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Degustazioni

Metodo Classico millesimato 2016 Extra Brut Ezio Poggio

Pubblicato

il

  • Denominazione: Colli Tortonesi
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Timorasso
  • Giudizio: 4,5
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La perla inattesa in una rassegna gioiello come Che Bolle a Belgirate

Metti una due giorni di inizio settembre, il 6 e 7, ad esempio, domenica e lunedì, sul romantico Lago Maggiore, in un posto di antico fascino, Belgirate, a qualche chilometro da Arona, un posto che ti fa tornare lontano nel tempo, quando in un’altra vita, illo tempore, tu scrivevi sul Giornale di Montanelli, sulla Gazzetta di Parma, sul Secolo d’Italia, di libri, cultura, arte e musica ed il vino cominciava ad affacciarsi nella tua esistenza e partivi da Stezzano, dove allora dirigevi la biblioteca civica, e ti recavi a Stresa, per ascoltare meravigliosi concerti, ne ricordo uno con il pianista russo Nikita Magaloff, voluti da quel Signore unico che era Italo Trentinaglia de Daverio, nobile avvocato veneziano, e inseriti nell’ambito di un festival come le Settimane musicali di Stresa.

Metti un Hotel un peu fané, magari bisognoso di qualche manutenzione, ma con un parco meraviglioso, con tanto di piccola piscina da cui vedi il lago, il Villa Carlotta, metti un pazzo di genio, come Silvio Bruni, che ti mette in piedi con intelligenza e un pizzico di incoscienza un due giorni dedicata al vino, ma anche ad arte, cultura, bien vivre, come Che Bolle

Metti la compagnia, per un giorno, venuta in treno con te da Milano e la sera stessa tornata nella capitale morale italiana, di una simpatica, dolce sommelier di Varsavia, innamorata dell’Italia, dove ha vissuto molti anni e dove vorrebbe tornare, come Lucia Niedzielak, una polacca di grande sensibilità che ti fa pensare ad un’altra Donna di Varsavia, una Signora, che per otto anni hai amato con tutto te stesso, anzi di più, passando dall’inferno al paradiso e ritorno, ma vivendo momenti magici che mai più dimenticherai..

Metti un’atmosfera rilassante, un bel posto, un tuo felicissimo mood, ancora con le ferite da cicatrizzare dopo una devastante esperienza parigina con una Femme, une Petite fleur, che pensavi non avresti più visto e sentito invece…, e la scoperta di una serie di piccoli produttori di cui, asino che non sei altro, non conoscevi l’esistenza.

Il mitico Giuseppe Turi, ovvero Nero del Bufalo a Sant’Agata nel ravennate, la splendida Signora, bella come possono essere le Donne del Sud e della mia amata Puglia, della cantina Domus Hortae di Orta Nova nel foggiano, un fiore che di cognome fa Fioretti, con il suo Primitivo ReMoto di cui berresti una secchiata, e poi la folgorazione degli Etna bianco e rosso Badalarc dell’azienda agricola Spuches della contrada Rampante Solicchiata di Castiglione di Sicilia, e poi un Bramaterra 2016 da urlo, quello della fascinosa Claudia Foglia e di suo marito Giacomo ovvero La Psigula a Curino (BI), che se tutto va bene riuscirai ad inserire, come hai fatto ad esempio con il Barbaresco dell’amico Roberto Minuto, alias Cascina Luisin, nella gamma di vini italiani di qualità indiscutibile che hai selezionato per una delle Donne più belle del mondo, la vecchia cara amica Francesca Camerano, per la sua società Ardesiaco, nella tua adorata Paris.

Metti altre scoperte belle, di cui vedrai di dar conto qui e su Vino al vino, e poi i gioielli che non ti aspetti…. Certo tu, Franco alla vigilia dei tuoi 64, rapito dall’ascolto di Beethoven e del Terzo Concerto per pianoforte, ad esempio in questa meravigliosa registrazione con tutti giganti protagonisti, i Wiener Philarmoniker, Leonard Bernstein sul podio e, ancora un polacco, l’insuperabile Krystian Zimerman di cui non ti perdi un’incisione, ad esempio una delle più recenti, quella dove ha interpretato da par suo, con suprema maestria e dolcezza infinita le struggenti ultime Sonate D 959 e D 960 di Franz Schubert, ami il Timorasso, il vitigno bianco dei Colli Tortonesi reso grande nel mondo dal tuo amico Walter Massa, tombeur de femmes come pochi altri…

Ma boia fauss, ‘sti piemontesi che fenomeni, ti aspettavi, avvicinandoti con curiosità ai vini di Ezio Poggio, viticoltore in Vignole Borbera, di venire soggiogato, cosa puntualmente accaduta, con i suoi Timorasso, con il base ma soprattutto da un Colli Tortonesi Terre di Libarna Archetipo 2016 da urlo, salato, profondo, minerale come pochi altri, e stuzzicato, tu rosatista esigente, da un bellissimo rosato di Barbera, il Caespes, che se fosse un filo più secco sarebbe perfetto, ma accidentaccio a te, caro Ziliani, ti saresti mai aspettato di imbatterti in un metodo classico di Timorasso in grado di lasciarti a bocca aperta?

Niente affatto, ma tu e Lucia, che assaggiava con te e con la quale scherzavi allegramente dicendole (una delle poche parole che ricordo in polacco) moje kochanie, ovvero tesoro mio, siete rimasti folgorati, è il caso di dirlo, dal metodo classico Extra Brut (un gioiellino di difficile reperibilità purtroppo, non abbiatevene a male) che Ezio Poggio e sua sorella Mary producono in quella particolare sottozona dei Colli Tortonesi, quella più vicina alla Liguria, quella che “respira” l’aria di mare, in Val Borbera, denominata Terre di Libarna. Ti avevano fatto assaggiare prima il simpatico, ma niente più, è uno Charmat e ci vuole una lunga rifermentazione in bottiglia per “stanare” il Timorasso in versione con bollicine, ma poi, loro lo sapevano che ti avrebbe stupito, tu non immaginavi, hanno tirato fuori quel 24 mesi (parlandoti a bassa voce di un 36 mesi ancora in affinamento su cui non vedi l’ora di mettere mani, naso e bocca), e tu sei rimasto lì come un ciula…

Il colore è quello, paglierino scarico, traslucido, brillante, luminoso del Timorasso, ma che naso spettacolare per complessità e fragranza, un tripudio di lavanda, agrumi, pietra, fiori bianchi (camomilla ad esempio), sale e poi in bocca freschezza, leggiadria, e ancora sale e sale e pietra, una coda lunga nervosa di magica persistenza attorno alla quale si avvolge un piccolo frutto, pesca bianca e un filo di mela, a dare consistenza, grassezza, volume al vino…

Una sorpresa assoluta, una rivelazione, i miei complimenti sinceri ai Poggio, che a questo punto devo andare a trovare in cantina e camminarne, veronellianamente, le vigne e un brindisi a Silvio Bruni, con il quale farai grandi cose, ad esempio, save the date, domenica 29 e lunedì 30 novembre, vi aspettiamo, in quel di Bariano, bassa bergamasca, al Convento dei Neveri, dove 40 aziende, diverse delle quali invitate da me, daranno vita ad una due giorni che se Bacco ci aiuta sarà qualcosa di grande. E che comunque vada, anche se ci sarà la concorrenza della concomitante rassegna dei vignaioli della Fivi a Piacenza, sarà un successo.

Che bolle, le bolle di Ezio Poggio e che cosa positiva, a misura di consumatore, Che Bolle a Belgirate e per dirla con Antonello Venditti, che fantastica cosa è, nonostante tremori e malinconie, delusioni e amarezze e momenti d’angoscia, la vita…

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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