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Champagne che passione!

Champagne Extra Brut Ultra D Devaux

Pubblicato

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  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Pinot noir, Chardonnay
  • Giudizio 4.5
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E Philarmonica dopo Charles Heidsieck raddoppia la propria offerta champenoise

Bella fantasia quelli di Philarmonica, società di importazione e distribuzione che fa capo a Guido Folonari, bresciano, titolare di aziende agricole in Langa (Tenuta L’Illuminata), Bolgheri (Donna Olimpia 1898) Montalcino Alto Adige (Winzerberg) e zona Prosecco (Leganza) e distributore di vini californiani, francesi, portoghesi, austriaci e tedeschi.

Non contenti di importare e distribuire una delle Maison de Champagne più prestigiose, dotata di una cave meravigliosa con tanto di trésor du caveau dove sogno di essere lasciato un paio di giorni con bicchieri, 200 huitres, un po’ di crostacei, un filo di caviale e una lei all’altezza di cotanta meraviglia (trovarla…) ovvero la Charles Heidsieck di Reims, hanno deciso di fare il bis e di importare un’altra Maison de Champagne, posta nell’area di produzione dell’Aube (Côte des Bar), terroir costituiti da marne argillo-calcaree che si alternano a marne prive di calcare, che elabora cuvées da Pinot Noir proveniente dall’Aube e Chardonnay della Côte des Blancs.

Una Maison, Devaux, fondata nel 1846 dai fratelli Jules e Auguste Devaux, che per più di un secolo rimase di proprietà della famiglia fondatrice. In seguito la Maison fu condotta da tre donne di gran talento: Madame Claude-Josephte Devaux, (nata Ducray), vedova a 39 anni, fonda nel 1846 la Maison Vve A. Devaux a Épernay diretta con il figlio François-Auguste, che sposò Augusta-Maria Herbin che diventa la seconda vedova Devaux alla morte del marito nel 1879. Champenoise di carattere gestisce la Maison sino al 1895. La Maison incontra successo e alla fine dell’Ottocento le esportazioni toccano quota 75%.

Nel 1907, alla morte di Charles-Auguste Devaux, la moglie Marguerite Marie-Louise, Hussenot di nascita, prende la guida dell’azienda a 31 conservandola sino alla morte nel 1951, quando viene sostituita dai suoi figli.

Nel 1987, il discendente, Jean-Paul Auguste Devaux, non avendo figli decise di consegnare il futuro del brand a Laurent Gillet, presidente dell’Unione Auboise. E difatti oggi le uve che danno vita agli champagne Devaux sono selezionate tra quelle di 100 vignerons che operano su poco più di 90 ettari. Devaux fa parte dell’Union Auboise, cooperativa dell’Aube con 800 viticoltori soci per ben 1.348 ettari vitati. Attualmente la sede e la cantina di produzione si trovano a Manoir de Villeneuve, in una dimora del XVIII secolo perfettamente restaurata e riportata all’originale splendore.

Champagne Devaux rappresenta il lavoro di famiglie di vignerons, che si sono riuniti in un progetto cooperativo con la vocazione della qualità.

I vini destinati alla Collection D. che rappresentano i top de gamma della Maison provengono da una selezione parcellare delle vigne, la gestione del vigneto avviene secondo i principi della “viticulture durable” e secondo la Démarche Qualité Vignoble .

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I vins de réserve vengono quasi sempre affinati in foudres de chêne, gli assemblaggi vengono fatti con vini di première presse e coeur de cuvée pour la Collection D. L’affinamento minimo per i vini della gamma “Classiques” è di 3 anni minimo, 5 anni minimo per quelli della Collection D in bottiglia normale e di 7 anni in magnum.

Per prendere confidenza con l’universo Devaux ho pensato di provare per voi, ma anche per me, che l’ho veramente apprezzato, l’Ultra D che é l’alter-ego della Cuvée D, una cuvée composta da Pinot Noir 55 % e Chardonnay 45 %, Pinot nero della Côte des Bar e Chardonnay della Côte des Blancs, di Montgueux e Côte des Bar, 35% di vins de réserve affinati in botte grande. Un Extra Brut con 2 grammi litro di dosaggio.

Un ottimo Champagne, colore paglierino oro squillante, luminoso, perlage fine e persistente, profumi intensamente fruttati, pesche gialle e albicocca, nocciola fresca, pasticceria, fiori gialli, un bouquet pieno e solare di ampia espressione.

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Gusto largo, pieno, intensamente vinoso e succoso, molto strutturato ma fresco, ampio, consistente, cremoso, con una certa grassezza e persistenza lunga. Uno Champagne gastronomico che esprimerà il suo meglio se abbinato a pesci di mare di una certa struttura, cernie, branzini, orate, ma che potrebbe reggere benissimo l’abbinamento a carni bianche.

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org !

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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