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Giramenti di... bolle

Bollicinari bresciani in Franciacorta ma fuori Docg ma chi c…o credete di essere?

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Fenomeni paranormali nella zona spumantistica lombarda

Uno mi dice, ma che ti hanno fatto quelli della Franciacorta che sei così incazzato con loro? Un produttore ti ha forse fregato una morosa, ti hanno promesso qualcosa che poi non hanno mantenuto?

Tranquilli, nulla di tutto ciò, invecchiando e togliendomi le fette di salame, anzi il salame intero dagli occhi, ho semplicemente imparato a distinguere, a separare il grano dal loglio, il buono dal pessimo e dal fasullo e così facendo, scrivendo di bollicine da una vita, avendo avuto la fortuna di conoscere ed essere amico di franciacortini veri cum pallas, non posso non scrivere della zona spumantistica bresciana, al secolo Franzacurta, quello che ho penso. E che ho esposto oggi in questo articolo

Ma come diavolo a non incazzarsi, da ex innamorato disilluso, con la Franciacorta ed i franciacortisti? Come si fa a non chiedersi come facciano in tantissimi a produrre Franciacorta Rosé quando nella zona di produzione gli ettari vitati dedicati a questo vitigno raggiungono, forse, quota 500 (segnalo per inciso che nella vera altra zona vinicola importante lombarda, l’Oltrepò pavese, che svariati produttori franciacortini frequentando, da turisti, cosa crede, essendo dei fan del miccone e del Salame di Varzi)? Come si fa a non avere giramenti di… quando si vede che l’azienda di un ex presidente del Consorzio e attuale presidente di FederDoc produce sia Franciacorta Docg che spumante vsq (non è il solo) e nessuno dice niente perché è ammanicato e potente?

Come si fa a non pensare che si ha a che fare con gente poco seria (eufemismo) quando scopri che alla recente inaugurazione della sede ristrutturata del Consorzio hanno invitato alcuni presidenti, il solito M.Z. ovviamente, e chissà perché non altri?

Come si fa a non avere un vorticoso giramento di… quando si ha l’ennesima conferma che la piccola banda dei produttori, (tutti presuntuosi e pieni di sé e convinti di essere gli unici a fare cose buone in quella zona, e che gli altri sono solo industriali colpevoli di mille delitti), che fanno bollicine metodo classico in Franciacorta fuori dalla Docg (uno di loro l’hanno cacciato fuori dal Consorzio perché falsificava, fotocopiandole, le fascette Docg) ne ha combinata un’altra e dato prova della propria irrimediabile, inguaribile, allucinata e allucinante arroganza?

Sto parlando, tanto per non fare nomi, di Casa Caterina, di quel duo comico, guru e codino, di Cà del Vent, Nicola Gatta e Il Pendio, forse ce ne sono un paio d’altri, che fanno bollicine difficili da capire (come sono gentile a definirle così e a non usare altri termini, ma il mio avvocato mi ha dato precise indicazioni su cosa scrivere e cosa tenermi nel computer onde evitare querele..), spesso vendute, meglio, messe in vendita (poi bisogna vedere chi le comperi e in preda a quali allucinazioni da funghi allucinogeni, lsd o chissà quale sostanza) a prezzi altissimi da raccapriccio, bottiglie che pure contano su fans impallinati come i produttori.

Cosa ha combinato uno di loro da farmi venire questa solenne incazzatura e la volontà di sbeffeggiare il responsabile e additarlo al pubblico ludibrio? Semplice, didascalico nella sua solenne asinaggine, uno di loro, tale Michele Loda, responsabile dell’azienda creata da un grande uomo purtroppo scomparso, Gigi Balestra, ovvero Il Pendio a Monticelli Brusati, mi hanno segnalato essere sul mercato, mi dicono a 170 euro, con un vino che già dal nome è un incrocio tra una smargiassata, una esagerata considerazione di sé, una dimostrazione di provincialismo e il risultato di notti dedicate a chissà cosa invece che ad una buona dose di ore di sonno. O di una sana lettura di Pascal, Sant’Agostino, Schopenhauer, Nietzsche o l’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam.

Il vino, di cui potete leggere una presentazione sintetica qui, è un Brut nature e si chiama La Selossata. Contigus e trattasi di Chardonnay 2006, messo in 4 barriques dimenticate scolme sous-voile per 9 anni… nel 2015 tirage e prima sboccatura di 270 bottiglie a giugno 2019”.

Che dire? Non bastava una ragazza che dopo aver fatto uno stage da Selosse in Champagne è tornata e ha stravolto gli ottimi Franciacorta che facevano i genitori rendendoli da buonissimi che erano, a mio modesto avviso di difficilissima beva e pesanti come un macigno sui maroni, non bastavano casi umani che pretenderebbero di vendere Franciacorta a 62 euro più Iva, un altro caso da indagini psichiatriche che ha chiamato l’azienda Bèlon du Bèlon, ora abbiamo il non franciacortista franciacortino che gioca su Sélosse e chiama la sua cuvée da vin da garage o boutique winery La Selossata

Un tipo, poco lodevole, che in uno scambio di mail che mesi fa abbiamo avuto ha avuto l’impudenza e la faccia di tolla di scrivermi ricordandomi pensando di colpirmi invece manco mi ha sfiorato, ricordandomi la frase di un tale, ovvero che “ci sono più parassiti intorno al vino che intorno ad una pianta di vite”.

Per i parassiti prego rivolgersi altrove Loda, io non lo sono di certo, per il resto, di fronte a questo ripetersi da casi umani in Franciacorta cosa aspettiamo a chiamare d’urgenza un’ambulanza e magari fare riaprire quelle sane istituzioni, i manicomi, chiusi con la Legge Basaglia?

Loda, perché non si legge questo splendido libro della scrittrice canadese, premio Nobel per la letteratura del 2013, Alice Munro, che ha un titolo che mi sembra essere perfetto per lei, ovvero Chi ti credi di essere?

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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