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Champagne Brut e Champagne Brut Millésimé Cuvée Alain Thienot 2007 Thienot

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir
  • Giudizio: 5
1

Solo 35 anni di storia per una Maison imprescindibile

Non è indispensabile, anche se in Champagne è pieno di Maison che hanno storie secolari, basta citare Ruinart (fondata nel 1729), Moët & Chandon (1743), Mumm (1827), Perrier-Jouët (1811), Piper-Heidsieck (1785), Roederer (1776), per citare solo le prime che mi vengono in mente, avere secoli di storia per produrre grandi Champagne. Basta pensare alla case history di Bruno Paillard, che crea la sua Maison nel 1953, per vedere come personaggi straordinari, anche solo in pochi decenni, abbiano fatto autentici miracoli. Grazie ad un savoir faire straordinario, alla capacità di scegliere uve e vigneti, e di raccontarsi, in patria e nel mondo, in maniera efficace.

E’ questo il caso della Maison Alain Thienot, lanciata nel 1985 da Alain Thienot, dopo una lunga carriera nel settore finanziario, a sud-est della città di Reims, esattamente a Taissy e distribuita in Italia da Balan. Come ho letto spigolando on line “già prima di avviare la maison proprietario di alcuni appezzamenti vitati acquistati nel 1976 nei territori dei comuni di Aÿ e di Le-Mesnil-sur-Oger, Alain Thiénot ha visto con il tempo la sua azienda estendersi costantemente, fino ad arrivare all’attuale superficie vitata che copre circa 27 ettari, ai quali si aggiungono le uve conferite alla maison dai vignaioli locali.

Gestendo in maniera oculata e attenta le vigne, nel massimo rispetto di ambiente, natura, ecosistema e biodiversità, e allo stesso tempo portando avanti maniacalmente ogni passaggio produttivo in cantina, nel giro di pochi decenni l’impresa della famiglia Thiénot si è notevolmente espansa, arrivando a toccare livelli qualitativi semplicemente eccellenti. Oggi sono Stanislas (direttore generale) e Garance (direttrice del marketing), i figli di Alain, a portare avanti le attività della maison, valorizzando al meglio gli insegnamenti del papà che da sempre si è prefisso l’obbiettivo principale di combinare la precisione data dall’innovazione con la più pura tradizione territoriale.

Le cuvées che prendono vita attualmente sono anche il frutto delle conoscenze acquisite dagli stessi Stanislas e Garance, che hanno trasmesso alla maison la loro visione stilistica: nascono in questa maniera Champagne raffinati e complessi allo stesso tempo, che sanno regalare belle emozioni nelle giuste occasioni. Dal Brut al Rosé, dal Vintage al Blanc de Blancs, passando per tutte le altre cuvée della cantina, gli Champagne targati “Thiénot”, oltre a essere tutti straordinari, mantengono da sempre un ineguagliabile rapporto qualità/prezzo, motivo in più per cui da anni la maison non solo è conosciuta e apprezzata in Francia, ma addirittura nel mondo intero”.

Quella di Alain Thienot si potrebbe definire Thiénot una sfida, “una sfida vinta trionfalmente. In una regione come la Champagne, in cui alcuni produttori hanno nomi secolari, Alain Thiénot ha saputo, nell’arco di 25 anni, creare una maison e portarla all’affermazione e al prestigio in tutto il mondo. Un simile successo è stato possibile grazie alla combinazione di due elementi: primo, il forte legame della famiglia con la tradizione dello Champagne;secondo,lo slancio verso la modernità”.

E come raccontano, con quella deliziosa langue che io amo quasi più dell’italiano, i diretti interessati “Oser créer une Maison de Champagne alors que les premières d’entre elles sont apparues il y a plus de trois siècles, Alain Thiénot l’a fait. Courtier en vins de Champagne pendant près de 20 ans, il acquiert une grande connaissance du vignoble, parcourant les coteaux en quête perpétuelle des meilleures expressions de chaque cru. Les Grandes Maisons lui demandent de trouver le rare et l’exceptionnel auprès des vignerons et de cette expérience, Alain Thiénot nourrit un rêve, celui de fonder sa propre Maison de Champagne”.

Io di recente ho avuto modo di bere due cuvées di Thienot, il Brut base, una cuvée composta per il 45% da Chardonnay (di Avize e Mesnil sur Oger), 35% Pinot noir (Ay, Rilly, Hautvillers) e 20% Meunier (Cumières, Damery) con un 45% di vins de réserve, una unione calibrata tra le tre uve della Champagne che è una perfetta introduzione allo stile aziendale.

Colore paglierino oro, brillante, luminoso, perlage sottile, naso leggermente ossidativo, note di mandorla e frutta bianca in evidenza, bocca larga, piena, succosa, intensamente fruttato senza spigoli, più largo e pieno che profondo.

Ma poi ho idealmente preso l’ascensore, il prezzo cambia, ed è importante, 140 o 160 euro a seconda delle enoteche on line, con lo Champagne Brut Millésimé Cuvée Alain Thienot 2007, cuvée composta da Chardonnay per il 60%, e per il 40% da Pinot noir, una cuvée de prestige che prende il nome del fondatore e rappresenta al meglio la giovane ma straordinaria cantina. Un vino sorprendente per facilità di beva ma estremamente ricco, elegante ed equilibrato.

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Una merveille de Champagne, colore paglierino oro brillante, perlage finissimo, nei bicchieri di Sophienwald e quello di Luca Bini che ho utilizzato, naso compatto, complesso, variegato, di ampia e salda tessitura, con note di frutta secca, pasticceria, miele, agrumi, un tocco leggermente speziato.

Ingresso in bocca suadente, morbido, avvolgente, un gusto delicato che si allarga progressivamente sul palato con grande dolcezza espressiva, rotondo, succoso, senza spigoli, largo, di piena soddisfazione, con coda lunga salata e finale di grande pulizia e salda costruzione. Uno Champagne di grande personalità ed eleganza, gastronomico, che chiamava l’abbinamento a capesante, branzino, ma che andrebbe bene anche su carni bianche o pesce in salsa e formaggi a pasta molle come il Camembert.

In una serata di agosto, rientrato dalla Croazia, è stata una meravigliosa compagnia in una serata di questa calda estate per me memorabile.

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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