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Degustazioni

Spumante metodo classico Per Schers Cascina Albano

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Bollicine di un produttore cui piace scherzare ma che fa le cose sul serio

Sono sempre alla ricerca di novità, di chicche enologiche, di bollicine non strane (il famolo strano, tipo produrre un orange wine, piantare Cabernet o Merlot o Syrah nella zona del Barolo, il mettere il Barolo ed il Barbaresco in barrique, buttarsi sull’anfora perché gli “anforati” (orribile neologismo) sono di moda, non è affar mio e lo respingo decisamente….), ma inconsuete ed in grado di sorprendermi e ieri sera ne ho trovata una veramente ottima e inattesa che non voglio perdere tempo di raccontarvi.

Siamo in Piemonte, nelle Langhe e precisamente sulle colline di Barbaresco, e alla Cascina Albano, dove la famiglia Vacca (un cognome molto diffuso in zona, io conosco da una vita Aldo Vacca, figura di spicco dell’esemplare cooperativa Produttori del Barbaresco) produce vino da tre generazioni. Come si legge sul sito Internet aziendale “all’inizio degli anni 80’ nonno Marco con il figlio Natale fondano Cascina Albano. Il nome deve la sua origine al loro amore per la collina su cui si trova l’azienda e il vigneto più storico: Alban, ovvero “baciato dall’alba, dai primi raggi di sole del mattino”. L’anima dell’azienda è da sempre stata molto dinamica e con Natale, la seconda generazione, inizia una profonda ricerca per migliorare la tecnica in vigna e in cantina. Capi saldi della nostra famiglia da sempre sono il rispetto per la natura e il voler trasmettere con i nostri prodotti passione ed emozioni genuine. Marco, il figlio di Natale, la terza generazione, dopo una formazione come enologo ha intrapreso la via dell’agricoltura naturale e sostenibile.

La passione per questo lavoro e il fascino del rapporto tra pianta e uomo ci spingono ogni giorno a migliorare l’espressione del nostro territorio e della nostra storia attraverso il vino, capace come un libro infinito, di contenere tutto. La moderna creatività fusa con una visione agricola ed enologica attenta ci permettono di amplificare le caratteristiche uniche dei nostri vini e delle nostre colline. In ogni sorso ritroverete la meticolosità e la passione di nonno Marco, la pazienza ed il coraggio di Natale, la creatività e l’estro di Marco”.

Barbaresco è sinonimo di Barbaresco, l’altro grande vino albese a base Nebbiolo (il Roero Docg è delizioso ma arranca ad anni luce di distanza…), ma  curiosamente alla Cascina Albano non producono Barbaresco ma Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo, Langhe Arneis, un Roero Arneis da uve Arneis provenienti dalla zona del Roero, un rosato credo da uve Nebbiolo (chissà, sul sito non si hanno notizie), e due versioni di Langhe Freisa, una in acciaio e una affinata in legno che da fan della Freisa quale sono non vedo l’ora di assaggiare. E bere insieme ad un’altra Langhe Freisa totalmente new entry per me, quella di Nadia Curto di La Morra.

Però a Marco Vacca piace scherzare e si diletta a produrre anche degli spumanti. Uno Charmat chiamato “sCiarMat” da uve misteriose e soprattutto, ecco il soggetto di questo articolo, un metodo classico. Una cosa seria, vista che è un Dosaggio Zero con affinamento di ben 48 mesi. Mica bau bau miciu miciu… Questo metodo classico, dall’etichetta molto simpatica come tutte quelle dell’azienda e come quella dello “sCiarMat”, si chiama “PerSchers” e per raccontarlo lascio la parola all’autore.

Come scrive Vacca “ Il “PerSchers”, per scherzo, nacque nel 2008 come sfida per valorizzare al meglio le nostre colline raccontandole con un’originale Spumante Metodo Classico. PerSchers si distingue per la sua unicità e per il forte legame che ha con il territorio ed è prodotto a partire da una cuvée di uve bianche.

L’etichetta rispecchia il carattere del vino e la sua storia seguendo lo stile di Cascina Albano. La voglia di mettersi in gioco abbraccia la tradizione del Metodo Classico e si esprime nel disegno della donna con la capigliatura aristocratica settecentesca immersa in una vasca da bagno. Le bollicine ricordano il fine perlage del PerSchers che come descritto dalla poesia, non smette mai di stupire. I colori e l’argento rappresentano la struttura del vino ed i suoi profumi, complessi ed eleganti.

Le uve, raccolte a mano nelle prime ore del mattino, vengono delicatamente pressate separando le bucce dal mosto fiore. Il mosto ottenuto viene conservato in vasche di acciaio inox a temperatura controllata dove si illimpidisce naturalmente. La fermentazione avviene a basse temperature così da preservare tutti gli aromi. Nei mesi primaverili, in periodo di luna crescente il vino va incontro alla seconda fermentazione, in bottiglia, seguita da un periodo di affinamento sui lieviti, nell’ambiente fresco e buio della cantina, rispettando le più rigorose regole dello Spumante Metodo Classico”. E ancora: “ottenuto dalla vinificazione delle prime uve raccolte, quindi con una naturale freschezza ed acidità, bilanciata dalla complessità donata dal lungo periodo di affinamento sui lieviti. Si consiglia di servire a 10-12°C in calici di media ampiezza. In ottimo abbinamento con aperitivi ed antipasti, ma grazie alla sua entusiasmante personalità può accompagnare tutto il pasto. Particolarmente adatto a crostacei, primi piatti freschi, risotti, uova, funghi e molti piatti della cucina asiatica”.

Con quali uve venga prodotto il PerSchers è un segreto che mi sono impegnato a rispettare con Vacca: “non posso indicare il nome delle uve in quanto VSQ generico. Il mio amore per la spumantizzazione concretizzatosi nel 2007 (prima annata) mi ha sempre portato a voler valorizzare il vigneto e questo si compone di queste 2 varietà”. Posso dire che si tratta di due uve bianche, una internazionale e una autoctona piemontese. E non è il Moscato, è bene precisarlo.

Esaurita tutta questa lunga premessa, cosa mi ha detto l’assaggio ieri sera? Ma che assaggio: la bottiglia è stata allegramente e piacevolmente “seccata”, da me e da mia moglie in abbinamento a del minestrone di verdure e a degli affettati.

Colore paglierino brillante luminoso, perlage sottile nel solito mio bicchiere preferito, quello di Luca Bini, e naso di splendida pulizia e freschezza, fragrante, con note di frutta esotica, nocciola, pesca noce, fiori bianchi, leggera nota agrumata. Attacco in bocca diretto e incisivo, poi il vino si apre cremoso, avvolgente, di bella pienezza e consistenza, con un bel gioco tra dolcezza del frutto e sapidità. Un metodo classico armonico, ben fatto, di grande equilibrio e piacevolezza.

Per concludere concedetemi una battuta: porca vacca, che buono il PerSchers di Marco Vacca! A Cascina Albano piace scherzare ma fanno le cose sul serio…

Cascina Albano
Strada Ovello, 38
12050 Barbaresco CN tel. +39 333 8696591
e-mail info@cascina-albano.com
Sito Internet https://www.cascina-albano.com/

n.b. non dimenticate di leggere anche Vino al vinowww.vinoalvino.org

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Simone

    01/04/2020 at 13:36

    Ciao Franco grazie per l ennesimo interessante articolo in questo periodo buio. Leggo della tua passione per la “Freisa”, che a differenza di Barolo, Barbera e Grignolino, colpevolmente non conosco.
    Sono curioso di sapere la tua personale classifica dei vitigni piemontesi.
    Barolo-Barbaresco, ovvio, in testa seguiti da…
    Ciao e grazie.

    • Franco Ziliani

      01/04/2020 at 15:52

      Simone, Barolo e Barbaresco non sono vitigni, ma vini, come il Roero e il Nebbiolo d’Alba, ottenuti dal vitigno Nebbiolo.
      I miei vitigni piemontesi preferiti?
      Il mio preferito in assoluto il Nebbiolo, poi Dolcetto, quindi Freisa, Barbera, Pelaverga, Nascetta, Moscato, Arneis, Favorita, Grignolino…

      • Simone

        01/04/2020 at 17:38

        …. acc… scusa ho espresso male la domanda, so che Barolo non è un vitigno.
        Grazie per la risposta.

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