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Champagne che passione!

Expéditions de Champagne a marzo 2020: calo del 21,9% sul 2019

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Brutte notizie ancora in arrivo dal mondo Champagne. Secondo i dati forniti dal Comité Champagne e diligentemente riportati dal blog della collega Sophie Claeys, il mese di marzo ha fatto registrare un’altra débacle. Mentre in un calcolo presuntivo su maggio si calcola nell’ordine dei 100 milioni di bottiglie il calo delle expéditions (per una perdita di 1,7 miliardi di euro), il mese di marzo 2020 ha visto partire solo 13,5 milioni di bottiglie, con un calo del 21,9% rispetto a marzo 2019. Da gennaio le expéditions sono in calo di 10 milioni di pezzi e raggiungono quota 46,3.

Sono la Francia, con un -32,8% ed il resto dell’Unione europea (-20,4%) a fare registrare le peggiori perdite, a causa delle misure prese dai vari governi di fronte all’emergenza coronavirus.

Le expéditions delle maisons calano dell’8,1% e si fermano a 36 milioni di bottiglie. La Francia é in ribasso del 7,4%, l’Unione Europea del 21,8%, mentre nel resto del mondo si registra un rialzo del 2,7%.

Le expéditions des coopératives, avec 4,4 millions de bouteilles baissent de 8,7%. Cette diminution est caractérisée davantage en France (-11,9%) que dans les pays du reste du monde (-8,3%) tandis que l’Union européenne se rétracte plus légèrement de 0,7%.

Le expéditions dei vignerons calano del 20,7% e si fermano a 5,9 milioni di pezzi. La Francia, loro principale mercato, cala del 22,3%, l’Unione Europea del 7,8% ed il resto del mondo del 23 per cento secco.

In totale la Francia, che rappresenta il 41,8% delle expéditions cala del 12 per cento e si ferma a 19,3 milioni di pezzi. L’Unione Europea retrocede del 19,2% e si ferma a quota 11,2 milioni di pezzi e rappresenta il 24,2% delle spedizioni. Le cose vanno meglio nei Paesi terzi, che rappresentano il 33,9% delle expéditions con 15,7 milioni di pezzi e fanno registrare un timido aumento dell’1,2%. Crescita dovuta in gran parte a spedizioni fatte negli States in gennaio e febbraio in previsione di quell’aumento delle tasse su vini e prodotti agricoli europei che l’amministrazione Trump ha rinviato sino alla vigilia delle elezioni presidenziali di novembre.

In una valutazione presuntiva annua le expéditions sarebbero in calo del 3,4% e si resterebbe ancora una volta abbondantemente sotto la quota dei 300 milioni di pezzi, a 292,5 milioni di bottiglie.

Di fronte a questa congiuntura molto negativa il Comité Champagne,  rappreentato dai due presidenti Jean-Marie Barillère per l’Union des maisons de Champagne (UMC) e Maxime Toubart per il Syndicat général des vignerons (SGV), hanno preso una decisione importante: sospendere per un mese, fino all’8 giugno, il mercato dei vins sur lattes per impedire la svendita a basso prezzo e la svalutazione degli stock.

Cosa possiamo fare noi italiani di fronte a queste mauvaises nouvelles per i nostri amici champenois? Semplice, accogliere l’appello che avevo lanciato, con questo articolo, due settimane orsono: non cedere alla diabolica tentazione prosecchista, limitare allo stretto indispensabile il consumo di metodo classico italiani, e stappare Champagne, perché una bottiglia di Champagne al giorno leva il medico ed il fottuto coronavirus di torno. Santé, liberté, fraternité!

mde

n.b.

non dimenticate di leggere anche Vino al vino www.vinoalvino.org

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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