Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Degustazioni

Franciacorta Extra Brut Elite Mirabella

Pubblicato

il

  • Denominazione: Franciacorta
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay
  • Giudizio: 4.5
1

Diciamolo, che non tutta la zona spumantistica bresciana è da bocciare…

Dai bresciani, non fate così, in fondo, ma proprio in fondo, vi voglio bene. Non potrei fare diversamente, considerando che porto il nome dell’uomo che ha portato la vostra zona, un tempo nota per il mercato del bestiame di Rovato, qualche filatura o camiceria, ma non certo come zona vinicola, alla notorietà. Italiana soprattutto, un po’ europea, e per qualcuno di voi, che vende due bottiglie a New York, Chicago, Londra, o San Francisco, internazionale. Anche se devo ammettere che in Giappone vi siete mossi bene, visto che è il vostro secondo mercato estero dopo la Svizzera e la Germania…

Come è cambiato, negli anni, il mio atteggiamento verso la Franciacorta! Un tempo, ormai lontano, quando avevo non delle fette di salame, ma un salame intero sugli occhi, ero diventato (e non perché, dal 2010, avevate aiutato questo blog a nascere ed emergere, diciamolo pure, tanto è un segreto di Pulcinella!) un vero Franciacorta fan, quasi un testimonial… Questo perché avevo conosciuto persone meravigliose come Paolo Rabotti, primo presidente, dal 1990, del nascente Consorzio Franciacorta, e poi l’indimenticabile Giovanni Cavalleri, padre della mia amica Giulia e nonno di Diletta, e poi un imprenditore cazzuto, anche se clamorosamente incolto, vedi la follia del teatro da 6000 posti in quel di Erbusco, come Vittorio Moretti. E poi altre belle persone franciacortine, come Lorenzo Gatti, Lucia e Giulio Barzanò, Ezio Maiolini, Claudio Faccoli, Bruno Dotti, l’ottimo amministratore delegato del Consorzio, Giuseppe Salvioni, e poi altri ancora che sicuramente dimentico..

E sicuramente un tipo, forse il più geniale di tutti, che per anni ho creduto fosse un vero amico, anche se milanista, ma che poi ho finito recentemente per mandare dove merita, ovvero aff

Sulla Franciacorta oggi ho uno sguardo più disincantato, smagato, fatto di tanti distinguo, e di una capacità di dire, apertis verbis, prima non potevo farlo e quando ho cominciato a farlo i miei rapporti con il “sistema Franciacorta” sono andati a pallino…, che la zona ha un’immagine superiore alla realtà, al reale valore, alle sue prospettive future.

E lo dico senza tema di smentita, i miei colleghi che non lo dicono è solo perché sono pavidi o temono di inimicarsi i mammasantissima del Consorzio (M.Z., V.M. e un tale R.R.C. che è potente anche a livello politico e di presidente di un importante Ente ), che la Franciacorta sotto il vestito è molto meno sexy di come si presenti e che ha saputo soprattutto fare comunicazione (anche con Lemillebolleblog, nome creato da mia figlia Valentina, copy writer e critico musicale dalla scrittura raffinatissima, ma fortemente voluto dal personaggio pieno di sé che ho mandato dove vi ho detto…) contando su un territorio che, ma diciamolo perbacco!, ha un decimo della vocazione vitivinicola e dell’appeal del disastrato e suicida Oltrepò Pavese.

Io non credo nel futuro di tutta questa attuale Franciacorta, credo che larga parte del territorio compreso nella Docg oggi, a causa dei cambiamenti climatici, data l’impossibilità della zona spumantistica bresciana di portare le vigne più in alto, come fanno in Trentino e in Alta Langa, abbia già e rischi di avere ancora più seri problemi legati al crollo dei tenori acidi, a basi spumante troppo piene e carenti di finezza e soprattutto di freschezza, che danno vita a metodo classico troppo pieni, troppo grassi e carenti di quell’armonia, di quell’esprit de finesse senza i quali una “bollicina” diventa noiosa e prevedibile.

Scriverò e scrivo ancora di Franciacorta, scriverò, sempre e comunque, presto su Vino al vino anche dei due grandi vini fermi, il Tajardino e il Rampaneto, di Cavalleri, che conosco e amo dal lontano 1987, e che per me è il migliore produttore di Franciacorta. Scriverò sicuramente di Faccoli e delle altre aziende del Monte Orfano, compresa Castello Bonomi che visiterò con un caro amico romano che vive a lavora in London, Antonio Tomassini aka Eythrope Wine, martedì 29.

mde

E ho scritto in passato, qui recentemente e poi ancora qui, di un’azienda che penso meriti l’attenzione di tutti gli appassionati non solo di Franciacorta ma di tutto il metodo classico italiano. Parlo di Mirabella a Rodengo Saiano, un’azienda che parla di sostenibilità ambientale, di salubrità alimentare non solo per sciacquarsi la bocca, perché è alla moda, fa fino, è politicamente corretto ed è uno degli ultimi approdi del marketing applicato al vino.

Qui, come ho scritto negli articoli sopra citati, si fa sul serio e si ha un’idea della Franciacorta molto più alta di quella che anima taluni produttori mediatici che vanno per la maggiore e che sono soprattutto molto bravi, anzi abili e furbi, nel gestire pubbliche relazioni e advertising..

Giorni fa, era un mesetto abbondante che non stappavo bollicine bresciane preferendo concentrarmi (non venendo mai deluso) su quelle di Reims, Epernay, Vrigny e dintorni, ho deciso di stappare una cuvée di Mirabella di cui avevo già scritto qui sette anni orsono, l’Extra Brut Blanc de Blancs Elite, Chardonnay 100%, un cru di Mirabella piantato nel 1981 dalla superficie di 5 ettari, resa 75 quintali ettaro, fermentazione in cemento a temperatura controllata, nessun utilizzo di conservanti (compresi i solfiti), affinamento sui lieviti per almeno 30 mesi, solfiti totali tra 3 e 6 mg/lt (limite di dichiarazione 10 mg/lt), il primo Franciacorta e il primo metodo classico italiano DOCG senza solfiti e allergeni nel totale rispetto della natura e del consumatore.

mde

Uno “Chardonnay che per la prima volta si esprime come natura lo ha creato, grazie allo studio di una tecnologia che ha portato alla riscoperta dei valori e delle emozioni da troppo tempo dimenticate”, e che l’azienda così descrive in maniera originale sul proprio sito Web “Un Prometeo in continuo divenire. Tanto palpabile quanto inafferrabile, sfugge a chi lo vuole catturare, scivolando repentino dall’aspro al dolce, guizzando dai tropici fino in oriente”, che bevendolo mi ha colpito e ammirato.

Davvero un Franciacorta con i controfiocchi questo Extra Brut Elite dalla caratteristica bottiglia bassa e panciuta, prezzo per horeca 24,50 euro più Iva, ovvero intorno ai 35 euro sullo scaffale enoteca, che ho bevuto in un campione con sboccatura dichiarata 2019.

Colore paglierino oro intenso, con bella presa di spuma, perlage fine e continuo, naso fitto e compatto con ananas e frutta secca in evidenza, una nota leggermente balsamica e pepata, sfumature di miele e mandorla e alloro a comporre un bouquet variegato molto personale e di forte impatto.

Largo e pieno, sontuoso in bocca, di grande ampiezza, largo, caldo, avvolgente con una materia ricca e una tessitura setosa importante, ben secco ricco di sapore e una leggera nota di miele in bocca cioccolato che emerge a naso e in retrogusto quando il vino si apre e si distende nel bicchiere, si rilassa e si concede…

Perdiana, questa è la Franciacorta che mi piace!

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
3 Commenti

3 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SPAZIO PROMOZIONALE







I SUGGERIMENTI DI VINOCLIC


Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy