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My Wine Notes

Champagne che passione!

Champagne Extra Brut Cuvée Essentiel e Brut Vintage 2008 Piper-Heidsieck

Pubblicato

il

Denominazione: Champagne
Metodo: Classico
Uvaggio: Pinot noir, Pinot Meunier, Chardonnay
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
9

Denominazione: Champagne
Metodo: Classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir
Fascia di prezzo: più di 50 €

Giudizio:
9.5


E’ un po’ di tempo che non vi parlo di una Maison de Champagne che con i suoi cinque milioni di bottiglie prodotte figura nelle prime dieci Maison champenoises.

Parlo, ci troviamo a Reims, della Maison Piper-Heidsieck, “fondata nel 1785 da Florens-Louis Heidsieck, che scopre la Champagne per la prima volta nel 1777 e se ne innamora. Le ambizioni sono notevoli, quando fonda la Maison Heidsieck & Cie il suo sogno è arrivare ad avvicinare la regina Maria Antonietta, stupirla con le sue bollicine e quando ci riesce, nello stesso anno in cui sposa Agathe Pertois, tocca in cielo con un dito.

A breve raggiungono l’azienda due parenti, il cugino Henri-Guillaume-Piper e Christian Heidsieck, nipote di Florence-Louis, e a seguito della morte di costui, avvenuta nel 1828, nel 1839 la Maison può assumere il nome di Piper-Heidsieck.

La Maison resta una Maison familiale sino al 1998 quando viene acquisita dal grande gruppo Rémy Cointreau e dal 2011 i due marchi principali, Piper-Heidsieck, e Charles Heidsieck, sono di proprietà del gruppo Européenne de Participation Industrielle (EPI) della famiglia Descours mentre un terzo marchio, Heidsieck & Co Monopole, è dal 1997 di proprietà della famiglia Vranken”. Tutte notizie che potete trovare sul sito Internet aziendale Piper-Heidsieck… E in un bell’articolo, questo, che la mia inviata da London Giuseppina Andreacchio scrisse lo scorso anno.


Cos’altro aggiungere su Piper-Heidsieck? Che già ad anni Duemila avviati l’azienda ha differenziato la propria produzione da quella delle confinante, e decisamente più piccola, e confinante, Maison Charles Heidsieck dotandosi ognuna di una propria filosofia, relativa all’approvvigionamento delle uve, dell’utilizzo dei diversi cru, nelle modalità e nei tempi di affinamento.

Merito in gran parte dei uno chef de cave geniale quale Régis Camus, che arrivato nelle due Maison, dapprima come assistente di Daniel Thibault e dal 2002 diventato responsabile in toto, ha ben distinto gli stili aziendali. Sua la scelta di introdurre nell’assemblaggio delle cuvées di Piper fino ad un 50% di vins de réserve e dal 1999 di far pesare per un 30-35% la presenza di Pinot noir dell’Aube. Da gennaio 2017 la meritata retraite ed il passaggio alla giovane Séverine Frerson, anche se con una sua costante presenza in azienda quale consulente.

Il primo dei due Champagne che voglio proporvi è la più recente creazione della Maison che, va detto, ama dosare sensibilmente le proprie cuvées ed un Brut con dosaggio ridotto a sei grammi, a livello dunque di Extra Brut, una cuvée, lo Champagne Extra Brut Cuvée Réservée Essentiel, composta per il 50-55% da Pinot noir, per il 20-25% da Pinot Meunier e per il 15-20% da Chardonnay, con un percentuale di vins de réserve tra il 10 ed il 20%.


Affinamento di 4 anni sui lieviti e la chiara volontà di proporsi come Champagne da aperitivo, fresco, fruttato e giovane, anzi, per usare le parole del celebre chef de cave, “la quintessenza dei nostri Champagne non millesimati, indulgente, croccante, adatto per i più golosi. E’ uno Champagne che conquisterà i sommelier per la sua immediatezza e versatilità, non disgiunte dalla sua espressività”. Uno Champagne che vorrebbe evocare la sensazione che si prova al palato quando si morsica una bella mela matura e succosa.

Io l’ho trovato perfettamente calibrato, perfetto per aprire le danze di un pranzo ed essere servito su antipasti freddi, molto fragrante nei profumi, delicato, fresco, accattivante, e via via carezzevole e avvolgente sul palato, non aggressivo, dotato di un’ampia tessitura, di un nerbo, anche acido, preciso, tale da conferirgli lunghezza e persistenza.

Con il Piper-Heidsieck Brut Vintage 2008 entrano in campo ben altre complessità e sfumature date dalla struttura del vino, con un 48 di Pinot noir e 52% di Chardonnay, scelti da 18 cru premiers et grands crus, di cui la metà classificati 100%, Pinot noir dalle Montagne de Reims ad apportare equilibrio e struttura, Chardonnay dalla Côte des Blancs e della Montagne de Reims finezza ed eleganza.

Oltre sette anni di affinamento e un dosaggio di 9,5 grammi zucchero per un risultato virtuosistico, segnato da un’irresistibile tensione salata, da un dinamismo estremo, da un bouquet finissimo dove giocano tra loro sottili elementi floreali e fruttati, fatto di croccantezza, tensione, scatto, profondità, da una leggerezza sapida nel proporsi davvero di grande eleganza e classe. Una Cuvée persino troppo giovane per essere compiutamente gustata ora e con anni di vita davanti…

Attenzione!:

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e il Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. maria cristina gentili

    08/04/2018 at 14:15

    Complimenti per l’articolo
    Una domanda da profana – ho da tempo una bottiglia di Piper Heidsieck Cuvèe Reserve Florence Louis.
    Vedo che ce ne sono in vendita, ma con anno di produzione. Ne hanno fatti anche di non millesimati, dato che non trovo l’anno sulla bottiglia ?
    Grazie per informarmi
    Cri

    • Franco Ziliani

      08/04/2018 at 19:32

      Da immagini che ho trovato on line sembramo esistere sia versioni millesimate che NV…

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