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Giramenti di... bolle

Tre bicchieri Franciacorta, una barzelletta infinita

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E pensando alla guida che non guida e alle sue logiche cantiamo con Masini

Ancora Franzacurta, terzo articolo di fila (e altri ne seguiranno, prima di scatenarmi con una serie di Champagne da urlo, perché martedì 29 sarò tutto il giorno nella zona spumantistica bresciana insieme al mio amico Antonio Tomassini romano based in London) e alcune considerazioni oziose, inutili, tanto per divertirci, to have fun.

Io sulle guide e sui tre bicchieri in particolare da anni non dico niente, alzo la gamba sinistra e come i cani marco il territorio talmente ho in nessuna considerazione i loro eno pronunciamenti, le classifiche, le graduatorie, i premi che, secondo logiche tutt’altro che chiare (ma che in verità sono chiarissime) elargiscono.

Oggi però un amico mi ha provocato scrivendomi: guarda i tre bicchieri franciacortini e dimmi cosa ne pensi.Ho guardato e ancora un po’ mi pisciavo addosso dalle risate.

Ecco l’elenco:

Franciacorta Brut Eronero ’12 – Ferghettina

Franciacorta Brut Secolo Novo ’12 – Le Marchesine

Franciacorta Dosage Zéro ’11  – Castello Bonomi

Franciacorta Dosage Zéro Naturae ’16 – Barone Pizzini

Franciacorta Dosage Zéro Vintage Collection Noir ’11 – Ca’ del Bosco

Franciacorta Dosaggio Zero Ris. ’13 – Lo Sparviere

Franciacorta Extra Brut ’15 – Ricci Curbastro

Franciacorta Extra Brut EBB ’15 – Mosnel

Franciacorta Extra Brut Extreme Palazzo Lana Ris. ’09 – Guido Berlucchi

Franciacorta Non Dosato Grande Cuvée Alma – Bellavista

Dieci massimi riconoscimenti per una guida che ha sempre fatto danni, ma almeno un tempo aveva il potere perverso di far vendere, e un misto tra il manuale Cencelli (che per chi non lo sapesse è un sistema in auge ai tempi d’oro della DC che prevedeva nomine effettuate in una mera logica di spartizione in assenza di meritocrazia) ma oggi è solo una parodia di se stesso, una parodia di autorevolezza, credibilità, sensatezza.

Ma come ca..o si fa, dico, a dare i bicchieri alle Marchesine, produttore noto soprattutto per i suoi VSQ, e non darli ad aziende serie e refrattarie ad ogni ipotesi di marketing (ho scritto con la k e non con la c e doppia tt) come Cavalleri, Colline della Stella, Gatti, Vezzoli, Mirabella, Bosio,  Rizzini, Le Quattro Terre, Faccoli, Barboglio de’ Gaioncelli, per citarne solo alcune?

Fate caso alla logica furbesca e cialtrona dei gamberisti: premiamo, perché va di default, l’azienda di quello che ho mandato dove merita, poi la Bruttavista, l’azienda dell’attuale Presidente del Consorzio, l’azienda di un ex presidente del Consorzio, oggi potentissimo Presidente di FederDoc e produttore a sua volta di VSQ, si parano il culo premiando aziende serie e al di sopra di ogni sospetto come Mosnel e Castello Bonomi, premiano l’azienda più grande e pesante in termini di bottiglie prodotte della Franciacorta, quella proprietà del mio omonimo e dei suoi figli, inseriscono un outsider come Lo Sparviere della potente Gussalli Beretta, e non c’è un senso, un filo logico nelle loro valutazioni.

Solo una scoperta volontà di compiacere i padroni del vapore, quelli che partecipano, accettandone le logiche, alle loro iniziative, un modo cialtronesco e spudorato di proporre ai quei quattro lettori che ancora sono loro rimasti la loro idea del vino italiano e della zona spumantistica  bresciana.

Sono senza vergogna,  senza dignità, lettori di Vino al vino appassionati di bollicine metodo, diffidate dalle loro valutazioni, sono credibili, come la verginità di Cicciolina, la competenza di Di Maio, la cultura (politica e non solo) di Salvini, l’eleganza della Meloni ed il legame profondo con il popolo della sinistra di Zingaretti.

Mandateli, mandiamoli insieme aff!

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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