Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa

Degustazioni

Daunia metodo classico RN 2016 D’Araprì

Pubblicato

il

  • Denominazione: Daunia
  • Metodo: classico
  • Uvaggio: Bombino bianco
  • Giudizio: 4.5
0.9

Non ho resistito, lo ammetto mi sono fatto un… Bombino (bianco)

Lo diceva sempre il mio macellaio che la carne è debole. Per me è addirittura fragile e quindi domenica, lo ammetto, non ho resistito, è stato più forte di me, mi sono fatto… un bombino. E che bombino, spumeggiante, irresistibile, coinvolgente e avvolgente…

Ehi, non pensate male, non crediate che io, single, nostalgico delle curve parisiennes di Elle, sia finito con il dedicarmi, dannunzianamente, a pratiche autoerotiche. Nulla di tutto ciò. Volevo semplicemente dire che domenica, pur avendo a disposizione fior di Trento, Champagne, anche qualche Franciacorta e le bollicine Alto Adige del mio vecchio amico Sepp Reiterer, alias Arunda Vivaldi e quelle, altrettanto buone, quelle firmate Comitissa, dell’ottimo Lorenz Martini da Cornaiano, mi sono lasciato attrarre da un Bombino. Il richiamo del Bombino, bianco, (non so voi, io continuo a preferire Michelle Hunziker a Michelle Obama) è stato irresistibile, più forte di me, certi ricordi pugliesi anche, e mi sono detto, ebbene sì, stappiamo una bottiglia di D’Araprì.

Che per qualche stordito che non lo sapesse, e che pensasse che la storia degli “spumanti” nella patria delle orecchiette e dei taralli abbia avuto inizio con qualche ridicolo e stupidino spumantino base Negroamaro salentino (non sto scherzando, c’è chi fa davvero cose simili…), è una prodigiosa realtà produttiva nata nel lontano 1979 tre amici, quando Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore, da cui l’acronimo Darapri, musicisti jazz con una immensa passione per il vino ereditata dai genitori, decidono, per scommessa, di produrre spumante a San Severo, in provincia di Foggia, nel cuore della Daunia. E di produrre non spumantini charmat, ma metodo classico dalle grandi ambizioni qualitative.

Individuate le vigne, nella Capitanata, poste su terreni di natura argilloso-calcarea con colore tendente al grigio-gialliccio, costituiti mediamente dal 30% di sabbia, 24% di limo e 46% di argilla; ben dotati di calcare e sostanza organica, dotati di una elevata capacità idrica consentendo così una regolare maturazione dell’uva. Terreni dove le uve maturano lentamente, senza sbalzi improvvisi, senza riduzioni del grado di acidità e senza dispersioni delle componenti aromatiche. E in queste vigne i vitigni del territorio e della tradizione vitivinicola locale, soprattutto il Bombino bianco, poi il Montepulciano, e un po’ di Pinot nero, usato con sapienza, a comporre una gamma di bollicine ammirevole, ognuna dotata di propria personalità.

E domenica, preso da qualche bel ricordo parigino, mi sono lasciato andare e ho stappato la Riserva Nobile, annata 2016, sboccatura di quest’anno, da uve bombino bianco in purezza provenienti da una vigna posta in Contrada San Biase e in Contrada San Matteo, esposta a sud sud-ovest, allevata a spalliera con 3500 piante ad ettaro e a pergola pugliese, con solo 2000, resa 100-120 quintali ettaro e 3 – 4 chili per ceppo, mosto che compie la prima fermentazione in tonneaux e rimane sur lie sino a gennaio, per poi riposare almeno 36 mesi in cantina, prima del Dosage, è un Brut, intorno ai 6 grammi zucchero e affrontare, sicuro di sé e di poter fare bella figura sui vari mercati.

Che bella bottiglia amiche mie! Colore paglierino oro brillante, perlage fine e continuo, naso che se uno non sapesse che si tratta di bolla pugliese la scambierebbe quasi per trentina, elegante, sapida, ben tesa, profumato di mandorle, fiori bianchi, e dove solo le note di frutta gialla fanno capire che le vigne stanno a San Severo non a Faedo o Roverè della Luna.

Bocca altrettanto tesa, diritta (per forza, è un Bombino…)., nervosa, croccante, con andamento verticale, acidità profonda che spinge, consistenza e succosità ampia e carnosa.

Che Bombino spumeggiante, che libidine!

Attenzione!:

Non dimenticate di leggere anche Vino al vino http://www.vinoalvino.org/ e il mio nuovo blog personale www.francoziliani.it

Print Friendly, PDF & Email

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
1 Commento
Subscribe
Notificami
guest
1 Comment
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
Fabio
Fabio
15/12/2020 22:47

Qualche anno fa ad una degustazione alla cieca sul confronto nord-sud avevo proprio scambiato una riserva nobile d’arapri per un metodo classico trentino.

Seguimi su Facebook

SPAZIO PROMOZIONALE









I SUGGERIMENTI DI VINOCLIC


LEGGI IL MIO BLOG PERSONALE!

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy

1
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x