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Degustazioni

Champagne L’Ame de la Terre 2006 Françoise Bedel

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Meunier, Pinot noir, Chardonnay
  • Giudizio: 4.5
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Dialettico, complesso, una bella espressione della biodymanie en Champagne

L’ho già scritto nell’aprile di due anni fa, qui, ma già ne scrivevo bene, su Vino al vino, questo blog non era ancora nato, 14 anni fa, che gli Champagne dei Bedel, domaine nella Vallée de la Marne, sono molto buoni e che hanno una personalità tutta loro e che nel campo, accidentato, non tutto rose e fiori, ci sono anche fango e spine e sassi acuminati, degli Champagne che seguono la strada difficile e ambiziosa della biodinamica, sono certificati Ecocert dal 1998, occupano uno spazio tutto personale.

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Champagne “dialettici”, per usare un termine caro al Maestro di noi tutti scrivani del vino, Gino Veronelli, Champagne che richiedono attenzione ed un filo di preparazione e conoscenza della Champagne e della sua complessità per essere compresi appieno. Champagne intensi, vinosi, gastronomici, che richiedono di essere gustati a tavola e non “sbicchierati” come si può fare con Champagne più diretti e meno complessi, più immediati e facili da bere.

Nei giorni scorsi, questo ottobre mi ha visto saltare da una degustazione di 77 Trento Doc (la racconterò prestissimo) a diverse puntate in Franciacorta, all’assaggio casalingo e nel ristorante di Bergamo dove vado più spesso, perché ci si diverte, si “rischia” di imbattersi in tanta “gnocca”, e ultimamente si mangia anche bene, ovvero il Carroponte di Oscar “Masulé” Mazzoleni, mi sono nuovamente confrontato, perché bere Bedel non vuol dire solo bere o assaggiare, ma entrare in una dimensione di confronto, di interrogazione, di dialogo con la bottiglia, di comprensione delle dinamiche (e biodinamiche) del vigneron, con la cuvée L’Ame de la Terre.

Questa volta avevo nel bicchiere il millésime 2006, 10 anni sui lieviti, dégorgement novembre 2017, una cuvée composta da 90% Pinot Meunier, 5% Chardonnay, 5% Pinot noir, uve provenienti da viti di oltre trent’anni, radicate su suolo argilloso e calcareo, una modalità di vinificazione che prevede la fermentazione in barrique, una pratica per la quale, nell’universo della Champagne “je ne raffole pas”, insomma, non mi fa impazzire.

Anche in questo caso l’assaggio, pardon, l’esperienza gustativa, è stata molto interessante, con gli Champagne di Bedel non ci si annoia di certo. Colore paglierino oro intenso, perlage fine, e subito appena l’ho versato, questa volta  in un fantastico calice di Sophienwald, della linea Gran cru, bicchieri che vengono importati in Italia da Ceretto terroirs, l’ho trovato grasso nel suo disporsi nel calida, con un naso tutta frutta gialla matura, albicocca e prugna gialla, fiori bianchi secchi e mandorle e sale e un accenno ossidativo caldo.

Largo in bocca, pieno avvolgente, con la potenza e la struttura di un rosso, uno Champagne che gioca su dimensioni come larghezza, densità, tessitura fitta, calda, più vellutata che setosa che sulla verticalità.

Uno Champagne, che su Callmewine troverete in vendita a circa 70 euro, con il quale vale la pena di confrontarsi. Uno Champagne, lo presenta bene l’enoteca on linea creata da Paolo Zanetti, “prodotto con grande perizia e che racchiude tutto il fascino e il raffinato gusto dell’artigianalità e della produzione biodinamica”. Uno Champagne, importato in Italia da Sarzi Amadé, che ho gustato in abbinamento alla musica, una rivelazione (ne scriverò presto sul Franco Ziliani blog), di Sophie Hunger e del suo fantastico gruppo.

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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