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Corpinnat Brut Nature Serral del Vell 2011 Recaredo

Pubblicato

il

  • Denominazione: Corpinnat
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Macabeo, Xarel.lo
  • Giudizio: 5
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Un ex Cava biodinamico da standing ovation a prezzi praticabili

Domanda secca: quale grandissimo metodo classico, italiano o francese, poco conta, potete aggiudicarvi spendendo al massimo 30 euro? Attenzione, ho parlato di grandissimo, quindi escludiamo a priori il presuntuoso Franciacorta che porta un nome che evoca prestigio ma prestigioso non è affatto, e che potete trovare da Esselunga intorno ai 29 euro.

Sotto ai 30 euro potete sicuramente aggiudicarvi dei buonissimi, ma non straordinari, Trento Doc, una sfilza di ottimi Oltrepò Pavese, cui manca però un quid per fare il salto di qualità e colmare la differenza che passa tra bontà ed eccellenza, e diversi Alta Langa. E anche qualche bollicina della zona spumantistica bresciana, ça va sans dire…

Con 30 euro massimo a disposizione non potete permettervi uno Champagne veramente grande, potete comprare qualcosa di corretto su Tannico, qualcosa di buono, anzi niente male, su Callmewine, qualcosina, ma non aspettatevi miracoli, su Vinatis, dove trovate uno Champagne dal rapporto prezzo qualità strepitoso, che vi ho già caldamente consigliato qui, ma non aspettatevi la bollicina italiana o francese da urlo.

Se invece vi fidate di me e se vi lasciate consigliare un metodo classico diverso dal solito, prodotto in una terra, la Spagna, celebrata per i suoi vini potenti vini rossi provenienti da zone come Rioja, Ribera del Duero, Priorat, da me invece adorata per i bianchi del nord, della Galizia, e per vini celeberrimi da fine pasto e da enolibidine come quelli di Jerez, allora con 30 euro potrete acquistare, ad esempio su questo sito Internet che ha un nome formidabile, Vinos para ser feliz, vini per essere felici, un formidabile Brut Nature ex Cava ora Corpinnat come questo di Recaredo, una cui cuvée anni fa definii senza mezzi termini un’obra maestra, un capolavoro, un chef d’oeuvre, a masterpiece… E a meno di 25 euro un rosado altrettanto strepitoso

Tranquilli, non sarete costretti ad acquistare via Internet, perché gracias a dios, le cuvées di questo esemplare, straordinario produttore di Sant Sadurní d’Anoia (Barcelona) e della sua bodega creata nel 1924 da Josep Mata Capellades, che fa “Agricultura ecológica y biodinámica. Viñedos cultivados sin herbicidas ni insecticidas de origen químico, sólo con abonos de origen natural” e controlla 65 ettari di vigneti di proprietà della famiglia situati lungo il “río Bitlles, en la comarca del Alt Penedès (Barcelona)”, sono importante in Italia da un operatore illuminato come Proposta vini.

Uno che, tanto per intenderci, importa Kracher dall’Austria, Encry, Vesselle e Morlet dalla Champagne, il Domaine des Pères dalla Vallée du Rhone, Pz Svirce dalla Croazia, Argyros da Santorini, Adegas Rias Baixas dalla Galizia, tanto per citare solo alcuni dei gioielli di un catalogo che conta anche sulla distribuzione in Italia di aziende a me care come Brunnenhof, Marisa Cuomo, Benito Ferrara, Vadiaperti, Kocjancic, Walter Massa, Castello di Verduno, Ezio Poggio, Erpacrife, D’Araprì, La Vrille, Albino Armani, Zeni, Maso dei Chini, Elisabetta Dalzocchio, ecc. ecc.

Cosa sia Recaredo e perché mi piacciono follemente i loro ex Cava che ora si presentano, insieme ad altre bodegas di assoluto valore come Gramona e Torello (importata e distribuita in Italia dai miei cari amici Marta e Mirco, alias La mia cantina a Padova) lo spiego in maniera chiarissima in questo e in quest’altro articolo. Adoro i grandi metodo classico spagnoli, soprattutto quelli da uve autoctone, e qualche anno fa mi ero messo in mente la strana idea di far conoscere i più grandi Cava in Italia, proposito valido anche per il 2021, applicato ora ai Corpinnat.

Le cuvées della Colecion di Recaredo mi gustano tutte mucho, muchissimo, perché sono lontane da ogni piacioneria e ruffianeria stile Prestige cadelboschiano, e sono diritte, verticali, nervose.

La cuvée che vi propongo, il Brut Nature Serral del Vell (io ho degustato l’anada 2011 ma ora Proposta vini ha in catalogo la 2013 che spero di assaggiare il 6 ottobre, quando reduce da un maxi tasting di 70 Trento Doc fatto il giorno prima farò visita a Gianpaolo Girardi insieme alla loro bravissima addetta stampa, la mia amica Federica Schir) è composta da uve locali, 60%  Xarel·lo · 40%  Macabeo, e dal 2008 si chiama così dopo essere stata precedentemente chiamata  ‘Recaredo Brut de Brut’,  questo per evidenziare, con il toponimo Serral del Vell, la forza del terroir da cui le uve provengono.

Questo perché la mission che Recaredo si è data e rispetta (ho avuto modo di capirlo parlando con uno dei loro responsabili nel corso di un magnifico sparkling wines tasting organizzato da Decanter tre anni fa in London) è “En Recaredo mantenemos un firme compromiso: elaborar vinos de terruño capaces de mostrar los paisajes del Alt Penedès de la manera más honesta y transparente posible. Como viticultores y elaboradores, nos especializamos únicamente en Brut Nature de larga crianza estableciendo un pacto tácito con el territorio y con los orígenes; un pacto cómplice que pretende la expresión de historias genuinamente honestas capaces de expresar las singularidades del paisaje a través del vino”.

E non fatemi tradurre, che la lingua di Cervantes e Alicia de Larrocha e del mi hernano madrileno Juancho Asenjo che mi ha introdotto alle meraviglie dei Rias Baixas, la si capisce benissimo.

Il Serral del Vell è un Brut totalmente secco, elaborato con uve provenienti dalla finca Serral del Vell de Recaredo, situata sopra un piccolo altipiano sopra il Coster del Río Bitlles su suoli abbondantemente calcarei. Vendemmia a mano e controllo rigoroso della sanità delle uve. Un Corpinnat tutto eleganza e finezza di cui tutti i processi produttivi sono controllati e certificati dall’organismo indipendente Bureau Veritas.

Uno sparkling straordinario il  Serral del Vell, la cui annata 2008 fu premiata come miglior sparkling dell’anno da un’autorevole guida spagnola e che esperti e colleghi come Essi Avellan e Tom Stevenson tengono in alta considerazione.

Ma veniamo al nostro fantastico 2011, 83 mesi sui lieviti, sboccatura 11 marzo 2019, e alle meraviglie che mi ha raccontato.. Colore paglierino oro squillante, luminoso, perlage finissimo e scoppiettante di energia, naso secco, maschio, perentorio, incisivo, diritto e “cazzuto”, tutto pietra, sale, mandorla fresca, fiori bianchi e una purezza e una freschezza strepitose.

Attacco in bocca scattante, nervoso, verticale, preciso come un laser, tagliente come un diamante, eppure il vino che è fondamentalmente verticale, teso come un trillo del diavolo di Paganini, ha una sua ampiezza suadente, e gioca sul palato con “perfida” precisione, dandoti un frutto piccolo ma sufficiente a soddisfare la tua fame di corpo e volume, ma ravvivato, esaltato da un’energia incontenibile, da una vena precisa che chiude e ti lascia la bocca perfettamente pulita, su sale e pietra.

Que maravilla Recaredo, una obra maestra!

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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