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My Wine Notes

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Trento Doc Opera Nature e Nature Blanc Opera vitivinicola in Valdicembra

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E anche se l’azienda è fallita ed é sotto inchiesta in alto i calici!

Le cronache vitivinicole trentine di questi giorni, che vi invito a leggere e approfondire, attraverso gli articoli del mio caro amico, collega e “compagno” Tiziano Bianchi, che l’aveva data già in gennaio, e di un altro caro collega, Nereo Pederzolli, qui e qui, sono devastanti.

Una bella azienda trentina, con solo dieci anni di storia, visto che era nata nel 2007, Opera Vitivinicola in Valdicembra, di cui avevo scritto, o meglio aveva scritto molto favorevolmente la sommelier trentina Patrizia Galbiati in un bell’articolo che avevo pubblicato, è andata a carte quarantotto.

Dapprima la nomina di un curatore fallimentare, con adunanza dei creditori fissata per il prossimo 22 marzo, e poi, giusto una settimana orsono il sequestro, da parte della Guardia di Finanza di Trento, di 150 mila litri di Trento Doc, (200 mila bottiglie) con l’accusa pesantissima di “bancarotta fraudolenta” ovvero avere costituitouna società utile a movimentare e rivendere ingenti quantitativi di spumante della cantina fallita”.

In soldoni la vendita delle giacenze di magazzino dei Trento Doc “sarebbe servita, una volta messa regolarmente in commercio, per soddisfare i creditori dell’azienda in bancarotta, tutelati dal curatore stesso. Per evitare ciò, gli ex titolari dell’azienda, in prossimità della dichiarazione di fallimento, hanno creato una società con la quale avevano stipulato un finto contratto di affitto di azienda”.

Io non so se nell’affaire siano coinvolti coloro che hanno creato Opera, ovvero Bruno Zanotelli e Alfio Garzetti, e in caso affermativo quali siano le loro responsabilità.

Prendo atto della “sfiga”, del destino cinico e baro, che sembra perseguitare tutti coloro che in Trentino cercano di scegliere la via della qualità e dell’eccellenza nell’ambito del Trento Doc.

Dapprima è toccato forse al più bravo di tutti, Giuseppe Tognotti, alias Maso Michei, arrendersi, essendosi dimostrato più bravo a produrre smaglianti bollicine metodo classico e ottimi vini, che a gestire e condurre, dapprima in tandem con Albino Armani, poi da solo, l’azienda, tanto da vendere l’azienda ad Hofstätter.

Poi il terremoto nella Cantina Sociale Mori Colli Zugna dopo il misterioso (?) licenziamento del bravissimo direttore Luciano Tranquillini, gli indagati per frode in commercio e il commissariamento, le accuse incredibili, il fango gettato qua e là in base non si sa a quale osceno disegno…

Ma, perbacco!, che cosa accade nel mondo del vino e delle “bollicine” metodo classico trentine? Di quale malessere, maledizione oscura soffrono?

Io, che non sono, deo gratias!, né un avvocato né un magistrato, mi limito a prendere atto con scoramento di quanto accaduto e secondo il mio mestiere di cronista del vino e degustatore testimoniare che si trattava di Trento Doc ben fatti ed esemplari.

Dei Nature o Dosaggio Zero, ottenuti l’Opera Nature da Chardonnay in purezza e l’Opera Blanc da Pinot nero 100%, che quando li ho assaggiati per l’ultima volta, la scorsa estate nel corso di un bellissimo tasting di Trento Doc fatto a Trento, mi sono piaciuti senza esitazioni, come esemplari bollicine di montagna, opera, è il caso di dirlo, degli enologi Paolo Tiefenthaler e Mattia Clementi.

Trento Doc da vigne, poste in Val di Cembra ad altezze tra i 400 ed i 600 metri, esposte a sud-est e sud-ovest, impianto a pergola semplice trentina con densità di 3.500-4.500 viti/ettaro, per il Nature. E oltre i 500 metri sui terrazzamenti calcarei più alti della Val di Cembra, vigne a Guyot con densità d’impianto di 3.500 – 4.000 viti/ettaro, a basso impatto ambientale su terreni naturalmente inerbiti. 100 quintali ettaro pari a 2.2 -2.8 Kg uva/ceppo per il Nature Blanc.

Al mio assaggio avevo così descritto, sinteticamente, il Nature Blanc: colore paglierino oro brillante, naso fresco ed espansivo, ben espresso con agrumi in evidenza fiori bianchi sale e pietra, bolla croccante ha cremosità e nerbo acido vivo finale lungo e teso. E così l’Opera Nature: paglierino di media intensità, perlage continuo e vivace, naso ampio, fresco, fragrante, espressivo, note di pompelmo e ananas in evidenza, bella vivacità in bocca, cremoso, delicato, succoso sul palato, con bolla dinamica e croccante bella, persistenza lunga avvolgente molto equilibrato e piacevole.

Poiché questi Trento Doc sono esemplari, vi invito ad acquistarli e stapparli se li trovate, ed esprimo l’augurio che le procedure fallimentari siano brevi e che le bottiglie sequestrate possano finire sul mercato a prezzi non stracciati e con procedure trasparenti, di modo che si sappia esattamente quale azienda le andasse ad acquistare e quale uso ne farà. E dove e come eventualmente i consumatori le possano acquistare.

Esprimo anche l’augurio che, problemi economici, finanziari, amministrativi, legali, a parte, l’eccellente lavoro, viticolo, agronomico, enologico, di Opera vitivinicola in Valdicembra non vada a remengo e carte e quarantotto e che persone di buona volontà, con maggiori capacità amministrative e disponibilità economiche proseguano sulla strada tracciata. Perché Opera vitivinicola in Valdicembra non resti solo un nome legata a brutte pagine di cronaca, di quelle tristi cronache che troppo spesso arrivano dal mondo del vino, in questi mala tempora che currunt…

Attenzione!:

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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