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Spumantitalia: non è stata una cosa seria, come ampiamente previsto

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Ieri ho ricevuto il comunicato stampa conclusivo di questa manifestazione (una delle tante e troppe che si tentano di organizzare in questa variopinta Italia del vino che s’incontra, brinda, festeggia, fa casino ma muove ben poco il mercato e non aiuta a svuotare le cantine dei produttori, ma il loro portafogli) che si è svolta lo scorso fine settimana in Abruzzo. Nota terra produttrice di spumanti. La vera Champagne de noantri…

L’avevo già scritto, qui, che non sarebbe stata una cosa seria. Non è stata una cosa seria, come mi hanno raccontato parecchie persone che sono state presenti e hanno toccato con mano con quale pressapochismo, dilettantismo, incapacità di fare le cose bene siano state organizzate, se così si può dire, le cose. Non per cattiveria, macché, solo perché non si può cavare il sangue dalle rape e non ci si può improvvisare capaci quando capaci non si é. Non bastano buona volontà e applicazione. Come il caso dei Cinque Stelle clamorosamente dimostra…

Che non sia stata una cosa seria lo si capisce anche dal comunicato stampa, redatto da una cara amica e seria professionista che non credo voglia ancora ripetere questa collaborazione in futuro. Ma è stato deciso sicuramente da un organizzatore, o presunto tale, che ha trovato il modo di far notare il proprio dilettantismo. Allo sbaraglio.

Ma si può prendere sul serio una manifestazione che nel 2020 mette ancora insieme nel nome degli “spumanti” i metodo classico e gli Charmat Martinotti, che tenta di accostare Prosecco e Franciacorta, Asti e Trento e Alta Langa, spumanti abruzzesi o pugliesi nati da ieri e senza alcuna tradizione, con le bollicine che vengono prodotte da un secolo e mezzo in Piemonte, Veneto, Trentino, Lombardia e poi, dal 1961, in provincia di Brescia?

Si può prendere sul serio una manifestazione nel cui comunicato finale, dove si inneggia ad un “trionfo di bollicine” che non c’è stato e dove si annuncia una seconda edizione del Festival che sarà ben difficile che si tenga davvero, con toni che definire comici, da autocelebrazione ridicola, è poco?

Si può prendere sul serio uno “Spumantitalia” che non ha visto tra i Consorzi citati (per forza, non c’erano e se ne sono tenuti ben lontani) quello della Franciacorta, 20 milioni di bottiglie, del Trento Doc, 8,5 milioni di bottiglie, quello dell’Alta Langa, cinque milioni di bottiglie, quello del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg, 90 milioni di bottiglie?

Ma quali spumanti italiani ha celebrato confusamente ‘o festivalino pescarese, se non il Prosecco Doc con i suoi 600 milioni di pezzi o più, le 450 mila bottiglie del metodo classico Docg Oltrepò Pavese, le milionate di bottiglie dell’Asti, più vari ed eventuali piccole frattaglie, come gli amici dell’ottimo Lessini Durello?

Suvvia Zanfi, la smetta di raccontare balle che è grandino! Ma secondo voi ci sarà davvero, dopo questo flop annunciato, una seconda edizione e quali “aziende francesi e spagnole” (Champagne, Cava, Corpinnat, Crémant vari, Blanquette de Limoux?) saranno così tonte da farsi coinvolgere in questa sagra delle bollicine perdute, del nulla sotto forma di spumante?

Questo il comunicato stampa, della serie oggi le comiche….

“Pescara, 28 gennaio 2020. Si è conclusa domenica con travolgente successo la seconda edizione di Festival Spumantitalia a Pescara. La kermesse, unico evento italiano con ben 12 masterclass consecutive programmate in tre giorni di manifestazione, ha visto la presenza di oltre 500 partecipanti che hanno avuto la possibilità di approfondire il mondo degli spumanti Made in Italy grazie al ricco calendario di masterclass e talk show che hanno animato il Festival.

Produttori d’eccellenza e personaggi illustri del panorama spumantistico italiano hanno coinvolto il pubblico con i loro Spumanti, il racconto di territori, esperienze e progetti. Un appassionante viaggio nell’Italia delle bollicine, con la regia di Andrea Zanfi, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, del Presidente del Consorzio Tutela dei Vini D’Abruzzo Valentino Di Campli, di Lamberto Gancia, Vincenzo Russo, Professore dell’Università IULM di Milano e dell’ Università La Sapienza di Roma, Bruno Vespa, il Presidente, Stefano Zanette, e il Direttore, Luca Giavi, del Consorzio Prosecco DOC, Stefano Ricagno, Vice Presidente del Consorzio D’Asti, il Direttore del Consorzio Oltrepò Pavese Carlo Veronese, il Direttore del Consorzio del Durello Aldo Lorenzoni e Giampietro Comolli.

Le tre intense giornate sono state inaugurate dal grande successo di partecipazione del corso formativo Master Bubble’s Spumantitalia e si sono concluse con l’effervescente banco d’assaggio della giornata di domenica.

Appuntamento a gennaio 2021 per la terza edizione che vedrà l’apertura alla spumantistica internazionale con la presenza di aziende francesi e spagnole”.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Franco

    30/01/2020 at 00:36

    Non comprendo tutto questo livore che addirittura la porta a fare errori nel suo post parlando dell’annunciata seconda edizione invece della terza.
    A parlar male non si guadagna nulla

    • Franco Ziliani

      30/01/2020 at 09:27

      ha ragione solo nella questione della terza edizione invece della seconda. Non ho invece nessun livore verso chi ha disorganizzato quella manifestazione e la manifestazione stessa che é penosa e si commenta da sola

  2. Antonio

    30/01/2020 at 01:33

    Che bello che è tornato a scrivere!

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