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Oltrepò Pavese

Oltrepò Pavese metodo classico Extra Brut Vergomberra 2015 Bruno Verdi

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Per la serie #unbuonoltrepoalgiorno Un buon vino dell’Oltrepò Pavese al giorno, il miglior modo per andare oltre gli scandali e togliersi il medico di torno… All’insegna dell’Oltrepò buono, pulito e giusto, un grande Oltrepò Pavese metodo classico millesimato da Pinot nero e Chardonnay.

Oggi, Primo maggio, festa dei lavoratori, vi voglio consigliare un Extra Brut 2015 di un’azienda di cui ho scritto diverse volte e sempre bene. Recentemente, su Vino al vino, di quello che considero uno dei migliori vini rossi in assoluto dell’Oltrepò Pavese, il Cavariola annata 2016.  In passato ho scritto dei suoi metodo classico nel marzo 2011, qui e qui e poi nell’agosto 2017.

Parlo dell’azienda Bruno Verdi, posta nella frazione di Vergomberra nel comune di Canneto Pavese. Il suo punto di riferimento e simbolo è il silenzioso e discreto (anche troppo, lui preferisce parlare con le vigne e con i suoi vini) Paolo Verdi, che la conduce con efficacia, poche parole e tanti fatti, ora con la collaborazione dei figli Laura e Jacopo. Si tratta di un’azienda seria, socia di quello che fu il Distretto del vino di qualità Oltrepò Pavese, e di recente rientrata nel Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese.

Di questa azienda (sulla quale maggiori dettagli troverete negli articoli che vi ho linkato sopra) mi piace ricordare invece che da anni ha intrapreso la strada di un’agricoltura a basso impatto ambientale, che non utilizza alcun tipo di diserbo chimico ma inerba completamente i vigneti. Dal 2012 le concimazioni sono solo a base di letame o sostanza organica pellettata bio-certificata. A partire dall’anno 2019 attua la tecnica del sovescio in tutte le vigne.

Il metodo classico che vi consiglio, dotato di un’etichetta di un colore azzurro che a me ricorda quello di una parte della maglia storica della mia squadra del cuore, la Beneamata, l’Inter (a proposito: il 22 maggio tutti in Piazza del Duomo a Milano a festeggiare i dieci anni dal magico Triplete!), è l’Extra Brut Vergomberra, di cui ho bevuto l’annata 2015 con sboccatura del novembre 2019.

Come scrivevo anni fa, si tratta di una cuvée prodotta per il primo anno nel 1981, composta da uve Pinot Nero 70% e Chardonnay 30%, provenienti dalla Vigna Chiozzo, posta in comune di Canneto Pavese, a 150-200 metri di altezza, con densità di 4500 ceppi ettaro, allevata a spalliera tradizionale con potatura Guyot. Raccolta delle uve manuale in cassette da 18-20 chilogrammi.

bty

Cosa mi ha detto l’assaggio del Vergomberra 2015? Colore paglierino di media intensità, perlage sottile, per un naso tipicamente Oltrepò Pavese, con note nitide di ananas, pompelmo, crosta di pane, mandorla, fiori bianchi, a comporre un bouquet ben sapido, affilato, fresco, dove si coglie già la struttura importante del vino.

Bocca ampia, fresca, molto sapida, citrina, nervosa ma cremosa, bolla croccante, molto pieno e strutturato, con una notevole vinosità e consistenza molto salato lungo e nervoso. Un metodo classico assolutamente gastronomico da portare a tavola e abbinare in primis ad un Salame di Varzi ( a proposito da leggere il bell’articolo che l’ex assessore all’agricoltura della Regione Lombardia Gianni Fava ha scritto proprio su un piccolo artigiano produttore) come la gola comanda, ancora molto giovane e che sarebbe perfetto se fosse un filo meno strutturato e più elegante.

Un metodo classico dal buon rapporto prezzo qualità, visto che su una delle più note enoteche on line, questa, si può acquistare a 24,50 euro.

Azienda agricola Paolo Verdi

Via Vergomberra 5

27044 Canneto Pavese PV

info@brunoverdi.it

https://www.brunoverdi.it/

Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Paolo Gatti

    01/05/2020 at 11:47

    Li ho scoperti grazie ad una tua recensione sul dosaggio zero e sono andato da loro un paio di volte in cantina ad acquistare e Paolo è davvero un appassionato, ho preso anche il rosè e devo dire che anche quello merita.

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