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My Wine Notes

Degustazioni

Cava Mirgin Brut Nature Laietà Rosé 2014 Alta Alella

Pubblicato

il

Denominazione: Cava
Metodo: classico
Uvaggio: Mataró
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
8.5


Continuo la mia personale e un po’ donchisciottesca opera di “apostolato” a proposito del metodo classico spagnolo, il Cava, assolutamente persuaso della qualità delle loro migliori espressioni, tornando ad occuparmi di una cuvée di una bodega un cui vecchio millesimato mi aveva sorpreso tempo fa.

Siamo sempre, come scrivevo qui, a poca distanza da Barcellona, nell’area della D.O. Alella. nata nel 1953, ma con testimonianze antiche che risalgono ad epoca romana, e protagonisti sono sempre la coppia formata dall’enologo Josep Maria Pujol-Busquets e da sua moglie Cristina Guillén, che a partire dal 1991, quando piantarono le prime vigne, sino al 2011 quando nacquero i primi vini firmati Alta Alella vollero recuperare, nell’area tra Tiana e Alella ad una decina di chilometri da Barcellona nella zona agricola del Parc Naturel de la Serralada de Marina situata a poca distanza dal mare, una proprietà denominata Can Genís, dall’inconfondibile stile Art Nouveau e soprattutto delle vecchie vigne (alcune di più di 50 anni), costruendo una moderna cantina. 

Subito, nel 1991, la scelta della viticoltura biologica, e la precisa volontà di fare della cantina un centro vivo non solo di produzione ma di celebrazione della cultura della vite attraverso visite, degustazioni, rappresentazioni teatrali, inserendo Alta Alella nel circuito del turismo del vino, che in Catalogna è ben sviluppato.

Il progetto, come ho scritto, è stato duplice, perché non comprende solo la produzione di Cava, sette per la precisione, ma pure di vini fermi dove viene enfatizzato il carattere varietale,  e una linea di vini assolutamente biologici e naturali.

Le vigne poste da 100 a 250 metri di altezza, comprendono qualcosa come 60 ettari e accanto a 7 di Chardonnay, 4 di Pinot noir, comprendono 18 ettari di Pansa Blanca o Xarel.lo, 8 a Macabeu, 6 a Parellada e altri ad altre varietà, spagnole come Garnacha Negra o Mataró e internazionali (Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Syrah).

Vigne, in larga parte terrazzate, poste su terreni molto acidi, con bassi livelli di calcare attivo, molto permeabili, denominati localmente sauló, con orientamenti che cambiano a seconda delle uve, cercando di trarre vantaggio da un orientamento ad ovest per ottenere un’alta maturità delle uve destinate ai vini rossi e dolci, e ad est per le uve più aromatiche e dagli aspetti floreali, base dei Cava e dei vini bianchi.

Per verificare nuovamente la qualità del lavoro dei Cava Mirgin Laietà di Alta Alella, e restando ancora nella linea proposta con la bottiglia cilindrica che intenderebbe trasmettere, con la sua presentazione molto originale, “un linguaggio adatto a consumatori dai criteri cosmopoliti”, ho scelto il Brut Nature Rosado Gran Réserva millesimato 2014, incuriosito dall’uva che è stata utilizzata, cui alla Bodega tengono particolarmente, che non era più stata dimenticata nella zona dei tempi dell’epidemia di fillossera, a fine Ottocento e che considerano “nuestra variedad más genuina”, e che è capoluogo, Mataró, del Maresme, una delle 41 comarche della Catalogna.

Una semplice ricerca in un testo di ampelografia per scoprire che il Mataró non altro che il Monastrell, o meglio ancora il Mourvèdre (varietà di fondamentale importanza in Provence, in Languedoc per la produzione di vini rosati e molto importante a Bandol e presente anche a Châteauneuf du Pape).

Ecco spiegato perché questo Cava Rosé completamente secco, da vigne poste da 150 a 300 metri di altezza con orientamento sud-est, macerate a freddo per dieci ore per ottenere il colore desiderato, pressatura soffice per ottenere il mosto fiore, e 30 mesi di affinamento sui lieviti, fosse così ben riuscito!

Colore melograno scarico, buccia di durone, perlage sottilissimo, regolare, molto fine e persistente, si propone con aromi che dapprima ricordano la ciliegia, per poi confluire nel ribes, nel pompelmo rosa, in toni floreali, di mandorla, sale e pietra, in un insieme di grande fragranza.

La bocca è ben secca sin dal primo attacco, diretta, lineare, ben tesa, di buona succosità e struttura, vivace e ben avvertita sul palato, con una buona persistenza fresca e molto sapida, minerale e una notevole piacevolezza.

Un Cava Rosé elegante, ben fatto, armonico, che vale davvero la pena di provare!   

Attenzione!:

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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