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Mon coeur mis à nu

Oggi, 23 settembre, 64 volte grazie

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Un sincero ringraziamento ai lettori dei miei blog

Chi l’avrebbe mai detto? Un anno fa, esattamente oggi, non avrei scommesso il becco di un quattrino, un centesimo bucato, nemmeno una bottiglia di Prosecco Doc (il che per me equivale a nulla) che sarei arrivato a cantare, con i Beatles, when I’m Sixty Four…

La depressione può uccidere e mi sono salvato, tirato su per i capelli, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto, grazie all’amore purissimo e disinteressato di una Donna speciale alla quale non dirò mai abbastanza grazie, la mia adorata ex moglie Eliana, che con infinita pazienza mi ha tirato su con forza immensa, trovata non si sa dove, dal pozzo oscuro dove mi stavo inabissando, senza che facessi nulla per fermare la discesa verticale, anzi crogiolandomi e pensando che “naufragar m’è dolce in questo mare”… 

Oggi, 365 giorni dopo e 15 chilogrammi in più, la panza del degustatore di vino puntualmente ritornata, abbandonato il look da reduce da Dachau, sono rientrato alla vita che conduco, con alterne vicende e fortune, da 36 anni, quando per la prima volta andai per un’intervista nella terra vinosa dei miei sogni, la Langa del Barolo, e ne rimasi folgorato. Amore a prima vista, coup de foudre…

Bene, se ora sono tornato, e intreccio le dita, tocco ferro e altro, chiedendo ai potenti Dei di rendere impossibile un’altra saison en enfer, e di mantenere la condizione magica in cui mi trovo, lo devo, oltre che ad Ely e a qualche amico speciale (pochi ma super: Paolo, Max, Roberto, Giorgio, Fabio, Pietro, Emanuele,  Fulvio, Patrizio…), e ad una parte del mondo del vino, peraltro sempre più caravanserragliesco e cialtronesco, che mi ha fatto sentire il suo affetto e la sua vicinanza quando da gennaio ho ripreso ad aggiornare i miei blog, proprio a voi cari lettori di Vino al vino e Lemillebolleblog.

Scoprire a gennaio, dopo che avevo tenuto spento il computer quasi per un anno  e il cellulare lo lasciavo squillare senza rispondere le poche volte che ricevevo una telefonata, che, dati Google Analytics alla mano, continuavate a seguirmi anche quando i blog erano in stand by, e ritrovarvi a seguirmi, inizialmente incuriositi di capire come e cosa avrei scritto dopo il letargo creativo ed esistenziale, quando ho ripreso a pubblicare i miei articoli, ad esprimere le mie opinioni, a indignarmi, scandalizzarmi, incazzarmi, a criticare, punzecchiare e quando necessario prendere in giro in maniera corrosiva e attaccare lancia in resta, è stata la migliore delle cure, un vero toccasana, una benedizione, per chi ci crede, celeste.

Per questo, mentre sarò, dopo essere stato due volte nelle Langhe, una a Montalcino, poi in Croazia e a Paris, per raccontarvi cose vinose credo interessanti, a degustare 45 Valtènesi Chiaretto a Puegnago del Garda per poi raccontarveli, e mentre ho in programma in ottobre-novembre trasferte in Roero, a Trento per una scorpacciata di Trento Doc e poi forse in Champagne, e in Catalunya per conoscere la realtà del Corpinnat (un gruppo di produttori ex Cava usciti dalla Do per creare una libera associazione di bollicinari metodo classico votati alla qualità senza compromessi), voglio indirizzare a voi tutte e tutti il mio più sincero GRAZIE dal profondo del cuore.

Se ora state leggendo articoli come quelli che vi sto sciroppando con suprema perfidia in questi ultimi mesi, scritti con una gioia ritrovata di scrivere (e di vivere) è solo merito e colpa vostra. Sono stati i vostri consensi, i vostri complimenti, le vostre critiche, i vostri legittimi distinguo, il vostro interagire con me, anche via social, il migliore balsamo per le mie ferite ed una medicina miracolosa che mi ha ridato forze, allegria, fiducia. Per questo grazie ancora, cercherò di non tradire la vostra fiducia, promesso…

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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