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Bollicine internazionali

Cava rosado Oriol Rossell e Corpinnat Brut Nature Gran Reserva 2010 Huguet de Can Feixes

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Per scoprire la magia delle burbujas catalane

Ho molti progetti, a Bacco e ai potenti Dei piacendo, per il 2021. Farò molte cose se la salute mi assisterà, se non indulgerò in zilianate e soprattutto se non mi farò massacrare testa e cuore dalle donne cedendo, a 64 anni, all’insana tentazione di innamorarmi, di voler avere storie serie e non solo di letto, una botta o due e via, per il 2021.

Innanzitutto mettere mano ad una cosa che con la decisiva complicità di una cara amica, Francesca Camerano, che ora risiede a Parigi e che ha creato (io le ho dato una mano selezionando le aziende e i vini) Ardesiaco, ho inventato vent’anni fa e di cui sono orgoglioso, ovvero il sito Internet Barolo di Barolo, e realizzarne, se il Comune del borgo di Bartolo Mascarello, sarà disponibile ad una revisione, magari con la collaborazione del re dei fotografi, Mauro Fermariello.

Ci sarà ovviamente molta Italia, visto che ci sono nato e ci risiedo, nel 2021, il progetto di un wine tour in Puglia, la prima ascesa, che continuo a rimandare, sull’Etna, tanta Langa, ça va sans dire, ma penso che il 2021 mi vedrà attivo in tre Paesi europei. Non UK e Londra, da cui manco da tre anni e mi mancano tantissimo, ma saranno Francia, Polonia e Spagna.

La, perché sono permeato di France, innamorato di France (lo sono stato Francia anche da una parisienne fino a poco tempo fa, ma lassuma pert..), perché è la patria della Champagne, dove tornerò entro la primavera, come à Paris, anche se non più au cinquième étage, e perché con la Francia ho diversi wine business in corso.

Poi tornerò in Polonia, che ho tanto amato (anche per via di una gentile Signora connazionale di Chopin con la quale ho condiviso 8 anni della mia vita), e alla quale sono legato per cultura e musica, e tornerò nella splendida Varsavia, per alcune cose in cui in definizione, che mi elettrizzano e alla quale mi sto dedicando in fase di progettazione, e che saranno entusiasmanti.

E poi ci sarà la Spagna, spero per un viaggio nelle Rias Baixas del magico Albariño e per andare nella Rioja a visitare una Bodega i cui vini adoro, Lopez de Heredia, e soprattutto la Catalunya e il Penedès, zona non lontano da Barcellona dove si produce oltre il 95% delle bollicine metodo classico spagnole.

Chi mi segue su questo blog sa bene che adoro i metodo classico spagnoli, quelli ben fatti, che portino la dizione storica della D.O. Cava, sia quella del gruppo di ex Cava che hanno creato l’associazione, nel segno delle più assolute qualità e rigore, denominata Corpinnat, che tradotto dal catalano significa “dal cuore del Penedès”.

Di recente ho scritto sia di un Corpinnat, una suprema cuvée della prestigiosa Bodega Recaredo, sia di un altro Corpinnat, la cui bottiglia quando l’ho assaggiata si presentava ancora come Cava in etichetta.

Forse a novembre sarò per alcuni giorni in Catalunya (ovviamente, pur essendo di destra, sono a favorevole dell’autonomia del popolo catalano) proprio per visitare alcune aziende aderenti all’associazione, ma per il 2021, lo dicevo a Gianpaolo Gilardi martedì mattina, voglio riprendere un impegno che avevo assunto su questo blog anni due anni fa e che è rimasto, per vari motivi, in sospeso.

Nel 2021 voglio impegnarmi a far conoscere le migliori bollicine iberiche in casa nostra, perché mi sembra impossibile credere che in un Paese dove gli “spumanti” tirano, dove li producono da Nord a Sud, da uve adatte e uve che non c’entrano nulla (vedi al Sud Negroamaro e Nero d’Avola, che spumantizzate danno risultati ridicoli: eufemismo) si vendano solo 400.000 bottiglie di metodo classico spagnoli.

Per me, che ritengo che un buon Cava sia cento volte meglio del miglior Prosecco e che considero le migliori cuvées di Corpinnat a livello se non superiori a tanti metodo classico italiani e a livello di confrontarsi con Champagne di medio alto livello, questa non fortuna delle bollicine spagnole in Italia, bollicine che, non dimentichiamolo, hanno un rapporto prezzo qualità incredibile e sono figlie di una tecnica e di terroir e sensibilità di primario valore, tutto questo è paradossale e insensato.

Porca miseria, le grandi burbujas in Spagna ci sono, bisogna farle conoscerle meglio, bisogna farle provare! Le ultime che ho provato risalgono a martedì mattina, quando grazie ad una cara amica che si occupa della loro comunicazione, Federica Schir, sono salito a Pergine Valsugana sopra Trento per un’emozionante degustazione, circa 25 vini, bollicine inconsuete, Champagne e altre chicche, di cui avrete presto molti racconti, della mirabile selezione che fanno Gianpaolo Gilardi ed il suo team di Proposta vini.

Nel catalogo di Proposta oltre a Recaredo ci sono altre “burbujas”, Raventos Rosell, Oriol Rossell e Huguet de Can Feixes, e io ho assaggiato cuvée di ognuna di queste due, di Oriol Rossell il Rosé e il Cava Brut Cuvée Especial, e del secondo un Brut Nature Gran Reserva 2010 super.

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Il Rosé di Oriol Rossell 2018 60% Garnacha tinta 40% Pinot noir, 12 mesi sui lieviti 6 grammi zucchero di dosaggio (prezzo Horeca 17 euro) sboccatura recente, del luglio di quest’anno, convince per equilibrio, piacevolezza, immediatezza, eleganza. Colore splendido, una tinta aurora corallo pallido, perlage fine e continuo, naso finissimo, elegante, succoso, dalle note chiare di ribes e belle note minerali è cremoso, avvolgente, di bella dolcezza espressiva ed elegante. Il Cava Brut Cuvée Especial senza annata, sboccatura del febbraio 2020, prezzo spettacolare di 10 euro più Iva, da uve Macabeo, Parellada e Xarel.lo, ha un suo indubbio perché, colore paglierino oro squillante, perlage sottile, naso finissimo elegante nervoso con note di nocciola, miele, fiori bianchi e mela, fine ed elegante, fresco, al gusto é vivo, ben teso, citrino ma non solo, con una bella cremosità ed è molto equilibrato.

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Cambiano le cose ed il prezzo passa a 17,50 + Iva con il Corpinnat reserva 2010 Brut Nature di Huguet de Can Feixes, finca fondata nel 1768 da Jaume Feixas, situata nella parte più settentrionale del Penedès, nelle tierras altas de Cabrera y Mediona, con vigne a 400 metri di altezza, che elabora sia espumosos che vini tranquilli, da uve di proprietà, che rimane ben 7 anni sui lieviti ed è una cuvée composta da Parellada, Macabeo e Pinot Noir.

Questo Corpinnat ha indubbiamente una personalità molto spiccata. Colore paglierino brillante, perlage di grande finezza e continuità ha un naso molto elegante, salato, nervoso, con agrumi e ananas in evidenza, un accenno di pietra focaia che rende il bouquet fresco e salato.

La freschezza fantastica continua nel gusto, teso e croccante, di bellissima piacevolezza molto verticale freschissimo (è un millesimato 2010!) con coda lunga e incisiva e grande pulizia di bocca e persistenza.

Suvvia, lettori di Lemillebolleblog, vamos a catar y comprar adelante estos Cava y Corpinnat, non vorrete mica che me li beva tutti io?

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org !

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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