Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Giramenti di... bolle

Bolle autoctone e veraci alla seconda serata di Vini Audaci a Firenze

Pubblicato

il

La Swedish wine girl Katarina Andersson racconta…

A grandissima richiesta, dopo il clamoroso successo (mi ha fatto decuplicare il numero delle visite) del suo articolo di esordio su Vino al vino, torna tra noi, anche su Lemillebolleblog, la Swedish wine girl, la mitica wine writer al cui confronto Jancis Robinson, Kerin O’Keefe, Monica Larner (e Lauretta Donadoni autrice di imperdibili best seller?) impallidiscono e decidono di darsi all’uncinetto. Sto parlando, rullo di tamburi, di Katarina (“Kata” per gli amici) Andersson di Grapevine Adventures, wine writer che solitamente scrive in inglese, ma è svedese e vive a Firenze da anni.

Una, lo ripeto, che ha un curriculum della Madonna, laurea, specializzazione, dottorato, che non si accontenta di scrivere ma è anche Social Media Strategist (che non solo esattamente cosa voglia dire ma suona bene), fa video interviste, filmati, é presente su You Tube e parla l’inglese perfettamente, non come me che sono un absolute beginner.

Dopo l’articolo sulla serata di Vini audaci a Villa Le Piazzole sopra ricordata, la Kata, che è da pochi giorni diventata mia socia acquisendo il 49% del pacchetto azionario della Vino al vino spa, è tornata sul luogo del delitto, ancora a Villa Piazzole, per una nuova serata, questa volta bollicinosa dedicata a bolle autoctone e veraci non solo tosche, ma anche venete e piemontesi.

Ma ora lascio la parola a Kata: seguite con attenzione che con lei (che martedì e mercoledì sarà con me in missione speciale in una notissima località dove dicono si producano i migliori vini base Sangiovese del mondo) c’è sempre da imparare qualcosa. Tanto più che scrive in un italiano molto migliore di quello che “padroneggiano” diversi pennivendoli enoici made in Italy…

Le tre serate di Vini Audaci a Villa Le Piazzole che si sono tenute a luglio a Firenze si può decisamente dire che abbiano avuto successo. Qui scriverò della seconda serata di Vini Audaci che aveva come tema le bollicine. 

Per chi ha letto il mio primo articolo su Vini Audaci sa che mi ero leggermente persa per le colline fiorentine, mentre per la seconda serata sono riuscita ad arrivare in orario. Evviva! Questo grazie alla mia amica Giovanna che è passata a prendermi a casa. Più tardi nella serata ci ha raggiunto anche Letizia, un’altra mia amica super cool. Quindi avevo le mie ‘sniffatrici personali’ (la mia definizione un po’ fatta in casa per dire che ci scambiamo opinioni sui vari vini) a portata di mano.

Ero dunque pronta a degustare, fare foto e qualche video assieme alle amiche.

Era una bella serata d’estate dove si andava in cerca del fresco a Villa Le Piazzole, rinfrescandoci con delle buone bollicine, incontrando vecchi e nuovi amici…chi in cerca del delitto perfetto (capirete dopo a cosa alludo)…chi in cerca del vino buono…chi in cerca di altro…

Come avrete capito la serata del 9 luglio era dedicata alle bollicine e il tema era: Mossi con brio…le bollicine dell’estate.

La serata è cominciata con la degustazione guidata dove i vari produttori aveva la possibilità di parlare dei loro vini in degustazione. C’erano otto bollicine in degustazione che erano tutti in qualche modo dei vini diversi, ovvero audaci e coraggiosi.

  • FAVERZANI- Verdea frizzante 2019
  • RUARO- Rudry Spumante Brut Bio 2017
  • FAMIGLIA CASADEI-Brut Metodo Classico 2016 Castello del Trebbio
  • FATTORIA DI LAVACCHIO -Puro Pet-Nat Rosato IGT Toscana Frizzante Biologico senza solfiti
  • POGGIO LA LUNA- Lunatica Frizzante Rosato
  • LA LECCIA-Boh Vino Spumante Brut
  • ANTICA CASCINA CONTI DI ROERO-Maria Teresa Nebbiolo D’Alba DOC Spumante Rosé Brut 2017
  • ORNINA- Mahsarà 2014 Metodo Classico Ancestrale

L’essenza di Vini Audaci…

Per chi non ha letto il mio articolo della scorsa settimana sull’evento, Vini Audaci è una serie di eventi ideati da Riccardo Chiarini e Andrea Ciancolini. L’idea originale era di avere un mega-evento all’Ippodromo del Visarno a Firenze a maggio, ma poi è arrivato Covid-19 e il lockdown e tutto è cambiato. Ora hanno invece organizzato questi mini-eventi a luglio a Villa Le Piazzole per essere in linea con le regole di distanziamento sociale. 

L’idea di Vini Audaci è proprio di concentrarsi sul vino biologico, biodinamico e naturale, dove l’attenzione all’ambiente è al centro dell’attenzione. Ma non solo, c’era un focus anche sui vignaioli e il loro lavoro ‘coraggioso’ con il quale spesso hanno recuperato tecniche o modi di fare dell’agricoltura di tempi passati. Questo diventa un interessante mix tra vecchio e nuovo dove il nuovo spesso in verità è il vecchio e viceversa. 

Una serata brillante con Vini Audaci… 

Nella degustazione delle bollicine di giovedì scorso è stato possibile confrontarsi con vari modi di fare, tra passato e presente, sorso dopo sorso. Tutti i vini erano molto interessanti ed alcuni ti facevano proprio quasi sognare del terroir raccontato dal produttore stesso mentre altri magari mostravano di avere ancora un po’ di strada da fare. Alla mia amica a cui piacciono le birre acide è piaciuto molto qualcuno dei vini frizzanti. Questa è la bellezza del vino, che c’è qualcosa che piace a tutti.

Qui parlerò di alcuni vini che ho trovato interessanti durante la degustazione nella prima parte della serata. Nella seconda fase della serata c’erano i banchi d’assaggio attorno alla piscina a Villa Le Piazzole dove c’era solo l’imbarazzo della scelta tra vini frizzanti, sparkling, vini bianchi, rossi, e anche un Vin Santo.

Una bollicina bio del Veneto

Una delle bollicine metodo Charmat della serata che mi è piaciuta era il Rudry 2019 Spumante Brut Bio dell’azienda agricola Ruaro a Marano Vicentino. E di solito io non sono proprio una fan dello Chardonnay. E’ una bollicina di produzione biologica che è perfetta per un aperitivo dopo una giornata al mare dove senti una bella freschezza e note di frutta.

Un metodo classico di Rufina…

Il Brut Metodo Classico 2016 del Castello del Trebbio è una bollicina che mi piace assai e che bevo spesso dai miei amici alla Divina Enoteca vicino al Mercato Centrale a Firenze. Quando vado lì con le amiche per fare un po’ di chiacchiere con Livio e Bianca, questo è lo sparkling che spesso scegliamo. Quindi è stato bello vedere che era in degustazione anche a Vini Audaci. E’ chiaro che è un vino e una cantina che si adatta perfettamente al tema di vino biologico e biodinamico dell’evento Vini Audaci.

La famiglia Casadei ha un focus su biodinamica, biodiversità e sostenibilità nella produzione dei loro vini. Per quanto riguarda questo Brut Metodo Classico che è un blend di 70% Chardonnay e 30% Trebbiano usano anfore georgiane per la fermentazione e anfore fiorentine di terracotta per l’affinamento. 

Come potete notare usano il vitigno locale di Trebbiano nel loro metodo classico. Gianni Fantaccini infatti diceva che il Trebbiano è una parte della storia locale per il Castello del Trebbio. E una cosa ancora più interessante è che oramai lo usano anche nella ‘liqueur d’expédition’. Fino al 2016 usavano lo stesso vino assieme a una parte di Sangiovese che era stato vinificato in anfora, ma dal 2016 usano del Trebbiano che è stato affinato in anfora.

Gianni spiegava che sia il Sangiovese che il Trebbiano hanno una connessione importante con il territorio locale e per questo lo usano nel ‘liqueur d’expédition’. Se il Sangiovese da più struttura ed eleganza, il Trebbiano dona più carattere. E difatti questo è un vino con carattere. E’ un vino fresco, elegante e strutturato con note di crosta di pane, frutta e un tocco quasi affumicato. E’ morbido e ‘rich’ in bocca.

 

Le bollicine si fanno anche nel Casentino…

A dire il vero, il Casentino è una zona che conosco poco, ma quel poco che conosco mi fa pensare ad una natura bella e un pò untouched ancora. In questo contesto, il Casentino è dove si trova la cantina Ornina che ha affascinato me e le mie amiche a Vini Audaci. Qui parlerò del loro metodo classico MahSarà 2014, ma fanno anche altri vini coinvolgenti e buoni di cui parlerò in un altro articolo.

Durante le serate a Villa Le Piazzole c’era sempre una ragazza super simpatica, Greta Tizzanini, che ci raccontava dei vini assieme a Marco Biagioli (che poi ho capito sono sposati e che lavorano all’azienda assieme), il proprietario dell’azienda. L’altra sera mi dice: ma sai che mia mamma ti conosce, siete colleghe interpreti. E io subito ho guardato la mia amica Letizia pensando parlasse di lei. Perché io in Casentino non conosco proprio nessuno.

Invece è saltato fuori che è la figlia di Silvia Cavigli, una mia collega traduttrice e interprete (perché io non faccio solo digital marketing ma anche traduzioni e interpretariato, chiaro?). Ed effettivamente Silvia e suo marito hanno un’enoteca a Soci vicino a Bibbiena, ma penso sempre ad Arezzo quando penso a lei. Come è piccolo il mondo…

Ritornando a MahSarà 2014 Metodo Classico Ancestrale, è un vino, dice Marco, che è diventato un successo in quell’anno difficile e piovoso che era il 2014. Dato la situazione particolare del 2014 hanno deciso di usare una grande parte dell’uva per fare un metodo classico dato che la maturazione era perfetta per quello. Ma non avevano mai pensato che avrebbe avuto un successo del genere.

C’è anche un aneddoto sul nome del vino. Marco racconta che la gente della zona gli chiedeva se era vero quello che avevano sentito, che lui facesse uno spumante metodo classico nel Casentino. Quando lui lo confermava, loro dicevano ‘Mah sarà?’ – come per dire ‘ma sarà vera questa cosa?’ Quindi Marco decise di chiamare la loro bollicina metodo classico MahSarà.

Ornina è una cantina biodinamica sia in vigna che in cantina e Marco mi ha raccontato esistere una differenza per i tannini del Sangiovese soprattutto. Sono più morbidi. Però mi ha detto che naturalmente anche il clima, la zona e il micro-terroir hanno molta importanza.

MahSarà 2014 Metodo Classico Ancestrale è un vino fresco, con note di agrumi, molta balsamicità che è tipica per tutti i loro vini, un po’ acidulo all’inizio ma poi dopo un po’ che si apre diventa più morbido. Una bollicina davvero interessante. Poi dal 2015 fanno appassire una parte dell’uva che poi usano nella ‘liqueur d’expédition’ per cosi ammorbidire un pò la parte acidula. Affascinante, vero?

Un Nebbiolo che esprime il terroir del Roero…


Last but not least
, una bollicina che esprime subito un’eleganza e finezza notevoli. Parlo di Maria Teresa Nebbiolo D’Alba DOC Spumante Rosè Brut 2017 dell’azienda Antica Cascina Conti di Roero

Lo sapevate che il primo metodo classico in Italia è stato prodotto giusto in Piemonte all’inizio dell’’800 dai conti di Sambuy? La vicinanza alla Francia era sicuramente un fattore determinante e infatti via via durante l’800 i piemontesi studiavano e imparavano sempre di più sul metodo champenoise francese. Quindi il Piemonte ha una storia importante in Italia per la produzione di metodo classico e in questi giorni alcuni Alta Langa Docg sono stati scelti tra i migliori italiani in una degustazione da Decanter di cui ha scritto Franco

Luigi Roagna titolare dell’azienda ci ha raccontato che hanno cominciato a produrre bollicine per passione, all’inizio con Arneis per poi provare anche con il Nebbiolo. Loro hanno un focus sui vitigni autoctoni perché la loro idea è di produrre vini che esprimano il territorio. Luigi mi ha spiegato che nel Nebbiolo che fanno si sente proprio il terroir del Roero con la nota della mela cotogna. Tipiche sono anche la mineralità e i tannini più morbidi grazie ai terreni sabbiosi e calcarei che sono ricchi di fossili, dato che milioni di anni fa il Roero era un fondale marino.

Volevano fare uno spumante rosé e quindi hanno deciso di usare il Nebbiolo. Questo loro Maria Teresa Nebbiolo D’Alba DOC Spumante Rosè Brut è come detto prima uno spumante elegante e strutturato. E’ una bollicina fresca, minerale e molto morbida. Si sente subito la mela cotogna ma anche un tocco floreale di petali di rose.A me è piaciuto questa bollicina del Roero. Ma il loro Nebbiolo Roero DOCG è il loro vino che mi è piaciuto di più.

E’ stata una serata piena di assaggi interessanti e divertenti come forse avete capito. A un certo punto assaggiando i vini di Poggio la Luna nella zona di Scansano, ci siamo imbattute in un signore che ci ha raccontato dei vini e pensavamo fosse il proprietario assieme alla signora che aveva parlato prima durante la degustazione. E invece ci ha raccontato che è un giornalista e scrittore francese di origine italiana che un giorno è andato in Toscana col camper in cerca del delitto perfetto.

E’ proprio andato a fare ricerche per un suo libro, un giallo che stava scrivendo, per capire come meglio poter commettere un omicidio alle Terme di Saturnia. Ci siamo divertiti molto a ascoltarlo. Abbiamo anche scoperto che è un giornalista gastronomico e che sapeva tutto sui formaggi francesi. Che buffo…

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
Fai click per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy