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Champagne che passione!

Champagne Blanc de Blancs Composition Paul Launois

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Non é obbligatorio svenarsi per bere un buon méthode champenoise…

Chi l’ha detto, dove sta scritto che per concedersi il piacere di bere una buona bottiglia di Champagne, bisogna fare un mutuo e spendere non meno di 100 euro? Certo, se volete stappare una bottiglia di una cuvée de prestige, fare gli “sboroni” ordinando o offrendo Cristal, Krug Clos d’Ambonnay o Clos du Mesnil, Armand de Brignac, il Clos de Goisses di Philipponnat, Dom Pérignon Rosé, Bollinger Vieilles Vignes, Salon, Sélosse et similia, allora dovete essere un Berlusconi, un Del Vecchio, un Tronchetti Provera. Oppure essere un politico della Prima (e Seconda) Repubblica, di quelli che hanno rubato a man salva, tanto pagavamo, e paghiamo ancora, noi cittadini…

Si può tranquillamente godersi la piacevolezza e lo charme inimitabile (questione di terroir, di charme, savoir faire, secoli di storia, di prestigio) di un valido Champagne anche spendendo la stessa cifra che qualche presuntuosa azienda italiana (parlo di Franciacorta e di Trento Doc in particolare) chiede per una delle proprie aspiranti cuvée de prestige. Anzi, in alcuni casi pagando lo stesso prezzo di una bottiglia di certe “imitazioni” di bottiglie di Champagne ne vengono via quasi due…

E’ questo il ragionamento terra terra, da elementare Watson, che facevo degustando e poi bevendo a tavola, questo Champagne che un piccolo importatore-distributore situato nella zona del Lago di Garda sponda bresciana, Vittorio Vezzola, propone nella sua enoteca on line Spumeggiando. Dove buone aziende italiane, ne ricordo una su tutte, la trentina Abate nero, uno dei migliori produttori di Trento Doc, sono affiancate ad un mannello di piccoli produttori di Champagne, cito ad esempio Barbier-Louvet, André Robert, Dumangin, Paul Michel, Robert Allait.

Non sapevo niente di questa piccola Maison, Paul Launois, prima di bere questo Blanc de Blancs chiamato Composition, 100% Chardonnay, 60% da vini dell’annata 2016 di cui il 25% affinato in fusti di legno, e 40% di vins de réserve, dosaggio 4 grammi di zucchero e malolattica svolta, poi ho scoperto che la Maison storicamente si chiamava Champagne Jean-Pierre Launois poi dopo che nel 2010 è subentrato dopo aver girovagato per il mondo il figlio Julien, insieme alla moglie Sarah, hanno deciso di ribattezzare l’azienda con il nome del loro bimbo, Paul.

E ho scoperto che la cantina e i vigneti si trovano in una località nella Côte des Blancs che rappresenta un’assoluta garanzia di qualità: Mesnil-sur-Oger. Solo sei ettari di vigne tutte a Chardonnay Grand Cru, dalle quali ricavano le uve per le loro due cuvées, questa Composition e l’altra (di cui vi parlerò prossimamente) denominata Monochrome, con una quota del 70% di uve della vendemmia 2016 e 30% di vins de réserve, un Brut Nature.

bty

La Maison Paul Launois punta a realizzare Champagne che puntano sulla finezza degli aromi e che esaltino l’identità del terroir e mi pare miri a realizzare bulles che abbiano nella piacevolezza il loro punto di forza.

A me il Composition, con il suo colore paglierino oro, il perlage spettacolare per finezza e vivacità nel mio bicchiere d’ordinanza, quello di Luca Bini, è piaciuto sin dal primo impatto e ancor più apprezzando il naso ricco, complesso, ampio, ben strutturato, con note di crosta di pane, fiori bianchi, pasticceria, meringhe, mandorla e confetto in evidenza e sfumature minerali, la tessitura cremosa.

Bocca ampia, calda, matura, di ampio impegno e struttura salda, con persistenza lunga, bollicine un filino aggressive, una buona vinosità e un’interessante consistenza.

Se questo articolo vi ha messo la curiosità di provare questo Champagne, sappiate che potete ordinare il Composition a 34,16 e il Monochrome a 45,14 euro. Questi i link al sito: CompositionMonochrome. Poi se volete continuare a bere improbabili, costose e presuntuose aspiranti “cuvée de prestige” franciacortine, trentine (in Oltrepò Pavese solo i ciula pensano di vendere metodo classico a 40-50 euro) fate pure. Io bevo Champagne e questo di Paul Launois mi va benone..

Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Vittorio Vezzola

    25/04/2020 at 16:19

    Grazie per avermi nominato e complimenti per la bella recensione. So che sei più appassionato di blanc de noirs, ma Paul Launois per me ha uno stile molto valido. Alla prima occasione ti racconterò anche dei suoi single barrel champagne, un’idea molto interessante.

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