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Giramenti di... bolle

Vendi a prezzi da Champagne? Vediamo come te la cavi con due Champagne…

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A proposito dell’Oltrepò Pavese Pinot nero Farfalla Cave Privée 2001 Ballabio

Nei giorni scorsi, in questo articolo, ho criticato duramente, parlando di quel Calimero di Oltrepò Pavese, sia la politica commerciale, suicida, da karakiri, da licenziamento in tronco del direttore commerciale o AD che sia, del Castello di Cigognola proprietà non di pirla qualsiasi, ma della famiglia dei petrolieri, miliardari, Moratti. Che, a mio avviso, essendo parenti di quel Massimo Moratti che prima di ottenere con Mourinho il triplete ha licenziato fior di allenatori (cosa che ha fatto ancora dopo, prima di vendere agli orientali la Beneamata) dovrebbero fare come lui, dare il ben servito a tale Baldi e non fargli mangiare il panettone…

Nel mio articolo ho però parimenti criticato la presunzione di un’altra azienda, esemplare per la qualità dei vini, oltrepadana, Ballabio, che decidendo di uscire con un quantitativo limitato, 5000 bottiglie, di una riserva speciale, l’Oltrepò Pavese Pinot nero Farfalla Cave Privée 2001, hanno pensato “bene”, si fa per dire, di metterlo in commercio ad un prezzo a mio avviso presuntuoso, credo oltre i 50 euro, che lo porterà sulle scaffale delle enoteche (nei ristoranti credo di più) tra 80 e 90 euro.

E quando ho fatto notare al giovane Mattia Nevelli, che si lamentava del mio articolo, lui il ragazzotto ha scritto (a me!) le seguenti parole “Bah, mi spiace me hai toppato alla grande, hai parlato di un prodotto che giustamente si colloca a prezzi troppo bassi e di un altro che invece è assolutamente in linea con i top delle aziende italiane. Mettere la nostra cuvée nello stesso articolo a livello di una Barbera da 3 euro e paragonare il mio comportamento alla pari di quello di Cigognola secondo me non ci sta. Io non svendo i miei prodotti, la differenza è quella”. Lascio a voi giudicare.

Io avendo, almeno sulla carta (non mi parla da fine aprile sua madre mi dice che sta bene…) una figlia del 1985 sono abituato all’arroganza e alla spudoratezza di tanti suoi coetanei che avendo 30, 35 anni pensano di aver capito tutto e che noi genitori, o persone con 25-30 anni più di loro saremmo da rottamare. Campa cavallo, ne avete ancora di biada da mangiare, anche se siete giovani e pieni di forze e senza acciacchi (se non psicologici o mentali) ragazze/i!

Cosa ho pensato dunque oggi che festeggio, a 64 anni compiuti da un mese, la nascita del mio nuovo blog dove non parlerò di vino ma di varia umanità?

Mi sono detto, pensando al giovane Nevelli, bene, vendi la tua Farfalla Cave Privée 2001 a prezzi in linea con quelli, me l’hai detto tu, del Trento Doc Giulio Ferrari o del Franciacorta Annamaria Clementi? Vendi a prezzi da Champagne? Bene, io che sono bastardo dentro e fuori ti prendo sul serio, ti metto alla prova e questo pomeriggio, tra poco, lo porterò nel mio ristorante di fiducia per le bollicine qui a Bergamo, il Carroponte di Oscar Mazzoleni e lo degusteremo, blind tasting of course, lui, il suo capo sommelier Valsecchi e chi scrive, insieme a due Champagne di ottimo livello, il Brut Nature di Drappier (prezzo online 35 euro) e il Blanc de Noirs Les Maillons di Ulysse Collin che online, ad esempio qui, viene via a poco più di 90 euro.

Stappiamo e vediamo cosa accade. Se l’Oltrepò Pavese, il suo Farfalla Cave Privée 2011, avrà retto la prova e il confronto ne scriverò bene, gli batterò le mani. Se andasse diversamente, beh, chi mi conosce, chi mi legge, può facilmente immaginare…

dav

La cronaca di questo tasting, proprio come è accaduta con la cronaca, fedele, di un’altra degustazione, che ha visto il massacro di un Franciacorta tribicchierato presuntuoso e senza qualità, naturalmente nei prossimi giorni su questo blog. Dove altrimenti? Su Intrallazzavino? Su Lemiebollicine? Ma mi faccia il piacere, come diceva Totò…

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Rinaldo
Rinaldo
31/10/2020 19:03

Se venduti a prezzi troppo bassi, non va bene. Se venduti a prezzi troppo alti…non va bene comunque. In sostanza i vini dovrebbero essere venduti al prezzo che decide il modesto Ziliani.

PS. Il prezzo del vino non lo fa la sua qualità. Bensì la domanda in rapporto all offerta. Mi pare tanto banale..

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