvi il vino ci tengo a ricordare che il lavoro in vigna è rigorosamente all’insegna del rispetto dell’ambiente, con una certificazione, HVE di Haute Valeur Environnementale, con una ricerca del carattere specifico di ogni vigneto e l’obiettivo di ottenere uve mature e sane. La vinificazione è parcellare per esaltare il potenziale di ogni vigneto e di ogni vino e un assemblaggio svolto nell’ottica dell’equilibrio e dell’armonia.

Premetto subito che con questo Blanc de Blancs non vi troverete di fronte ad una versione leggera, facile da approcciare, non impegnativa, anche se molto spesso i Blanc de Blancs en Champagne sono vini espressione di vigne di Chardonnay posti su terroir straordinari, spesso da vecchie vigne che conferiscono naturalmente ai vini corpo e struttura.

Questo di Yann Alexandre è un Blanc de Blancs, e non solo per la scelta della vinificazione in legno, gastronomico e non da aperitivo, largo, pieno, spallato, da abbinare a pesci di mare come orata, dentice, branzino, cernia, in preparazioni salsate e persino speziate e a carni bianche.

Colore paglierino oro, perlage sottilissimo, vibrante, fantasioso nel suo zigzagare nel bicchiere, mostra un bouquet fitto e complesso, anche se ogni momento elegantissimo e fragrante, dapprima con la grassezza di una noce brasiliana in evidenza appena versato, note di pasticceria, di burro e meringa, e poi progressivamente di miele d’acacia, sfumature di noce moscata, mandarino, e quindi mandorla, a costituire un insieme variegato e affascinante, mutevole e cangiante.

L’attacco in bocca è vivo, salato, grintoso direi, sorprendente per densità e struttura, ma dopo essersi imposto conquistando il palato con la sua larghezza questo Blanc de Blancs, ben secco, sciorina un grande dinamismo, una bella verticalità salata, ed il vino riesce così a giocare su due dimensioni al gusto, a soddisfarlo e e gratificarlo, con un finale appena speziato che fa emergere un leggero ricordo di bastoncino di liquirizia.

Provate a cercare questa (in vendita su Internet a poco meno di 40 euro) e altre cuvée (prossimamente degusterò il Brut Noir ed il Brut Réserve Premier Cru..) Yann Alexandre é una garanzia di qualità.

Champagne Yann Alexandre
3 rue St Vincent 51390 COURMAS
Sito Internet https://www.champagneyannalexandre.fr/
e-mail champagneyannalexandre@orange.fr   
telefono + 33(0) 6 81 03 81 79

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Donatella Briosi

    28/01/2018 at 21:32

    Sempre bello leggerti, grazie. Cheers!

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