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Champagne che passione!

Champagne Brut Réserve Exclusive Nicolas Feuillatte

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Pinot noir, Pinot meunnier, Chardonnay
  • Giudizio: 4
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Quando anche una cave coopérative sa fare qualità

Ancora di Champagne vi devo parlare e questa volta la “colpa” (o il merito?) è di una prosecchista. Non sto vaneggiando, se ho bevuto questa cuvée de Champagne che vi raccomando, perché è buona e ha un prezzo umano (viene via a 31,50 euro sia su Tannico che su Callmewine) è perché mi è stata tenacemente “imposta”, con la promessa che avrei assaggiato, senza preventivamente dire no grazie, come faccio solitamente quando mi viene proposto di berne uno, una loro speciale selezione di Valdobbiadene Prosecco superiore metodo classico affinata due anni sui lieviti (questa che sul loro shop online vendono a ben 17,90 euro). Questo perché Valdo, la nota casa produttrice di quelle bollicine Charmat che non riesco ad amare, forse per salvare l’anima dalla dannazione eterna, importa anche, come il mio amico Umberto Cosmo di Bellenda, una Maison de Champagne.

Che non è l’adorata Maison Coulon di Isabelle e Roger Coulon, che anni fa produssero solo per gli amici (quorum ego) un Rosé di Meunier che bevuto in magnum per salutare il 2016 mi rimarrà sempre nel cuore per tanti motivi, bensì una cave coopérative, fondata nel 1976 a Choully, nel cuore della Côte des Blancs, da un grande uomo, nato nel 1926 e morto nel 2014, e che porta il suo nome, Nicolas Feuillatte.

Un personaggio che meriterebbe da solo un articolo, e mi sa che prima o poi non lo scriva, tali sono stati i risultati che ha conseguito, che 44 anni fa, alla luce della convinzione che “diffondere il lusso per incantare la vita di ogni giorno” potesse essere un grande obiettivo, diede vita al marchio più giovane tra tutte le grandi Maison dello Champagne.

Una grande Cave Coopérative, che oggi conta su 4.500 viticoltori, che controllano oltre 2.250 ettari, dislocati su 13 dei 17 Grands Crus e su 33 dei 42 Premiers Crus dell’area di produzione della Champagne, che condividono un’unica visione e propone un’ampia gamma di etichette, grazie alla ricchezza e alla diversità dei suoi territori. Una Maison “democratica”, (detto da me che non sono proprio il più grande fan della democrazia e sarei piuttosto per altre soluzioni politiche, è un grande complimento) che punta a far vivere ogni giorno “un moment enchanté”.

E qui devo aprire una parentesi. Lo so bene che la qualità si paga e che dietro al lavoro di certi vignerons come Franck Pascal e Maison de Champagne come l’adorata Deutz, di cui su questo esalto la grandezza ci sono fatiche, sangue, sudore, lacrime, rischi e che certe cuvée de prestige hanno prezzi elevati da happy few, ma boia fauss, come sono felice quando posso proporre uno Champagne per bere il quale non bisogna accendere un mutuo o tramutarsi in Eno-Robin Hood che rubano ai ricchi (quelli che in cantina hanno Cristal e Krug e Sélosse ad esempio o Romanée-Conti) per dare ai poveri, ad esempio me, che di quelle bottiglie in cantina non ho nemmeno una bouteille vide..

Sono stato contento e lo sono tuttora, di segnalarvi un’enoteca on line come Bollicine di Francia, che propone a prezzi ragionevoli, abbondantemente sotto i 50 euro, Champagne come quelli di Maison come Mondet e come la Maison Parmantier-Rigaut, e presto proporrà le cuvée di una Maison che adoro, quella di Cédric Mangin.

E mi piace pertanto, grazie alla tenacia della tenace p.r. Alessia Maderi (una di quelle brave, come la bravissima Albina Podda, ufficio stampa del Prosecco Doc, che io sogno trasferita in Franciacorta o in Trentino) parlarvi della cuvée de prestige (che ha lo stesso prezzo della cuvée Prestige di una nota casa di Erbusco ma ben altra qualità) della Nicolas Feuillatte, una cave che ha un sito Internet esemplare e persino uno scintillante Web magazine, e le cuveés sono oggi curate da uno chef de cave come Guillaume Roffiaen che la Maison presenta in questi simpatici termini: “un visionnaire en même temps qu’un sensoriel. Authentique gourmet, il est imprégné d’une culture culinaire mondiale qu’il compare à un “puits sans fond”, source d’inspiration infinie”. Uno il cui curriculum vitae ricorda che è arrivato alla Maison nel marzo 2014 come Directeur Oenologie et Qualité, per poi diventare chef de Caves nel 2017.

Ma cos’è la Réserve Exclusive, non millesimata di Nicolas Feuillatte? Un Brut giudiziosamente dosato la cui cuvée prevede un 20% di Chardonnay che conferisce eleganza e finezza, 40% di Pinot noir per dare rotondità e struttura e un 40% di Meunier che conferisce fruttato e morbidezza. Affinamento sui lieviti che va dai tre ai quattro anni per una cuvée emblematica che oggi incarna lo stile della Maison.

A me questo Champagne popolare e democratico è piaciuto molto, con il suo colore paglierino oro piuttosto acceso, il perlage fine e continuo, il suo naturo caldo, maturo, tutto giocato su note di frutta gialla e frutta secca, note di frutta esotica come ananas e mango, poi mele cotogne e agrumi canditi a comporre un insieme di grande ricchezza e intensità, dove compaiono, in evoluzione, sfumature fumé e di miele d’acacia.

Bocca larga e piena, intensamente vinosa, dotata di una bella morbidezza cremosa, più largo e potente, carnoso che profondo, per uno Champagne gastronomico che la Maison suggerisce di abbinare ad un saumon fumé e io ho gustato su fusilli con un sugo con le melanzane preparato con le mie manine che non so bene come sia riuscito così buono…

Vive le Champagne, liberté, égalité, fraternité!

Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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