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Degustazioni

Due Franciacorta da non perdere: La Valle e Rizzini

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Sapendo scegliere, anche nella zona spumantistica bresciana c’è grande qualità

Posso forse lasciarvi, amiche mie lettrici di questo blog, appassionate di bollicine nobili come siete, magari un po’ nazionaliste e vagamente autarchiche, propense a scegliere metodo classico made in Italy, piuttosto che le bulles francesi (o spagnole: Cava e Corpinnat) senza un suggerimento di qualcosa di buono da scegliere e stappare, possibilmente in compagnia dei vostri innamorati oggi che noi milanesi festeggiamo Sant’Ambroeus?

Certo che no. E in attesa di dirvi come sia andata la disfida tra due Trento Doc e inondarvi, sì, proprio anche voi che magari sul modello originale avete qualche ingiustificata arrière pensée (“con tutti gli spumanti buoni che si fanno in Italia, perché si ostina a scegliere quelli francesi?” mi ha scritto qualcuno? Semplice, perché amo il modello originale, un po’ meno le pur valide altre interpretazioni della méthode champenoise fatte in altri Paesi, Italia compresa), di consigli su grandi Champagne che vi allietino mente e cuore, eccovi non una, ma ben due indicazioni di Franciacorta Docg da non perdere.

Sì, lo so, qualcuna di voi magari è scettica su quello che viene prodotto nella zona spumantistica bresciana, magari è rimasta perplessa dopo aver provato, credendo fosse buona, invece non lo è, una bottiglia dall’orripilante e volgare etichetta arancione, magari qualcuna ha creduto ai responsi di una guida che guida fuori strada e tribicchiera anche vini mediocri, però, credetemi, sapendo scegliere e distinguere il grano dal loglio, nei 3101 ettari di vigna, di cui 2013 a conversione biologica fatta o in corso, quasi il 65%, della Docg bresciana nascono bollicine, nobili mica Charmat, da tenere decisamente in considerazione.

Nei prossimi giorni vi canterò le lodi, strameritate, del Dosaggio Zero Nero 2015 (mettetevi il cuore in pace, ghe n’è pu e saltata l’annata 2016 per avere la 2017 bisognerà attendere ancora un buon anno) di Colline della Stella, poi magari prima di fine anno ci sarà anche spazio per qualcosa di Vezzoli, Cavalleri e altri prodi vignaioli di Franzacurta, ma oggi voglio catturare la vostra attenzione (a me gli occhi, please!) sul Blanc de Noir Extra Brut 2014 di La Valle e sul Blanc de Blanc 2011 di Rizzini. Piccole maison franciacortine meritoriamente distribuite da Proposta vini.

E qui salterà su qualche pirla (ce ne sono anche tra i miei lettori, non posso farci niente, mi leggono anche gli imbecilli per controllare quello che scrivo…), a dire, “Ziliani conflitto di interessi, Proposta vini è tra i suoi sponsor!”. Verissimo, cari storditi, il fatto è che di tanti vini che l’amico Giampaolo Girardi seleziona io ho già scritto più volte prima che il banner del distributore e importatore di Pergine Valsugana comparisse sui miei blog. Quindi, silenzio e cuccia, per i marchettari e intrallazzatori rivolgersi altrove…

Per sapere chi sia La Valle, azienda in Rodengo Saiano, borgo dove si trova la celebre Abbazia olivetana, vi rimando a quello che scrivevo di loro (il tempo passa, boia fauss) dieci anni fa qui. Il loro sito Internet è un po’ macchinoso e non facilita affatto la navigazione, ma posso dirvi che loro contano su sei ettari vitati situati su un terroir antichissimo di origine giurassica e che la famiglia Pezzola, con la consulenza di un enologo della Champagne, produce ottimi vini. Il Franciacorta La Valle Blanc de Noir Extra Brut 2014 (prezzo in enoteca sui 31 euro), sboccatura primo semestre 2019, mi ha convinto per la sua personalità spiccata. Colore paglierino brillante luminoso, perlage finissimo, note di ananas pompelmo agrumi nei profumi, di grande freschezza, mostra bella croccantezza al palato, grande equilibrio, vivace nerbo acido bilanciato da un frutto succoso e una notevole piacevolezza.

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Con il Franciacorta Blanc de Blanc Dosaggio Zero 2011 di Rizzini, 84 mesi sui lieviti (Guido è un timidone e fargli dire due parole è una mezza impresa, ma si esprime, alla grande, con le sue bollicine) e questa, dal rapporto prezzo qualità pazzesco, costa in enoteca 32 euro, 58, il magnum (l’Extra Brut 2008 selezione 120 mesi ne costa circa 50 ma è uno sballo) ci spostiamo a Monticelli Brusati, in quella zona est che esprime buona parte dei Franciacorta più interessanti a mio avviso.

Siamo in un’azienda mini, solo due ettari vitati da grande récoltant manipulant, la cui filosofia Rizzini descrive così: “la filosofia della nostra azienda è sempre stata quella di vinificare solo ed esclusivamente le uve provenienti dal nostro vigneto, “un unico cru” questo perché riteniamo che le caratteristiche e le qualità trasmesse dal terreno inteso come suolo, sottosuolo, esposizione al sole, zona geografica, clima e microclima siano unici e non riproducibili da altri terreni anche se distanti solo pochi chilometri. Vinificando uve provenienti da terreni diversi si perdono quelle caratteristiche legate ad un preciso territorio che un vino di denominazione di origine controllata e garantita dovrebbe avere”.

Anche di Rizzini ho già scritto, cinque anni fa, quando aveva un altro distributore (oggi andato a carte e quarantotto… peccato, mi face conoscere le super burbujas catalane di Gramona e Raventos y blanc) e sono felice di tornare a scrivere oggi perché è giovane, umile, parla poco e fa bene, anzi benissimo.

Colore spettacolare, un paglierino oro splendente, perlage sottile, naso finissimo, con note di miele e nocciola, elegante freschezza e fragranza, bocca larga cremosa, con una bellissima acidità, gusto avvolgente, setoso, suadente, un Franciacorta che ha una consistenza quasi mielosa senza essere stucchevole, teso, vibrante, elegante, equilibrato, di assoluta piacevolezza.

 

Eh sì, Madamine care, vezzose ragazze, mettete da parte la vostra prevenzione nei confronti della zona spumantistica bresciana. Ci sono bottiglie da evitare, alcune ve lo ho già indicate, ma, per dirla in francese, il faut choisir, e il y a une grande différence entre le bien et le mal anche tra Monte Orfano e Lago di Iseo…

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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