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Champagne che passione!

Champagne Brut Rosé Henry Goutorbe

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L’ho scritto di recente, qui, e lo ripeto ora: di fronte all’emergenza Champagne, ad un calo delle expéditions che nei primi tre mesi del 2020 aveva toccato quasi il 22% non possiamo restare indifferenti. Dobbiamo metterci una mano sulla coscienza e una sul portafoglio (sempre che nel contempo il governo Conte non ce l’abbia scippato…) e ricordarci del detto popolare che recita “una bottiglia di Champagne al giorno leva il coronavirus e il medico di torno”.

Bando dunque a Prosechin e italiche bollicine (beh, ogni tanto qualche metodo classico made in Italy ce lo possiamo anche permettere ma non esageriamo , qui siamo su un blog che sta per cambiare ragione sociale e diventare Lesmillesbullesblog…) e via con le bulles provenienti da Reims, Epernay, Ay, Mareuil sur Ay e dintorni.

Oggi, per la mia bottiglia quotidiana di Champagne ammetto di non avere molta fantasia, visto che vi proporrò una cuvée, Rosé, di cui ho già scritto due volte, qui nel 2012 e poi ancora qui due anni fa. Mentre del Blanc de Noirs e dello Spécial Club avevo scritto ancora nel 2018.

Inutile ripetervi troppe cose su questa Maison, Henry Goutorbe, che dal 1982 è distribuita in Italia da Sarzi Amadè (che importa Zind-Humbrecht in Alsazia,  Château de Beaucastel a Châteauneuf du Pape, Domaine de la Grange des Pères in Languedoc, De Sousa e Bédel in Champagne, una sfilata da paura di celebri Château bordolesi, e in Bourgogne una serie impressionante che potete leggere qui, tenendovi saldi per non svenire, visto che ci sono Armand Rousseau, Denis Mortet, Louis Latour, Comte Georges de Vogüé, Bonneau du Martray, Leflaive, Bernard Dugat-Py). Siamo ad Ay, Grand Cru di Champagne, uno dei più grandi villages di questa mitica AOC, e siamo di fronte ad una “entreprise familiale” nata a seguito di una lunga attività precedente prima di responsabili dei vigneti presso Perrier-Jouët, quindi di vivaisti, anzi di “pépiniériste viticole” fondatore delle Pépinières Viticoles Goutorbe.

bdr

La produzione di Henri Goutorbe, da una ventina di ettari, vede nettamente prevalere il Pinot noir, e non raggiunge le duecentomila bottiglie, e il Pinot noir è protagonista nelle diverse Cuvée, Tradition, Prestige, Cuvée Millesimé, con percentuali che vanno dal 70 al 75%. Lo Champagne Brut Rosé non millesimato Grand Cru Ay prevede una quota del 75% di Pinot noir (di cui 12 % Ay Rouge) e 25 % di Chardonnay.

E’ uno Champagne Rosé che si può approcciare tranquillamente senza problemi, che si può abbinare a quello che si vuole senza farsi troppe paturnie (io ad una frittata con porri e menta e ad un minestrone di verdure) e che si fa bere con assoluta piacevolezza.

Due anni fa lo descrivevo così: colore rosa antico, melograno pallido, perlage sottile e continuo, naso dall’immediata impronta salata, minerale, con note che evocano i frutti rossi, ribes e il liquore di ratafia abruzzese. Poi un leggero tocco di pasticceria e di agrumi, mandarino soprattutto e una bella vena di mandorla e di fiori bianchi.

In bocca il gusto è incisivo, affilato, succoso, con una bella croccantezza, appena accennata, discreta, sul palato, slancio ed energia, un bell’allungo verticale e, se mi consentite, la metafora, uno bello stacco di gamba.

Uno Champagne Rosé tutto finezza e charme, armonia e piacevolezza, di cui confermo i consigli di abbinamento di antan: crostacei, ma ottimo anche su un roast beef, un vitello tonnato, pollo e coniglio in insalata.

bty

I miei appunti di ieri sera invece (notare la scarsa fantasia) dicono: colore rosa corallo pallido, perlage finissimo nel mio consueto bicchiere di fiducia, quello di Luca Bini, naso fresco, con cassis e lampone in evidenza, arance sanguinelle, pompelmo rosa e poi sfumature floreali che richiamano la rosa.

Attacco in bocca piacevolissimo che ti mette subito a tuo agio, fresco, croccante il giusto con le bollicine che ti fanno un leggero solletico sul palato, vinosità calibrata (c’è tanto Pinot noir, non potrebbe essere altrimenti) e il ritorno in retrogusto di quei piccoli frutti rossi che avvertivi nei profumi a definire una rotondità succosa e appena dolce (è un Brut, dosaggio sugli 8-9 grammi credo) che facilita la beva.

Voi fate pure quello che volete, io finché mi sarà possibile, continuerò a bere Champagne e poi chi si è visto si è visto… Santé!

Champagne Goutorbe
9bis, rue Jeanson
51160 AY-CHAMPAGNE
Tél. + 33 (0)3.26.55.21.70
Fax + 33 (0)3 26 54 85 11
E-mail info@champagne-henri-goutorbe.com
Sito Internet http://www.champagne-henri-goutorbe.com

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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