Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Champagne che passione!

Champagne Rare 2006 Piper-Heidsieck

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir
  • Giudizio; 5
1

Uno Champagne leggiadro e peperino, saggio e sbarazzino

Dici Champagne e pensi che basti pronunciare quella parola magica per dire tutto, per esprimere una storia, un fascino, una leggenda, una magia uniche al mondo, inimitabili, assolute…

Non basta però dire Champagne (permettetemi, non basta nemmeno dire Barolo, l’altro vino immenso del mio cuore) perché anche se l’univers Champagne est infini et si riche de trésors, ci sono Champagne e Champagne. Ci sono quelli un po’ facili, ruffiani e flatteurs, perché il segreto dello Champagne è che ne apri una bottiglia e ne berresti due, ci sono quelli verticali, affilati come un laser, profondi, salati e più minerali di un blocco di craie o di un sasso, quelli che piacciono agli appassionati più esigenti, a me, come Vania Valentini, la bravissima e bellissima collaboratrice di Alberto Lupettì, quelli sorridenti e solari, quelli chiaroscurali e autunnali, leggermente fungini nei loro aromi, e poi ci sono i fuori categoria, i campioni, i fuoriclasse, i Maradona, i Platini, i Pelé delle bulles…

Uno di questi, sensazionale, ineffabile, unico, raro è il Rare di Piper-Heidsieck. una delle più grandi case produttrici di Champagne con sede a Reims, nella regione della Champagne-Ardenne. Fondata nel 1785 da Florens-Louis Heidsieck, dal 1838 ha aggiunto ad Heidsieck il cognome Piper dal cugino del fondatore, Henri-Guillaume Piper, che lo seguì insieme a Christian Heidsieck nella conduzione della maison. Alla fine degli anni ottanta la casa è stata acquisita dal grande gruppo Rémy Cointreau e dal 2011 i due marchi principali, Piper-Heidsieck e Charles Heidsieck, sono di proprietà del gruppo Européenne de Participation Industrielle (EPI) guidata da Christopher Descours.

Cosa sia il Rare, che sul Web viene raccontato con un apposito sito dedicato da parte della Maison Piper-Heidsieck, è presto detto: uno Champagne sensazionale, anche nel prezzo, se lo volete mettere in preventivo almeno 150 euro, vedere qui e qui, la cui edizione 2002 (annata leggendaria a Reims, Epernay e dintorni) ho cercato di raccontare cinque anni fa in un articolo cui sono molto legato e che rileggere oggi mi commuove un po’…

In quell’articolo avevo citato un poeta che amo e che ho scoperto quando avevo 16 anni, al liceo, grazie ad una professoressa meravigliosa, Fiorella Brisotto (che gli dei l’abbiano sempre in gloria) che me la fece conoscere: “mi verrebbe la tentazione di evocare le parole, magiche, di un altro francese che adoro, la suadente, evocativa Invitation au voyage di Charles Baudelaire laddove scrive che ”Là, tout n’est qu’ordre et beauté, Luxe, calme et volupté”, verso intraducibile se si vuole rispettarne la musicalità, l’armonia”.

Ci vorrebbe difatti un poeta, o quantomeno la suprema Camilla Baresani, non uno stagionato cronista del vino innamorato delle bulles, per descrivere “la cuvée intime” di uno dei più grandi chef de cave mai esistiti, Monsieur Régis Camus, uno Champagne, Rare, che “transforme les obstacles de la nature en millésimes, exclusivement édités les années exceptionnelles, en série limitée”. Uno Champagne che “nasce da una lotta con la natura in accordo con la filosofia della Maison, modellare, partendo dai contrasti una creazione esclusiva”. Così, e sembra incredibile pensarlo, il 1976 Rare nasce da una condizione di secchezza senza precedenti ed il 1985 da una terribile gelata.

Rare, di cui esiste anche una più rare (e più costosa) versione en Rosé che avvistai per la prima volta tre anni fa a Londra, nell’enoteca più sensazionale che abbia mai visitato, Hedonism wines in Myfair, e una cui bottiglia, grazie all’importatore italiano, Biondi Santi International, répose dans ma cave in attesa di un momento magico e speciale per stapparla, ovviamente non da solo.., è una cuvée, parlo del 2006, composta per il 70% da Chardonnay e per il 30% da Pinot noir, una cuvée dove il tempo pacifica e rende docili gli Chardonnay della Montagne de Reims e armonizza i Pinot noir.

Io l’ho bevuta, in giugno, a Bergamo, in un ristorante, al Carroponte, che ultimamente sto frequentando spesso, e che mi vide godere anche quel Rare 2002, in compagnia della gentile Signora che ha scattato la foto che vedete in apertura, dove era tale la beatitudine dell’assaggio che sono riuscito, incredibile ma vero, quasi bello.

Parlo di Veronica Sofia Romanini Ricci, che l’8 settembre ha condiviso con me l’emozione di una visita da un celeberrimo produttore di Barbaresco, uno di cui si dice sia “le Roi”, e che martedì è stata con me in visita a tre eccellenti produttori in Franciacorta. Una giornata serena prima di una crudele disillusione parisienne, degli incanti in Croazia, e di un settembre che non potrò mai comunque dimenticare..

Di questo chef d’oeuvre mi piace riportare la descrizione che sul sito Internet ne fa la Maison e che non traduco, chi capisce capisce e chi non capisce tant pis pour lui/Elle… : “Rare Millésime 2006 est à la fois oriental et frais, mature et chaleureux. Grâce à sa tension, minérale et gourmande, son potentiel d’expression est considérable.

Au premier nez, Rare Millésime 2006 est enveloppant, miellé, oriental. Les parfums de mangue, de chocolat blanc, de cacao, de café, de fruits tropicaux offrent une complexité racée. Les notes de thé au jasmin, les arômes d’abricot sec, de pivoine rose précèdent une structure végétale légère, sur lequel fleuriraient vanille, kiwi jaune et épices orientales.

Le palais : Chaleureux et riche. Dans une longueur exceptionnelle, moka et cacao assoient la minéralité. Abricots secs, cédrat, citron vert tapissent le palais d’une chaleur orientale et fumée. En finale, des accents de pâtisseries croustillantes au miel, de piment d’Espelette soulignent la fraicheur tendue du vin et sa belle longévité”.

I miei appunti di quel giorno parlano invece di un colore paglierino oro squillante, ricco di mille riflessi, di un perlage finissimo, continuo, scoppiettante di energia nel bicchiere di un naso incredibile per complessità e finezza, con note di albicocca disidratata, miele, sale, pietra, thé, fiori bianchi come la zagara, pietra, una leggera speziatura orientale.

E poi una bocca leggiadra, carezzevole, calda come l’abbraccio della Donna (o Uomo) che amate, dalla tessitura finissima, con una sensazione di seta, una perfetta croccantezza sul palato, tutto giocato su sale e agrumi, con acidità calibrata e assoluta mineralità a rincorrersi.

Uno Champagne leggiadro e peperino, saggio e sbarazzino, freschissimo, ineffabile,  irraggiungibile, paradisiaco, da gustare ascoltando la selezione di musiche, meravigliose, opera di due jazz band che ho scoperto ammirato solo quest’anno, durante  il coronavirus, e il cui ascolto spesso preferisco ai miei amatissimi Schubert, Brahms, Mozart, Beethoven e Bach e scusate se è poco.

A’ votre Santé Mesdames et Messieurs!

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org !

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
4 Commenti

4 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SPAZIO PROMOZIONALE







I SUGGERIMENTI DI VINOCLIC


Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy