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Giramenti di... bolle

Volete conquistare una bella parisienne? Beh, non offritele Franzacurta…

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Cari lettori voglio raccontarvi la storia di un clamoroso errore, di un’autentica débacle…
Da tempo avevo nel mirino una deliziosa parisienne, una di quelle donne che sanno essere belle e affascinanti come solo le francesi d’antan, quelle che magari hanno fatto le modelle e hanno lo charme nel sangue…


Beh, dopo un corteggiamento serrato e asfissiante, riesco ad ottenere l’agognato appuntamento, dirò di più, la “sventata”, evidentemente pensando che fossi inoffensivo, mi invita a casa sua.


Io invece di usare la classica arma strategica che funziona sempre, ovvero sfoderare una cuvée de prestige (non il Prestige Bresciano ma un vero haut de gamme, tipo Amour de Deutz, Cristal o Pol Roger) e presentarmi con quella e una dozzina di rose rosse (e un paio di boxer sexy e con imbottitura tanto per fare scena) mi sono fatto venire la strana idea di provare a stupirla pensando che quanto qualche stordito nella zona spumantistica bresciana sostiene avesse un barlume di fondamento, ovvero che Erbusco potesse pareggiare o addirittura vincere nel match enoico con Epernay, Ay o Mesnil-sur-Oger.
Ricordate? La barzelletta del secolo secondo la quale i migliori Franciacorta non avessero nulla da invidiare ad uno Champagne.
E così, amici miei cari, al rendez vous avec Elle mi sono presentato con le mie belle rose e una bottiglia, quella che dicono essere la top ma invece è solo la più costosa della maison erbuschese a proprietà Santa Margherita. Quella che porta il nome della mamma del “simpatico” personaggio il cui ego e la sua presunzione sono tali che non basterebbe lo stadio di San Siro a contenerli…
Arrivo con la top cuvée di Annamaria ecc ecc e subito dallo sguardo che quella che pensavo potesse essere la novella mia Musa ha fatto quando le ho detto “ho portato questo vedrai che meraviglia!” ha fatto, ho iniziato a sospettare di aver fatto la caxxata (ne faccio tante, una più una meno…) dell’anno…
Poi, pensando che la super bollicina bresciana potesse essere mia alleata nella mission impossible di conquista dei favori della parisienne, ho Stappato con meticolosa cura…
Verso nei bicchieri, ovviamente quelli di Luca Bini, le propongo cavallerescamente di assaggiare per prima, e giusto il tempo di “usmare” il vino e di mandarne giù, in un silenzio sempre più teso, un calice, che lei, in italiano, mi fa: ma perché mi fai bere questa roba? Vuoi farmi ridere o mi hai preso per una sgallettata che crede che i bambini nascono sotto i cavoli e CdB valga Jacquesson, Roederer o Krug!
Ma ti sei dimenticato, stupido italien che non sei altro, che io sono abituata a bere Agrapart, De Sousa, Salon e Billecart Salmon?

Ho capito al volo che ero stato un vieux con, e per dirla con Battisti-Mogol, “ho visto la mia fine sul suo viso”…
Vi risparmio i dettagli ma potrete facilmente immaginare il prosieguo, fantozzianamente tragico della soirée…
Lei sempre più distante, bella e impossibile e inarrivabile, altezzosa nel suo sentirsi figlia della città celebrata da poeti, pittori, musicisti, io orobico di adozione, sconcertato dalla mia dabbenaggine, confuso e pronto al K.O.


Serata finita…”in bianco”, lei che mi ha bloccato su telefono e WhatsApp, amicizia da Facebook ritirata, e la visione della baudelairiana ala dell’imbecillità svolazzare beffarda sulla mia testa…
Parisienne adieu e ormai esco, sempre più insicuro nel mio potentiel di seduttore, con una casalinga di Voghera e una fiorista di Stezzano…


Cosa dite, cito in giudizio il Signor M.Z.per il danno ricevuto e la figura di palta fatta a causa della sua costosa cuvée scelta al posto  di un buon Champagne?
Vi saluto, la prossima volta non sarò così tanto piciu e magari propongo alle mie conquiste una bottiglia di prosechin.. Più appealing, sicuramente, di un Franzacurta haut de gamme…
n.b.
Non dimenticate di leggere Vino al vino http://www.vinoalvino.org

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Hervé Lalau

    27/07/2020 at 16:45

    Caro Franco, dovresti leggere il testo di Pierre Desproges
    « J’étais littéralement fou de cette femme. Pour elle, pour l’étincelance amusée de ses yeux mouillés d’intelligence aiguë, pour sa voix cassée lourde et basse et de luxure assouvie, pour son cul furibond, pour sa culture, pour sa tendresse et pour ses mains, je me sentais jouvenceau fulgurant, prêt à soulever d’impossibles rochers pour y tailler des cathédrales où j’entrerais botté sur un irrésistible alezan fou, lui aussi.
    (…)
    Je l’emmenai déjeuner dans l’antre bordelais d’un truculent saucier qui ne sert que six tables, au fond d’une impasse endormie du XVè où j’ai mes habitudes. Je nous revois, dégustant de moelleux bolets noirs en célébrant l’automne, romantiques et graves, d’une gravité d’amants crépusculaires. Elle me regardait, pâle et sereine comme cette enfant scandinave que j’avais entrevue penchée sur la tombe de Stravinski, par un matin froid de Venise. J’étais au bord de dire des choses à l’eau de rose, quand le sommelier est arrivé. J’avais commandé un Figeac 71, mon saint-émilion préféré. Introuvable. Sublime. Rouge et doré comme peu de couchers de soleil. Profond comme un la mineur de contrebasse. Eclatant en orgasme au soleil. Plus long en bouche qu’un final de Verdi. Un vin si grand que Dieu existe à sa seule vue.
    Elle a mis de l’eau dedans. Je ne l’ai plus jamais aimée. »

    E come si dice in Francia « Une de perdue, dix de retrouvées » – particolarmente vero per le donne un po’ troppo snob.

  2. Marco

    27/07/2020 at 17:40

    Non vorrei dire, ma anche con un Clos du Mesnil 1985….

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