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Champagne che passione!

Champagne Brut Nature Libérance 2015 Franck Pascal

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Pinot Meunier, Pinot noir, Chardonnay
  • Giudizio: 5
1.1

Un Champagne extraordinaire qui m’a laissé sans mots…

Da qualche giorno, incredibile ma vero, essendo io notoriamente un chiacchierone, ho perso la favella. L’ho smarrita da quando, grazie a Bepi Mongiardino, alias Moon Import (uno che restando solo nel mondo Champagne importa nomi tipo Philipponnat, Gaston Chiquet, Egly-Ouriet, Aubry, Ulysse Collin, il numero uno dei virtuosi del Meunier, Jérôme Prévost, Michel Fallon, e un certo Selosse, Jacques Selosse), che ha voluto inviarmi una delle sole 5144 bottiglie prodotte (la mia era la numero 13, numero porte bonheur), ho potuto stappare, mettendomi subito in ginocchio e ringraziando Bacco e i potenti Dei di avermela fatta trovare, e degustare, ammirare e bere senza ritegno, lo sfolgorante, incredibile, potrei proseguire con altri venti aggettivi iperbolici e super elogiativi, Champagne Brut Nature Libérance 2015 di Franck Pascal. Un produttore, che Dom Pérignon lo benedica !, il cui sito Internet é tutto un programma di vita, gioia, felicità, visto che si chiama Des Champagne pour la vie

Chi sia Franck Pascal, con cui ho parlato ieri sera al telefono, per il piacere di esprimergli personalmente la mia gratitudine per avermi regalato qualche ora di felicità assoluta, per avermi fatto toccare il cielo di noi champagnedipendenti con un dito, lo potete leggere qui sul sito della Moon Import o meglio ancora sul suo sito, dove racconta di sé e della moglie Isabelle, del suo domaine, del suo terroir. In poche parole un récoltant-manipulant che si trova a Baslieux-sous-Châtillon, pratica agricoltura biodinamica con certificazione Biodyvin.

Uno che si presenta così, con umiltà e verità “In cerca di champagne di terroir autentici, vorrei che il suolo che ho ereditato desse il meglio di se stesso alle vigne. Tutto poggia sul vivente che ha saputo organizzarsi in simbiosi e in sinergia al fine di co-esistere e di co-evolvere. Il suolo nutre la vigna e la vigna crea il suolo. Il suolo e la pianta sono uno. Curare la pianta cura il suolo e viceversa. La vita è mantenuta dalle energie da cui sono attraversati gli individui: le calorie, le reazioni biochimiche, l’elettricità, il magnetismo, le energie cosmiche e telluriche… Il mio ruolo in veste di vignaiolo è di mantenere queste relazioni bioenergetiche tra il suolo e la vigna in modo che il vino sia portavoce del terroir e delle energie vitali per il piacere del corpo e dello spirito.”

Ci sarà tempo per parlare delle altre cuvées, (Mongiardino prenda nota, vorrei assaggiarle tutte e raccontarle una per una ai miei lettori), che hanno nomi stupendi: Tolérance (per il Rosé), Sérénité, Pacifiance, Harmonie, Quinte Essence, Réliance, Fluance, Confiance (per il Coteaux Rouge Champenois).

Di questo Brut Nature Libérance 2015, cuvée composta per il  86% da Pinot Meunier, per il 10% da Pinot Noir e infine per il 4% da Chardonnay, che, mi ha detto Pascal, contribuisce a conferire finezza, eleganza, sapidità e mineralità ad una cuvée caratterizzata dalla netta predominanza di uve rosse, imbottigliato il 10/08/2017, 3 anni di affinamento sui lieviti, dégorgement di pochi mesei fa, 20/7/2020, che Moon Import ha preso avendo totale fiducia nel vigneron e che sta andando molto bene in Francia ed è già presente sulle carte dei vini di diversi ristoranti pluristellati in Champagne e à Paris, Franck Pascal mi ha detto queste cose.

Innanzutto i suoli, “terroirs tertiaires avec beaucoup d’argile – Pierres Meulières – Silex et Calcaires durs”, vigne in pendenza disposte ad anfiteatro che consentono un interessante esposizione al sole, rocce molto dure, ricche di minerali, che grazie alla vita,  alla biodinamica e al collegamento delle radici delle vigne con le rocce portano una freschezza e mineralità verticali molto ragguardevoli. Nel 2015 Franck Pascal non ha prodotto Sérénité, Quinte Essence, e Harmonie, ha utilizzato i migliori mosti (tasso di vibrazione elevato, resistenza all’ossidazione senza aggiunta di SO2, pienezza in bocca, trama di mineralità e lunghezza intensa in bocca) per incarnare in Libérance l’espressione libera e naturale della vita dei terroir in tutte le loro dimensioni.

Dice: “ci siamo focalizzati sulla gratitudine per aver ricevuto dall’universo (mi riferisco ai nostri affezionati clienti e amici) il dono di aver incontrato delle persone giuste e di conseguenza i mezzi economici che ci consentono di proseguire la nostra attività e a trasmettere nel cuore delle persone il sentimento del nostro amore per il lavoro e il nostro voler privilegiare quello che la Vita conferisce a noi tutti in maniera durevole e virtuosa, valori come “la résilience, la bienveillance, le Soi”, per poter nutrire pienamente il consumatore e fargli vivere l’esperienza straordinaria della sensazione della vita di un terroir naturale in simbiosi con le uve, direttamente nei nostri bicchieri…

Chiamatelo pure poeta, sognatore, idealista, Don Chisciotte, puro folle in senso wagneriano e parsifaliano, Franck Pascal, ma accidenti, è uno che sa il fatto suo, che onora la Champagne e lo Champagne, che ne offre un’interpretazione commovente per verità e bellezza.

Provo a raccontarvela questa meraviglia… Colore paglierino oro brillante, luminoso, perlage finissimo, esaltato dal mio bicchiere del cuore, quello di Luca Bini, naso rigoroso, teso, inesorabile, pimpante nella sua integrità ed energia scalpitante, elemento che ritroverete in ogni momento ascoltando Libérance, degustandola, bevendola, tributandole applausi e standing ovation. Un bouquet finissimo, tutto fiori bianchi, agrumi, sale, pietra, un filo salmastro ostricoso, tutto leggerezza, tutto charme.

E poi la bocca, che bocca amici miei! Viva, tesa, fresca, appuntita e verticalissima ma larga, con persistenza salata e pietrosa lunga e infinita, bolla fine e croccante che ti accarezza e titilla sensuale e sbarazzina, sorridente e maliziosa appena, il palato, con un gusto che non finisce mai tutta energia, armonia, avvolgenza…

Uno Champagne che è la quintessenza di quell’esprit de finesse, di quella energia, naturale, indomita, di quel mariage perfetto terra-aria, di quella volontà di preservare fino al bicchiere la verità e la forza dei terroir dove si trovano le vigne, che Franck e Isabelle Pascal dichiarano e mantengono con commovente onestà.

E ora, Mesdames et Messieurs, alziamoci tutti in piedi e onoriamo questo capolavoro come merita, ascoltando la musica ineffabile di Beethoven, la sua poco nota, meravigliosa, Fantasia corale per pianoforte, coro e orchestra opera 80, opera che annuncia e prelude al trionfale finale della Nona Sinfonia, nell’interpretazione, a mio avviso insuperabile, ancora meglio di quella memorabile di Marta Argerich, di una delle più belle donne del mondo (bella forza, è francese, di Aix-en-Provence, dove ha visto la luce in un giorno di gloria, il 7 novembre del 1969), una scrittrice geniale (leggete i suoi libri, li trovate tutti su Amazon, Lezioni private, Ritorno a Salem, Variazioni selvagge), quella pianista suprema che corrisponde al nome di Hélène Grimaud.

Acquistate senza indugio alcuno i suoi CD incisi per Deutsche Grammophon, guardate i suoi video (e come si fa a non tomber amoureux d’Elle?) su You tube, e sognate. Il mio sogno, proibito, impossibile, irrealizzabile, bere una bottiglia di questo supremo Champagne Libérance 2015, abbinato a delle huitres freschissime, in sua compagnia, e ascoltarla suonare, qualsiasi cosa, lei è suprema, solo per me… Oh, Mon Dieu!

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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