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Champagne che passione!

Expéditions de vins de Champagne in calo anche in maggio: – 56%

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Forza italiani, mollate Prosecco e Franzacurta e stappate francese!

Aux armes citoyens! Pardon, perdonate lo slancio patriottico, ma anche se sono milanese io stravedo per la Francia (mia seconda patria) e ho a cuore le sue sorti. Le sorti di quella terra benedetta, che ci regala i più grandi vini del mondo con le bollicine, che è la Champagne.

L’allarme continua, il pericolo incombe: la parola d’ordine, come ho già scritto e ripetuto, è sauver le Champagne, risollevarne le sorti, aiutarlo a tenere alta la sua trionfante bandiera risanando, ognuno secondo le proprie possibilità, i bilanci.

Continua, acciperbacco, il trend negativo delle expéditions de vins de Champagne e, dopo i dati negativi di marzo dati riferiti a maggio, riportati dalla collega Sophie Claeys sul suo informatissimo blog, si parla di un calo delle spedizioni del 56% rispetto a maggio 2019. In una valutazione su dodici mesi le expéditions calano dell’11% e raggiungono quota 268,5 milioni di pezzi. Da gennaio le expéditions sono in calo del 32% e raggiungono solo quota 61,4 milioni di pezzi.

Nel solo mese di maggio le spedizioni sono calate in Francia del 55,4%, nell’Unione Europea del 50 per cento e nel resto del mondo del 62,6%. In maggio eravamo ancora in tempi di coronavirus e lockdown (confinement) e bar, ristoranti, hotel non avevano ancora riaperto.

Vediamo i dati in dettaglio. Le expéditions delle maisons calano del 29,9% e si fermano a 46,9 milioni di bottiglie: in Francia il calo è del 31,7%, nell’Unione Europea del 35,8%. Meglio vanno le cose nel resto del mondo con un calo del 23,4%.

Le expéditions delle coopératives riguardano 5,7 milioni di pezzi e calano del 30 per cento secco. Il calo maggiore è nei Paesi terzi, -38,2%, in Francia si scende del 31,1% mentre l’Unione Europea contiene i danni a meno 21,4%.

Infine le expéditions dei vignerons, che calano drammaticamente del 42,5% e totalizzano solo 8,8 milioni di pezzi. La Francia, che rappresenta il 79,5% dei loro volumi, fa un tonfo del 45%, il resto del mondo del 36,6% mentre l’Unione Europea, anche grazie ai miei consumi, scende solo del 25,3%.

A livello generale continua il momento drammatico, la disaffezione dei francesi per il loro vino simbolo, e la Francia, che pesa per il 42,5% delle expéditions, vede un ulteriore calo del 35,8% con un totale di 26,1 milioni di bottiglie consumate (quelle che io consumo più o meno in un anno..). L’Unione Europea, che comprende il 24,8 delle spedizioni, cala del 33,9% e si ferma a 15,2 milioni di bottiglie, mentre i Paesi terzi, che comprendono il 32,7% delle expéditions, con 20,1 milioni di pezzi vedono un calo del 24,7% delle expéditions.

Allora amici miei cari connazionali, cari italiani lettori di Lemillebolleblog, torno a ribadire quello che vi ho già detto due mesi orsono, mettetevi una mano sul cuore (l’altra sul portafoglio e la carta di credito), e fatevi un esame di coscienza. Vorrete mica assistere indifferenti allo spettacolo di una Champagne che soffre?

Allora l’appello che esigo raccogliate è semplice: mollate il Prosecco (ma siete matti a berlo?), mollate le bollicine bresciane della Franzacurta (salvo le bottiglie di Cavalleri, Camossi, Enrico Gatti, Mirabella, Colline della Stella, Castelnovo e pochi altri) limitate il consumo di Trento Doc, se proprio volete bere bollicine italiane puntate su Alta Langa Docg e sui migliori metodo classico dell’Oltrepò Pavese, e riempite le vostre cantine di Champagne, stappate, bevete, offrite Champagne come se piovesse.

Io farò la mia parte e domani sera, a cena con una bella e misteriosa fanciulla, di bottiglie delle bulles di Reims ed Epernay ne stapperò almeno due.

Vive le/la Champagne!

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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