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Bollicine... a tavola

Breaking news! Habemus bollam griffatam di Ferragamo

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A “grande richiesta” a “soli 54 euro” un “inedito” metodo classico di Sangiovese

E’ arrivato dicembre e con l’approssimarsi del Natale la mia casella di posta elettronica, e immagino quella di altri colleghi (molti dei quali, ci scommetto i “gioielli di famiglia”, pubblicheranno pari pari quelle veline, magari spacciandole per farina del loro sacco e profondendosi in laudi e inchini anche per le più sesquipedali caxxate, quelle che quando le ricevi e le leggi ti pieghi in due dal ridere..) si intasa ogni giorno dei comunicati stampa, opera di p.r. che sarebbe meglio si dedicassero a fare la calza, alla meditazione yoga e a cucinare seguendo i consigli di mamme e nonne (molte donne oggi sono assolutamente delle incapaci ai fornelli e altrove…), più inverosimili.

Riservandomi di pubblicare entro fine anno una compilation delle scemate più sesquipedali (ne ho già ricevute alcune già messe da parte, tipo il proseccaro che si fa fare il panettone dal cuoco stellato divo tv et similia) ora dedico qualche riga alla notiziona dell’anno, l’uscita sul mercato di una bollicina di cui tutti noi sentivamo la mancanza, la cui mancanza ci impediva di dormire la notte, di cui tutti, ma confessiamolo!, avevamo assoluto bisogno.

Nasce un metodo classico di Sangiovese. Bella scoperta, direte voi, ci sono già quelli di Felsina, di Riccardo Lepri alias Montauto a Manciano in Maremma, di Tenuta Pertinello in Romagna, il Roizone di Mustiola, l’Aetos di Tenuta Sanoner, e poi quello del Castello di Volpaia in Chianti Classico, per citarne solo alcuni, ma volete mettere un metodo classico “griffato”, quello che nasce in una tenuta dell’aretino, Il Borro, dal 1993 proprietà nientemeno che di Ferruccio Ferragamo, “in cui sono impegnati il figlio Salvatore Ferragamo (oggi AD de Il Borro) e la figlia Vittoria (responsabile dell’Orto del Borro e dei progetti speciali), che si estende nel bacino del Valdarno Superiore su di una superficie di 1100 ettari”?

Volete mettere il brivido di portare sulla vostra tavola di Natale un metodo classico prodotto in quella tenuta che per anni ha ospitato (chissà se pagava l’affitto o ricambiava con gli alti punteggi che inopinatamente dava ai loro vini…) nientemeno che James “Giacomino” Suckling ex responsabili vini italiani ed europei di Wine Speculator, pardon Spectator?

Suvvia, a soli 54 euro (prezzo medio di vendita al pubblico) invece di comparvi su Callmewine (complimenti Zanetti per la brillante operazione che ha visto un’importante società investire sulla vostra ottima enoteca online!) una banale bottiglia di Champagne Rosé Zéro di Tarlant, godetevi, che fa più figo negli ambienti radical chic, il “Bolle di Borro Rosé Metodo Classico 2014, ottenuto da uve Sangiovese, affinato sui lieviti per 60 mesi, un metodo classico elegante, con un perlage fine e persistente dovuto al suo lungo affinamento. Ideale come aperitivo, per dare il via ai festeggiamenti, ma perfetto anche a tutto pasto. Ottimo per essere gustato con piatti raffinati e strutturati, di mare e di terra, è un vino dalla freschezza e dalla versatilità ineguagliabili. Un’espressione inedita del Sangiovese che stupisce sin dal primo sorso per la sua finezza”.

Certo che ci vuole un bel coraggio, gentili p.r.. di FComm, che mi avete inviato il comunicato (cui dedico le canzoni di Morandi e dell’innominabile cantautore fiorentino) a scrivere “un’espressione inedita del Sangiovese”, quando di Sangiovese metodo classico, come sopra ricordato, ce ne sono già parecchi in circolazione…

Ma chiedere alle p.r. di non raccontare balle, di dire la verità, di informarsi, prima di ciarlare via mail, è impresa pressoché impossibile. Quasi come pretendere che a Berlusconi piacciano improvvisamente l’ommini, Conte possa diventare uno statista e politico serio, e che in Oltrepò Pavese un’altezzosa contessina produca metodo classico che si bevano quando, malauguratamente, se ne stappi una bottiglia resta semipiena. Mission impossible…

n.b.

non dimenticate di leggere anche il nuovo blog personale www.francoziliani.it e Lemillebolleblog www.lemillebolleblog.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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