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In Franciacorta eliminare un bosco per creare un vigneto crea mille polemiche

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Stamattina a Clusane in missione speciale per capire cosa succede

Cosa ha in mente un noto produttore franciacortino, macché noto, celeberrimo, già presidente del Consorzio per due mandati, uomo simbolo di una famosa azienda proprietà di una celeberrima azienda veneta produttrice di Pinot grigio venduto in tutto il mondo?

Perché, come ho letto in questo articolo e in quest’altro, e come apprendo dai contatti che ho con gruppi ambientalisti molto attivi a difesa del territorio franciacortino, il suo progetto di trasformazione di un bosco per creare un vigneto in località Belvedere sul Monte Alto a Clusane sta suscitando tante polemiche e ha portato alla mobilitazione di Legambiente e altre associazioni contrarie all’ampliamento concesso dalla procura?

Guardate bene la foto: non è una cava. Sono i lavori di sbancamento per il progetto di trasformazione del bosco di proprietà di Maurizio Zanella.

Per scoprire cosa bolle in pentola, per cercare di capire e poi raccontarlo ai lettori, Lemillebolleblog e il sottoscritto, informati, ovviamente non dal diretto interessato, ma da lettori franciacortini preoccupati per un possibile scempio apportato al territorio, saranno puntuali alle 10 presso il Ristorante Trattoria Al Porto – Porto dei pescatori, 12, a Clusane paese della tinca. E ora alla ribalta della cronaca per queste discusse “opere di sistemazione agricola volte alla formazione di terrazzamenti su un pendio scosceso”, opere che hanno portato “ad un primario disboscamento delle specie vegetali presenti, dopo di che sono state effettuate le operazioni di scasso con rimozione delle radici vegetative ed in fine la costruzione dei terrazzamenti anche con opere superficiali di frattura rocciosa”.

Come si può leggere in una bozza di commento a codeste “sistemazioni agricole” in atto da un paio d’anni, “La località Belvedere interessata si colloca a circa 450 m.s.m. con diverse quote altimetriche, è completamente circondata da bosco ceduo e per accedervi vi è un’unica strada campale sterrata, non vi sono nella zona alcune strutture abitative utilizzate e fatta salva l’attività venatoria tipica della zona, l’impatto umano è prevalentemente agricolo di tipo vitivinicolo.

La zona per lo più si presenta come un piccolo altopiano sul lato settentrionale del monte alto a cavallo della valle che si affaccia sui comuni di Corte Franca e Iseo, frazioni di Clusane e Colombaro e dall’ altra dalla valle che affaccia sul comune di Paratico, località Tengattini. Questo altopiano è storicamente stato utilizzato per attività agricola, in passato a carattere tradizionale come con la coltivazione di mais e allevamento bestiame, nel corso degli ultimi 25 anni l’indirizzo produttivo si è spostato sul vitivinicolo, principalmente a carico dell’azienda vitivinicola ca’ del bosco.

Benché la zona sia sempre stata agricola i nuovi interventi rappresentano una novità in quanti non coinvolgono le zone storiche di coltivazione, un versante ripido, quello settentrionale, che invece è da sempre stato di carattere boschivo. Le preoccupazioni delle associazioni e della popolazione locale è che questa novità può costituire un precedente per altre opere del genere e iniziare quindi un processo di trasformazione agricola del bosco in terrazzamenti vitivinicoli che mal si confanno alla storiografia del monte Alto, alla sicurezza idrogeologica della zona, alla protezione dei paesaggi e degli ambienti naturali delle zone circostanti e all’equilibrio ecologico e sociale della zona”.

Si legge ancora che “le opere sono state approvate sia sul piano urbanistico sia su quello paesaggistico ed ecologico a livello di soprintendenza in quanto si è provveduto ad effettuare opere di compensazione come piantumazione di essenze vegetali in un luogo poco distante dalle opere di scasso.

Dal punto di vista di chi scrive queste opere di compensazione non sono adeguate al danno paesaggistico effettuato:

sia perché la superficie delle opere di compensazione è minore a quella interessata dalle opere di scasso e le piantumazioni sono di numero inferiore agli alberi rimossi sia perché la frattura rocciosa e la perdita degli orizzonti superficiali del terreno non può essere in nessun modo compensata con opere umane. Si ricordi che la messa in luce degli strati rocciosi e i lavori su di essi rappresentano sempre un rischio ambientale.

sia perché la zona in cui è avvenuta la formazione dei terrazzamenti fa parte di un cono visuale paesaggistico che ha come punto di arrivo focale le zone turistiche del basso Sebino, come per esempio la vista che si gode dalle Prealpi di Iseo. Andando ad alterare questo cono visuale si va ad alterare l’equilibrio visivo-paesaggistico del territorio locale, il quale comprende le colline moreniche della Franciacorta, il parco naturale delle torbiere del Sebino, la visuale del lago di iseo e delle montagne che lo circondano.

Si può affermare dunque che l’opera è una modifica del paesaggio non del tutto indifferente. Inoltre, non viene rispettato il legame natura-uomo del luogo andando ad intaccare il patrimonio culturale-paesaggistico della zona”.

Come risponderà il più famoso produttore franciacortino alle critiche di chi lo accusa di compiere un’operazione che intaccherebbe “il patrimonio culturale-paesaggistico della zona”.

Lo scopriremo, in diretta, a Clusane. Domani o stasera stessa il resoconto puntuale.

E poi qualche pirla continui pure a dire che Franco Ziliani, il sottoscritto, non il grandissimo patron della Guido Berlucchi, non ama la Franciacorta…

p.s.

M.Z. é furbo, ricco, potente e super egocentrico, ma come diceva il grande Totò, accà nisciuno e’ fesso

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org !

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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