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Champagne che passione!

Perché vendere a prezzi da Champagne quando la qualità è solo da Oltrepò?

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L’Oltrepò Pavese Pinot nero Farfalla Cave Privée 2001 Ballabio rivela tutti i suoi limiti…

Lo so, qualcuno dirà, ma che cattivo che sei a sparare così su un piccolo produttore oltrepadano? Oppure: “ma cosa ti hanno fatto i Nevelli?”. Non mi hanno fatto niente, ma fa solo girare le scatole la presunzione di chi si atteggia a grandissimo quando invece è solo bravo e deve ancora crescere e mangiare della biada, e mantenere i piedi ben saldi in terra, prima di poter pensare di assumere atteggiamenti da numero uno.

Lo so, sono implacabile, ma come diceva Mogol nel testo dell’immortale Una donna per amico di Lucio Battisti “il mio mestiere è vivere la vita
che sia di tutti i giorni o sconosciuta” e quindi, anche se amo l’Oltrepò Pavese e penso che Ballabio (perché diavolo presentarsi come Ballabio winery sul sito?) sia uno dei migliori produttori di quella splendida terra da vino e da salami, mi tocca, anche perché mi ero preso l’impegno di farlo con questo annuncio, sine ira ac studio, fedelmente, mi sono testimoni un’eccitante affascinante Selvaggia (donna di quelle che destano pensieri diciamo non platonici…) seduta con un amico al tavolo accanto al mio, e soprattutto il patron e il sommelier del ristorante Carroponte di Oscar Mazzoleni raccontare i risultati della degustazione, rigorosamente blind tasting, vero Valsecchi?, che ha visto l’Oltrepò Pavese Pinot nero Farfalla Cave Privée 2001, a confronto con due Champagne. Parlo del Brut Nature di Drappier (prezzo online 35 euro) e del Blanc de Noirs Les Maillons di Ulysse Collin che online, ad esempio qui, viene via a poco più di 90 euro.

Quantitativo limitato, 5000 bottiglie, riserva speciale, per il Blanc de Noirs di Ballabio, che i Nevelli, hanno pensato “bene”, si fa per dire, di mettere in commercio ad un prezzo, credo oltre i 50 euro per horeca, che lo porterà sugli scaffali delle enoteche (nei ristoranti credo di più) tra 80 e 90 euro.

Ieri, come ho scritto, mi sono detto: caro giovane arrogante Nevelli, tu vendi il tuo Farfalla Cave Privée 2001 a prezzi in linea con quelli, me l’hai detto tu, del Trento Doc Giulio Ferrari o del Franciacorta Annamaria Clementi? Vendi a prezzi da Champagne? Bene, vediamo come il tuo Farfalla Cave Privée 2011 regge la prova…

Ahimé, sarei stato ben lieto di scrivere tutt’altro, di dire che, perdiana, se amate i metodo classico, se non volete privarvi di un capolavoro italiano, lombardo, padano, anzi, oltrepadano, fate un mutuo ma compratevi almeno due bottiglie del Farfalla Cave Privée 2001 di Ballabio.

Vi dico invece, se vi fidate di me, che quegli 80-90 euro è molto meglio che li spendiate per comprarvi una bottiglia di questo Ayala Brut Collection n°7 2007, oppure lo Spécial Club 2014 di Gimonnet, per citare due Champagne, in vendita online da Enoteca Meregalli, che hanno lo stesso prezzo della bollicina oltrepadana. Oppure vi dico di comprarvi quasi tre bottiglie del Brut Nature di Drappier, che non sarà un trionfo di complessità, ma, boja fauss, ha una piacevolezza, un equilibrio, un’armonia davvero da applausi. E bravo Alessandro Rossi che l’ha selezionato per Partesa

Raccontiamolo  e raccontiamone i limiti, evidenziati  dal confronto con il Blanc de Noirs Les Maillons di Ulysse Collin, che non è il mio genere di Champagne, che è ancora molto giovane, che ha un legno almeno per i miei gusti eccessivo, con note di cocco, nocciolo di pesca, noce moscata che condizionano la performance olfattiva e lo rendono Champagne, molto gastronomico ,che si fa apprezzare per la bocca larga e piena, cremosa, ricca, l’intensità al palato. Uno Champagne che ha entusiasmato il Valsecchi e il Masulé, mentre io, che sono un provinciale, l’ho solo ammirato. Uno Champagne che definirei “esotico”, perfetto per chi in uno Champagne ricerca sensazioni particolari, uno Champagne, mi permettete la battuta? da “famolo strano”. Molto Sélossiano e cerebrale indubbiamente e quindi non zilianesco.

Il Brut Nature di Drappier mi ha convinto senza esitazioni per il suo bellissimo colore, un rosa pallido cipria brillante e luminoso, il perlage fine, i profumi fragranti, vivi, freschi, il gusto vivo e croccante, ben sapido, teso, elegante, grazie ad un basso dosaggio degli zuccheri (due grammi) e ad una perfetta maturazione del Pinot noir utilizzato. Champagne che ha nell’equilibrio, nella piacevolezza, nell’armonia di tutte le parti, l’assenza di qualsivoglia presunzione, vuole farsi bere senza tante balle e ci riesce benissimo, le sue armi vincenti. E il rapporto prezzo – qualità da applausi.

dav

Il Farfalla Cave Privée 2011 parte bene con un bel colore paglierino oro cipria, un perlage fine, poi già il naso esilino, con poco carattere, note di frutta bianca e pasticceria, accenno di nocciole e niente più, comincia a fare storcere il naso, ma è la bocca a lasciare insoddisfatti, con lo spiccato carattere vinoso, una mono-dimensionalità e carenza di sfumature e una magrezza che si può accettare in un metodo classico che finisse sullo scaffale a 40 euro, ma finendoci, auguri!, al doppio, desta molti interrogativi. Un vorrei ma non posso, un io vorrei non vorrei ma se vuoi che, visto che è stata premiato come “bollicina dell’anno” da quegli storditi (o altro?) del Gambero rosso conferma la convinzione che quella guida non guidi il consumatore ma lo porti fuori strada.

Che dire? Forse che un bagno di umiltà ai Nevelli farebbe solo bene, le loro altre cuvée sono eccellenti e hanno un prezzo giusto, con questa hanno tentato un passo molto più lungo della loro gamba e sono franati a terra picchiando il muso. Darmagi, come direbbe Gaja!

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Oltrepadano Doc
Oltrepadano Doc
01/11/2020 11:12

Che lei sia un pagliaccio è cosa nota da tempo. Un tristo, patetico relitto umano. Lei non è cattivo, è solo stupido.

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