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Degustazioni

Champagne Brut Grande Réserve Mondet

Pubblicato

il

  • Denominazione: Champagne
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Pinot Meunier, Pinot noir, Chardonnay
  • Giudizio 4.5
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Per bere bene, senza svenarsi, grandi…bollicine di Francia

Torno ad occuparmi, in fragrante e dichiarato “conflitto d’interessi”, trattandosi di una Maison le cui cuvées ho selezionato io per gli amici dell’enoteca on line Bollicine di Francia creata da un duo di appassionati di Champagne come Marco Maini e Stefano Bazzoni, che insieme ad altre molto valide tipo il Nature di Parmantier – Rigaut, di cui ho scritto recentemente, le importano e distribuiscono in Italia, della Maison Mondet.

Nel 2018 scrissi molto bene del Brut Nature Dosage Zero che ora, grazie alla mia introduzione, Marco e Stefano hanno introdotto  in catalogo insieme ad altre cuvées che potete trovare qui. E che vi consiglio tutte caldamente. Si tratta di Champagne impeccabili e perfetti se amate quegli Champagne che usano sapientemente l’arte del dosage degli zuccheri, quindi non Champagne secchi e verticali, ma larghi, molto sul frutto e cremosi.

Una Maison che ho conosciuto qualche anno fa grazie ad una super guapa española, anzi Valenciana in Castel San Pietro vicino a Bologna che corrisponde al nome di Lola Gomar, che ringrazio ancora per il prezioso consiglio data da sommelier (A.I.S. ça va sans dire) e da esperta appassionata di burbujas qual’é.

Qualche notizia sulla Maison. Fondata nel 1926 da Jules Mondet e consorte, oggi condotta dalle loro due figlie e generi, Line e Laurent Beaupuits, Laurence e Frédéric Bernardin. La Maison utilizza i tre vitigni tipici della Champagne; lo Chardonnay che apporta finezza ed eleganza; il Pinot Noir che dà struttura, robustezza e fruttato; il Pinot Meunier che conferisce rotondità equilibrio ed il fruttato.

I vigneti sono situati sui terroir di Cormoyeux e Romery, non lontano dall’abbazia Dom Perignon d’Hautvillers, con una superficie totale coltivata di 11 ettari, di cui una piccola parte a Passy Grigny. Il terreno è caratterizzato da un sottosuolo gessato che funge da vero e proprio regolatore termico, cattura l’umidità e la restituisce quando la vite ne ha più bisogno ed è in larga parte a base di craye. L’età media dei vigneti è di 30 anni, e alcuni appezzamenti selezionati per le migliori cuvée è di 60 anni.

Nella vinificazione dopo un primo riposo di diversi mesi in vasca d’acciaio, vengono degustati “vins clair” per determinare gli assemblaggi tra i diversi vitigni e diversi anni di raccolta. Il vino viene poi imbottigliato e invecchia da 3 a 7 anni nelle cantine della Maison. I 200 metri di cantine naturali di gesso a 30 metri sottoterra permettono una conservazione e un invecchiamento ottimale delle bottiglie di Champagne ad una temperatura costante di 10-12 ºC. La prima parte della cantina risale al 1886, è stata estesa negli anni ’70, poi si è aggiunta una seconda galleria parallela.

Oggi, i fossili incastonati nella volta in tufo da 95 milioni di anni, vegliano sul riposo delle bottiglie di champagne. Il tempo necessario per elaborare gli champagne della Maison è quindi molto lungo (minimo 3-4 anni), è il tempo necessario per fare un grande vino.

Oggi, dopo aver parlato del Rosé e, cosa che feci due anni fa, del Brut Nature, voglio proporre alla vostra attenzione il Brut Grande Réserve, Champagne non da aperitivo ma gastronomico dove si fa sentire la presenza, un 85%, delle uve rosse, con prevalenza con il 65% del Meunier, che conferisce morbidezza, rotondità, dolcezza espressiva e 20% del Pinot noir che dà spalla. Il 15% di Chardonnay dà freschezza e sale e una bella fragranza aromatica. Da notare che il 25% della cuvée è rappresentata da vins de réserve. La permanenza sui lieviti è di 36 mesi.

Uno Champagne che Madame Mondet ed il sottoscritto vi consigliano di abbinare a pesci di mare di una certa consistenza (branzino, orata, cernia, ombrina) in preparazioni elaborate e con salse, oppure carni bianche (penso ad una vera poularde de Bresse o ad una pintade ruspanti e mi viene l’acquolina in bocca) e che a me due sere fa, (tanto per trattarmi bene e brindare alle vacanze che farò alla grande l’estate prossima in Croazia, a spese di un tizio che ho provveduto a querelare e che secondo tre avvocati sentiti, non uno, ha già perso la causa) ho stappato, è piaciuto molto.

Colore paglierino oro intenso, squillante, perlage finissimo e continuo nel bicchiere del mio privilegio, quello di Luca Bini, naso ricco, maturo, solare, quasi tropicale, con note di frutta gialla, pesca e albicocca, miele, mandorla fresca, un tocco di pan brioche e di torrone di bellissima ampiezza e grassezza.

Bocca ampia, larga, suadente, cremosa, di notevole impegno e consistenza, ritorna preciso il miele e si sente il dosaggio importante, 8 grammi, ma non è stucchevole perché ha sale, acidità che spinge e freschezza, ottima persistenza lunga e piena, una tensione e un ritmo che mi ricorda i meravigliosi Quartetti per archi del più grande musicista contemporaneo, insieme ad Arvo Paart, il sublime Philip Glass, in questa superba interpretazione del Kronos Quartet.

Bollicine di Francia, come potete vedere qui, lo propone con un rapporto prezzo qualità super: 32 euro. Fate i vostri conti, se poi, invece di ordinare questo (e gli altri Champagne della Maison), volete andare da Esselunga e pagare 30,50 euro la cuvée Prestige di una nota casa franciacortina fate pure. Ma se non stupitevi se vi dico che in quel caso di bollicine dimostrate di capire nada de nada, un fico secco. Anzi, un pacchetto intero.

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Nevio
Nevio
12/12/2020 09:32

Personalmente trovo fastidioso che ultimamente parli in modo prevalente di vini o bicchieri per i quali lei ha lavorato . Lo facesse qualche altro sito, scriverebbe un chissà cosa , in merito.
Metta almeno un disclaimer : annuncio commerciale.

Nevio
Nevio
12/12/2020 12:45
Reply to  Franco Ziliani

Vuole sostenere che dai bicchieri di Bini lei non ha preso 1 euro? Se lo dice ci credo .

Nevio
Nevio
12/12/2020 13:01
Reply to  Franco Ziliani

Scusa de che? Ho chiesto. Ha risposto. Mi fido. Chiuso. Mica è un problema se avesse preso soldi.

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