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Bollicine internazionali

Sentio Sparkling wine Erzetic

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Una bella bottiglia di metodo classico sloveno scoperta in Croazia

Accadono cose belle qui in terra croata, dove sono arrivato da quattro giorni, portato da un amico, Zvonko Mudronja, croato in Italia da parecchi anni e ristoratore ad Arzago vicino a Treviglio nel suo Old Style, dalla sua dolcissima moglie Anita e da suo figlio Ivan per scoprire cosa sia, ed è una cosa straordinaria, Coral wine, ovvero l’avventura e l’arte di affinare i vini sott’acqua, in un posto da sogno, per un anno, due anni e più.

Ho trovato non solo una terra piena di energie giovani e di gente che superato il trauma della guerra civile tra serbi e croati si è tirata su le maniche e ha ricostruito un intero Paese con risultati sorprendenti, un mare da sogno, donne che possono essere bellissime e in grado di farti girare la testa (cosa abbastanza facile nel mio caso..), cibi squisiti (e materie prime eccellenti dai prezzi bassi) e vini che sto bevendo a secchiate, ma soprattutto persone stupende. E, credo, nuovi cari amici, come Marko Dusevic, che l’idea geniale Coral wine ha tirato fuori dal cappello del mago…

Qui si fa presto a stringere amicizie, a darsi del tu, a fraternizzare e in questi giorni meravigliosi che stanno facendo bene al mio corpo, alla mia anima, al mio cuore, ancora un po’ sanguinante dopo una meravigliosa disavventura parigina, che ripeterei da capo senza alcun rimpianto, ho trovato persone uniche. Marko ovviamente, sua moglie Tamara, una ragazza di 29 anni, Hana Cicic, che ho adottato come figlia e che fa la food writer e cucina da cuoca professionista, e tanti altri che faccio fatica ad annoverare.

Metti una sera a cena, era venerdì, a casa di uno di loro, un croato con uso di mondo con deliziosa moglie olandese, per gustare un maialino di 12 chilogrammi cotto lentamente allo spiedo.

Metti me che ho portato due bottiglie di Champagne da bere, una ridicola (la ignoro, è di una Maison nota) e una da applausi, il Brut Tradition di Madame Line Mondet che ho selezionato, insieme ad altre cuvées, per l’amico Marco Maini di Parma, ovvero Bollicine di Francia, (da provare, lo portate via a 37 euro) e finisci per incontrare una deliziosa coppia di giovani sloveni, Andrej Erzetič e la sua deliziosa compagna Angelika.

Onorato il Brut della Mondet, prima di passare (quando comincia ad aprire Marko è un fiume in piena, non lo ferma niente) a bere Rebula, vini in anfora, di tutto di più, ovviamente affinati nel mare, i due ragazzi tirano fuori una bottiglia di metodo classico.

Io mi posiziono a tavola proprio accanto a loro e scopro che Andrej è il giovane rampollo, 28 anni, lui beato, di una famiglia di viticoltori dal 1725, gli Erzetic, che producono vini in Slovenia e apprendo che quella bottiglia denominata Sentio è nientemeno che un metodo classico con 6 anni di affinamento sui lieviti, una cuvée composta per l’80% da Ribolla e 20% da Chardonnay usato per dare più grasso e spalla al vino, con dosaggio di 4 grammi di zucchero prodotto in tremila esemplari ad un prezzo che non vi dirò perché assaggiato il vino e fatte un paio di telefonate il vostro broker lo ho già piazzato in Italia trovandogli un importatore.

Nella gamma dei vini di Erzetic ci sono molti altri vini interessanti che ho provato, tra cui un bianco 2018, cuvée di Rebula e altro, che quando uscirà tra un anno e mezzo farà sognare, ma questo Sentio, da vigne di età intorno ai vent’anni, uve raccolte a mano, mi è davvero piaciuto.

Paglierino oro il colore, perlage sottile e continuo, mostra un naso molto elegante, fragrante, sapido, con agrumi, sale, un filo di pietra e una notevole freschezza e pulizia.

Bocca di buon impegno, bollicine croccanti, acidità che si fa sentire senza mordere, coda lunga tesa e nervosa e persistenza lunga.

Cosa volete che vi dica, anche questa, alla scoperta dei vini di quelle terre dell’Est cha tanto mi affascinano,  è l’estate del vostro bollicinaro in perpetua effervescenza. E domani vi prometto Champagne, uno super, uno buonissimo, uno banale e uno talmente mediocre (ed è una grande Maison) davvero ridicolo… Più che uno Champagne sembrava un mediocre Franciacorta…

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Antonio

    09/08/2020 at 10:09

    Articolo interessantissimo e sono sempre più curioso di degustare questi vini con la prospettiva di inserirli nel nostro sito

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