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My Wine Notes

Bollicine... a tavola

Bollinger Rosé 2006 ou Charles Heidsieck: lequel le meilleur?

Pubblicato

il

Denominazione:
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Chardonnay
Fascia di prezzo:

Giudizio:
9

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Chardonnay
Fascia di prezzo: più di 50 €

Giudizio:
10


Avete presente quei film americani anni Cinquanta dove si verifica l’inverosimile, dove un  umano sfida a corsa un cavallo, oppure un aereo? Fantasmagoriche “americanate” scritte per far scompisciare di risate il pubblico, in base ad un gusto comico legato allo spirito dell’epoca, nulla che potesse avere un minimo di verosimile.

“Approfittando” dello stravagante, a dir poco, “mood” di cui sono vittima in questo avvio di primavera (please, quando può tornare l’inverno?), il sottoscritto, passando, dalle corse aereo umane agli Champagne, ed in particolare agli Rosé, insieme ad un amico ho voluto lanciare la sfida “impossibile”. Impossibile non perché qui si trattasse di mettere a confronto bolle dichiaratamente superiori (o inferiori) l’una all’altra, dove il risultato fosse ovvio in partenza, ma dove qualsiasi risultato si fosse verificato tranne l’impossibile pareggio sul filo di lana sarebbe apparso clamoroso.

Insomma, sembrava impossibile, inconcepibile, anche se restiamo sempre nel campo del soggettivo, che uno dei due millésimé rosé, tanto più di quella caratura, e ovviamente della stessa annata, la 2006, annata non semplice, potesse in qualche modo prevalere sull’altro. Apparire più buono, superiore all’altro. Non solo, come ho scritto, perché la bontà e l’eccellenza sono sinonimo di soggettività, ma perché mi chiedo come possa fare il Rosé 2006 Limited Edition di Bollinger a risultare superiore ad un altro Rosé 2006, fosse pure il il Rosé Millésime Vintage 2006 di Charles Heidsieck. E ovviamente viceversa.

Cosa ha fatto a questo punto il duo di curiosi? Si è procurato un esemplare di ognuna delle due top de gamme delle celeberrime Maison e dopo aver accertato che i tappi fossero impeccabili provvedere alla degustazione alla cieca.

E degustando, degustando, più che altro bevendo, abbiamo scoperto che anche a questi livelli stellari di qualità, e di prezzo, le differenze ci possono essere e non ridursi a sfumature. Premetto eventuali critiche: entrambe le bottiglie erano in perfetto stato e quindi non v’era motivo di sostituirle: erano buonissime, con le differenze che cercherò di raccontare.

Con il Rosé Limited Edition di Bollinger ci troviamo di fronte ad una cuvée dove prevale il rosso, 72% Pinot noir, sul 28% di Chardonnay, con soli nove cru utilizzati (84% Grand e 16% Premier cru, Aÿ e Verzenay per il Pinot, fermentati in rosso, con aggiunte di vino rosso del celebre vigneto Côte aux Enfants prima del tiraggio e di ben 10 anni sui lieviti. Per questo Rosé 2006, infine, è stato scelto un dosaggio di 6 grammi litro.

Rosé 2006 Limited Edition, fatto di uve di soli 9 Cru (Grand e Premier, tra cui, poi fermentate in legno come tradizione della maison e, infine, aggiunte di vino rosso del celebre vigneto Côte aux Enfants prima del tiraggio e di ben 10 anni sui lieviti. Per questo Rosé 2006, infine, è stato scelto un dosaggio di 6 g/l.

Di fronte, il Rosé Vintage di un’altra fantastica Maison, con sede, stupenda, a Reims, una Maison celeberrima come Charles Heidsieck, di cui ho recentemente scritto dello Champagne 2006 fondata nel 1851 da Charles-Camille figlio di una Henriot.

La storia della Maison è gloriosa e può essere letta nella pagina dedicata ai personaggi che l’hanno fatta dell’elegante sito Internet aziendale, e ha contribuito a creare nel tempo un vero e proprio “style Charles”, costruito a partire dalla cuvée base, le Brut, che presenta una percentuale straordinaria di vins de réserve, un 40% di una media di 15 anni d’età, e ben 60 cru coinvolti, sino alle cuvée de prestige come il Blanc de Millénaire ed il Brut e Rosé Millésime, affinato da sette a nove anni sui lieviti.

Il Rosé Millésime nasce da uve di 15 villaggi Grand e Premier Cru della Marne, e la parte di vino rosso utilizzato proviene da Ambonnay, Bouzy, Verzenay, Les-Riceys. Il dosaggio degli zuccheri, come in tutti gli Champagne della gamma, è elevato, 10,5 grammi, ma non si nota assolutamente ed è perfettamente equilibrato. La cuvéé è composta quindi per il 63% da Pinot noir, 8% del quale in rosso, e per il 37% da Chardonnay.

Iniziamo la descrizione dal Bollinger Rosé 2006. Colore melograno brillante, perlage finissimo, continuo, sottile, frutta rossa (ribes e lampone), ananas, burro e crème caramel, una leggera venatura intrigante tra la pasticceria e la sfogliatina salata e una buona componente sapida e pietrosa che non riesce a mascherare una vinosità evidente nei profumi e ancor di più al gusto.

Attacco in bocca cremoso, avvolgente, succoso, molto sui piccoli frutti rossi di bosco, perfetta la corrispondenza con la parte olfattiva, gusto equilibrato, ben polputo, “goloso”, con splendida sapidità e nerbo, ma sempre marcato da una vinosità, da una rotondità, da una pienezza che al mio personale gusto appaiono leggermente oltre misura.

Lo scenario cambia completamente con il Rosé Millésime 2006 Charles Heidsieck, dal colore, salmone scozzese, leggera venatura buccia di cipolla, naso profondamente, decisamente, energicamente salato, minerale ricco di energia, note di miele e di fiori di glicine, che solleticano il naso, sfumature di amaretto, ananas, arance rosse, ribes.

La bocca, rispetto al Bollinger Rosé 2006, è molto più tesa, nervosa, dinamica, con una delicata croccantezza sul palato, ben strutturato, largo il giusto, con perfetta corrispondenza naso bocca, una lunga acida finale che dà slancio e verticalità, persistenza, una coda lunga, agrumata e salata molto energica e sottolinea l’eleganza, la piacevolezza estrema di questo Rosé 2006.

Naturalmente liberi di non trovarvi d’accordo e trovare più di vostro gusto il Bollinger del Charles Heidsieck: sempre a livelli spaziali siamo…

Attenzione!:

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Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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