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Degustazioni

Roero Arneis metodo classico Dosage Zero Giovanni Negro 2015 Angelo Negro

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  • Denominazione: Roero Arneis
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Arneis
  • Giudizio: 4.5
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Un magnifico frutto che si avvolge attorno ad una fresca acidità

Ho letto sulla Stampa di ieri sezione Langhe & Roero pagina 52 un “soffietto” (in mi veniva un altro termine più crudo e veritiero…) dedicato al “Decimo riconoscimento Gambero rosso allo spumante icona Alta Langa Zero” della potente azienda con sede in Canale d’Alba Enrico Serafino.

Sorvolo sul linguaggio e sul tono utilizzati, più che un articolo sembra una velina, un comunicato stampa aziendale, per venire al nocciolo della questione, l’ennesimo “tre bicchieri” assegnato da una guida che guida fuori strada il consumatore, ad un metodo classico prodotto dall’azienda già proprietà Campari, dal giugno 2015 proprietà della “Krause Holdings Inc holding statunitense con investimenti diversificati di proprietà di Kyle J. Krause, che con la moglie Sharon Krause possiede anche aziende agricole a coltivazione biologica negli Stati Uniti”, gli stessi Krause che a suo tempo si erano comprati quel gioiello che è Vietti. E che di recente, tanto per togliersi uno sfizio, si sono comprati il Parma Calcio.

Non capisco, in verità capisco benissimo, il mio parere sulle guide e su questa in particolare l’ho già espresso in merito ad un comico Franciacorta Extra Brut 2015, questo ostinarsi a premiare le bollicine di un’azienda che secondo me è ben lontana dai vertici della denominazione Alta Langa. Si può credere ad una guida che non premia Cocchi, che premia Coppo ed Enrico Serafino, che giustamente premia il Rosé 60 mesi riserva 2013 di un outsider, Colombo Cascina Pastori, che fa veramente alta qualità, e poi fuori Alta Langa premia Marcalberto? Direi proprio di no.

Io lunedì mattina ho avuto modo di degustare quattro metodo classico Alta Langa dell’americana Enrico Serafino: Brut Oudeis, Blanc de Blanc Propaga Extra Brut 2016, Brut Propago Rosé 2016 e proprio il tribicchierato Zero Pas Dosé 2014. Campioni dal numero 11 al numero 14 della mia bella degustazione organizzatami in maniera impeccabile dall’Enoteca del Roero e dalla bravissima Maria Giovanna “Mary” Veneto.

I “gamberetti” premiano una bollicina dell’azienda degli yankee con il massimo punteggio. Io al massimo avrei bevuto il Rosé, mentre tutti gli altri tre (oltre che caratterizzati da prezzi un po’ surreali) si facevano notare, a mio modesto avviso (di bollicine mi occupo solo da 36 anni) per una pesantezza di fondo, una mancanza di finezza, una scoperta ricerca di concentrazione, una volontà chiara di épater les guides (che difatti abboccano) sconcertante.

Del tribicchierato ho preso queste note: colore paglierino oro, naso molto varìetale tutto ananas e pompelmo, molto ampio in bocca, ha pienezza e profondità, carente di equilibrio e piacevolezza, troppo massiccio e con un’evoluzione degli aromi nel bicchiere poco piacevole.

Se al Gambero rosso fossero intelligenti, ma a modo loro lo sono, nel senso che sanno stare al mondo, conoscono le regole (un po’ sozze) del mondo e del mondo del vino, restando in Roero avrebbero premiato, oltre ai metodo classico di Deltetto, di ben altro livello rispetto a quelli di Enrico Serafino, un metodo classico grande davvero, anzi due, quelli dell’azienda Angelo Negro, che non sono Alta Langa ma sono strepitosi.

Parlo del Rosé metodo classico Maria Elisa che Giovanni Negri, il Sindìc, ha voluto dedicare a sua moglie, un fantastico Nebbiolo 60 mesi di affinamento sui lieviti e poi dello strepitoso, mais oui!, Roero Arneis metodo classico Dosage Zero Giovanni Negro 2015, dedicato a Giovanni Negro, pioniere dell’Arneis secco, padre di Giovanni. Una cuvée creata nel 1985 che è cresciuta di anno in anno fino a raggiungere livelli qualitativi notevoli. Chiari a tutti, tranne che quegli storditi della guida che ti guida fuori strada. Due metodo classico che “parlano” Roero, che profumano di Roero, che hanno la finezza aromatica, la leggerezza setosa dei migliori vini roerini.

Il Rosé di Nebbiolo ha un malioso colore corallo pallido melograno, perlage sottile, un naso variegato e fresco e vivo che svaria dai piccoli frutti rossi a note di cioccolato, sale, una leggerissima vena di caffè ed è sapido, nervoso, carezzevole, pimpante al gusto.

Il Dosage Zero Giovanni Negro 2015, campione 14 bis del mio tasting di lunedì a Canale d’Alba, si fa subito notare per il suo colore paglierino oro brillante luminoso, multiriflesso, il perlage sottile e un aroma solare, complesso ma fresco, mediterraneo, tutto fiori bianchi, agrumi, mandorla fresca, note minerali e petrose, sale, e una bolla viva e croccante, andamento verticale, un magnifico frutto che si avvolge attorno ad una fresca acidità. Lungo, pieno, persistente ma freschissimo, di bevibilità contagiosa.

Questo sì che è un grande metodo classico autenticamente piemontese, mica quello di Enrico Serafino, gadan di gamberisti che non siete altro!

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org !

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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