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My Wine Notes

Champagne che passione!

Champagne Blanc de Noirs 2009 Coulon

Pubblicato

il

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Pinot Meunier
Fascia di prezzo: più di 50 €

Giudizio:
9


E’ un po’ di tempo che non scrivo di una piccola, validissima Maison de Champagne le cui cuvées noi italiani abbiamo la fortuna di conoscere grazie alla decisione di importarle e distribuirle presa anni orsono, ironia del caso, da un prosecchista di genio, Umberto Cosmo, patron e genius ex machina di Bellenda distribuzione, ma prima di tutto valido produttore di Prosecco Docg Conegliano Valdobbiadene a marchio Bellenda.

Non sono propriamente, chi mi legge lo avrà abbondantemente capito, un fan delle bollicine Charmat veneto-furlane e sono persuaso che questa pop-olarizzazione e banalizzazione di un rispettabilissimo vino della tradizione della Marca Veneta trasformato in wine commodity globale a basso prezzo ad uso e consumo di wine beginners di tutto il mondo nuocerà ai prosecchisti storici, e credo che se nel mondo Prosecco (Docg e Doc) ci fossero più personaggi della cultura e della capacità imprenditoriale di Cosmo e consorte (alias Vigne di Alice) sarebbe una gran bella cosa.

Tornando allo Champagne, vi ricordo brevemente, rimandandovi agli articoli già pubblicati per altri dettagli, che la Maison Coulon, che ha sede a Vrigny nella Montagne de Reims, è una famiglia di vignerons, di récoltants-manipulants, da 8 generazioni, che vede oggi impegnati in prima persona Isabelle e Eric Coulon, Président des Vignerons de Vrigny.

I Coulon sono proprietari di dieci ettari di vigneto di proprietà ripartiti su 5 villaggi e su un centinaio di parcelles, la stragrande maggioranza delle quali classificate Premier Cru. E i loro Champagne, oltre che in Francia ed Italia sono venduti in Paesi come Regno Unito, Germania, Belgio, Svizzera, Giappone, Stati Uniti.

Di questa cuvée ho già scritto altre volte e la considero, come del resto fanno i Coulon, che la definiscono “un assemblage de vérité”, un assemblaggio verità, un’elaborazione naturale senza lieviti selezionati né fermentazione malolattica, né chiarifica o filtrazione. Così il vino può sprigionare tutta la sua ricchezza aromatica e la tipicità del terroir, una cuvée perfettamente rappresentativa dello stile aziendale.

Lo è perché questo Blanc de Noirs è una cuvée paritaria formata da 50% Pinot nero e 50% Pinot Meunier, una varietà che su cui ai Coulon piace molto lavorare, anche in Rosé, come dimostrato dallo straordinario Rosé Réserve de l’Hommée che lo prevede in purezza.

Il Blanc de Noirs, di cui ho scritto in passato dell’annata 2007, vede il Pinot Meunier provenire dalla parcella denominata Les Linguets piantata nel 1953 su piede franco e posta su suolo sabbioso. Questo Champagne non ha compiuto fermentazione malolattica né filtrazioni e il dosaggio è ridotto a 3 grammi zucchero. Un campione con sboccatura ottobre 2016 mi ha “raccontato” questo…

Colore paglierino dorato, con leggera sfumatura ramato/ambrata, perlage molto fine, vivace, si presenta come un naso decisamente complesso, secco, affilato, dove alle note di ananas, mandorla, noce brasiliana, si abbinano note agrumate, di fiori bianchi, sfumature di crema pasticcera e pan brioche, a comporre un insieme di notevole energia.

L’attacco in bocca è molto secco, nervoso, scattante, rigorosamente affilato e verticale nel suo allungo, anche se nell’evoluzione nel bicchiere sembra quasi acquisire grassezza e consistenza, un Blanc de Noirs dal corpo sostenuto, sapido, che sembra presentare più le caratteristiche dell’Extra Brut che di un Brut tradizionale.

Una bella bottiglia che non stanca e si fa bere con grande piacere, anche in accompagnamento, un grande equilibrio tra freschezza e mineralità, con la potenza, calibrata, delle due grandi uve rosse della Champagne. Santé!

Attenzione!:

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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