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Champagne che passione!

Champagne Extra Brut P 181 Canard-Duchêne

Pubblicato

il

  • Champagne
    Denominazione
  • classico
    Metodo
  • Pinot noir, Meunier, Chardonnay
    Uvaggio
  • 4
    Giudizio

Beverino, certificato biologico, meno costoso di un Franciacorta: what else?

C’è spesso l’amore, storie d’amore bellissime d’amore intorno allo Champagne, alle origini di molte Maison de Champagne. E’ stato proprio un grande amore, quello tra Victor Canard et Léonie Duchêne, lui tonnelier, lei figlia di vigneron, a portare nel lontano 1868 non solo ad un legame di coppia stabile e duraturo, ma, quel che più conta, alla fondazione di una Maison de Champagne che gli appassionati bene conoscono, e le cui cuvées sono disponibili in Italia grazie ai fratelli Balan, che insieme ad altre Maison, ovvero Thienot, Pascal Doquet, Arnold Michel et fils, le distribuiscono nel Belpaese.

Di quale Maison stia parlando si sarà già capito dai cognomi dei due innamorati d’antan, parlo della Canard-Duchêne, nata a Ludes per rivelare il meraviglioso potenziale offerto da questo fianco di coteau situato nel cuore della Montagne de Reims, tra foreste odorose di essenze rare e vigne in dolce pendenza. Qui è terra di Pinot noir soprattutto, con suoli tutti craie, sabbie, argille e calcari. E il Pinot noir per Canard-Duchêne è il marchio distintivo: è al Pinot noir, alla sua potenza e alla sua eleganza, che gli Champagne della gamma aziendale devono il proprio stile. Questo il pensiero dello Chef de caves Laurent Fédou, che ha la fortuna di poter contare anche su una cave di conservazione, tagliata a mano nell’Ottocento, che si estende su sei chilometri, a quattro livelli, tra 12 a 38 metri di profondità.

Un altro elemento di cui tenere conto è che nel XIX secolo, la casata imperiale di Russia riconobbe Canard-Duchêne degna di sfoggiare il suo blasone, l’aquila incoronata a due teste. E inoltre che mentre la maggior parte delle grandi Maison di Champagne si trova in città, a Reims o a Epernay, Canard-Duchêne ha la peculiarità di essere situata sui fianchi delle colline viticole, nel cuore della Montagne de Reims. Ludes.

Con quale Champagne ho deciso di iniziare il mio percorso di degustazione attraverso le cuvées della Maison? Con uno Champagne Extra Brut che nello spazio di vendita del sito aziendale viene via a meno di 30 euro.

Trattasi, come potete leggere qui, di uno Champagne biologique da uve, 30 % Pinot Noir, 30 % Pinot Meunier, 40 % Chardonnay, provenienti da 12 ettari di vigne coltivate in regie di Agricolture biologique certificate Ecocert. Su 12 ettari 7 provengono dalla “parcelle 181”, registrata a catasto ZE181 e posta nel comune di Verneuil. Cui si aggiungono uve provenienti anche dai villages di Moussy, Villenauxe, Villers-Marmery e da Epernay.

Dosaggio inferiore a 6 grammi, 36 mesi di affinamento sui lieviti. La Maison ne raccomanda l’abbinamento filet de Saint Pierre au beurre d’orange.Un tartare d’huîtres et daurade o ad una nage de langoustine au safran. Io, più proletariamente, me lo sono gustato su un piattone di ravioli ricotta e spinaci di una nota catena della GDO a proprietà italiana e scarsa simpatia per le Coop, e l’ho trovato decisamente buono.

Colore paglierino oro, perlage finissimo, naso molto compatto, denso maturo, con note di frutta bianca ananas agrumi in evidenza, molto appealing e cremoso al gusto, vivo, sapido, di grande equilibrio e piacevolezza.

Da uno Champagne a 28 euro cosa pretendere di più?

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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